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**Diario Personale**

Lauto si fermò vicino allingresso del locale, che nella notte brillava di luci colorate. Chiara aprì la portiera e scese, ringraziando lautista per il passaggio. Indossava jeans attillati e una canottierina che le donavano, preferendo sempre le sneakers ai tacchi alti. Nonostante lamica avesse insistito per un vestito elegante, lei aveva scelto di essere se stessa.

Dentro, la musica era assordante, un contrasto con il silenzio della strada.

Ciao, bellissima! La festeggiata, Marta, le corse incontro abbracciandola stretta. Pronta per i regali e gli auguri? ridacchiò, già al centro dellattenzione.

Marta adorava le serate rumorose, mentre Chiara si sentiva a disagio tra quelle luci e volti sconosciuti. Avrebbe preferito un caffè tranquillo o un film a casa, ma lamicizia a volte chiede sacrifici.

Ti presento due ragazzi fantastici! Marta la trascinò verso il bancone, dove due giovani alti ridevano di qualche battuta. Il più scuro dei due si voltò:

Ciao, sono Lorenzo. Lui è mio fratello, Matteo.

Il cuore di Chiara accelerò. I suoi occhi scuri sembravano trapassarla, e per un attimo il resto svanì.

Piacere. Sei come un raggio di sole in questo posto oscuro, disse Lorenzo con un sorriso.
Grazie, rise lei. Credo che ci troveremo bene!
Ne sono sicuro. Vedrai, Chiara, ti farà impazzire! scherzò Matteo, finendo il cocktail.

La serata, tra balli e risate, volò. Lorenzo si dimostrò un gentiluomo e laccompagnò a casa. Parlarono come se si conoscessero da sempre, con una naturalezza che scioglieva ogni imbarazzo.

È tardi. Grazie per la serata, disse Chiara, mentre un silenzio imbarazzante calava tra loro.
È stato un piacere. Sei incredibile Posso chiamarti domani? chiese, timido.
Non vedo lora! rise lei, baciandolo sulla guancia prima di sparire dietro la porta.

La casa era silenziosa, i genitori già dormivano. Scivolò a letto, ma il sonno tardava: nella mente cerano solo Lorenzo e il suo sorriso.

…Il mattino dopo, si svegliò con un sorriso fisso. Uno strano senso di felicità le riempiva il petto, come farfalle nello stomaco.

Mi sono innamorata sussurrò, ridendo tra sé.

Quel pomeriggio, incontrò Marta al loro bar preferito.
Lho visto come ti guardava! Presto festeggiamo il matrimonio! le strizzò locchio.
Forse è la prima volta che mi sento così, ammise Chiara, abbassando lo sguardo.
Forse? Sei cotta, sciocchina! rise Marta.

Lei viveva ogni storia come unavventura, ma Chiara cercava qualcosa di serio.

Passò lunedì, martedì, mercoledì ma nessuna chiamata. Controllava il telefono ogni venti minuti, tormentandosi:
Si è scordato? Si è pentito? Cè unaltra?

Alluscita dalluniversità, lo vide: Lorenzo, con un enorme mazzo di fiori. Provò gioia, rabbia, e poi sollievo.

Scusami! È successo tutto allimprovviso! si giustificò. Un amico si era ritrovato bloccato con lauto in panne, e lui era corso ad aiutarlo, senza telefono carico.

E io che ho immaginato di tutto! rise Chiara.
Rimediò stasera: cena al ristorante! le propose, aiutandola ad entrare in macchina.

Quella sera, seduti uno di fronte allaltro, parlarono per ore. La musica dal vivo, il cibo squisito Chiara sentiva la testa girare per lemozione.

Due mesi dopo, ormai inseparabili, Matteo la chiamò:

Ciao, Chiara! Ho bisogno del tuo aiuto Voglio chiedere a Marta di sposarmi!

Scelsero insieme un anello elegante, con piccoli diamanti e un cuore al centro, e un mazzo di rose rosse.

Non preoccuparti, guardala negli occhi e dille tutto, lo incoraggiò Chiara, dandogli un bacio sulla guancia.

…Ma quella sera, Lorenzo non si presentò. Un messaggio arrivò a notte fonda:

Addio, lo spettacolo è finito. Non cercarmi.

Le lacrime bagnarono il cuscino. Anna non sapeva nulla, Matteo era in viaggio. Passò giorni in un limbo, finché una mattina si svegliò in ospedale.

Ci hai spaventato! disse Marta accanto a lei.

Bussarono alla porta: Lorenzo, con rose rosa, e Matteo, con un livido sullocchio.

Sono un idiota! Quando ti ho visto baciare Matteo, ho perso la testa! si scusò Lorenzo.
Abbiamo chiarito, non è stato facile, aggiunse Matteo.
Non devi agitarti, piccola. Voglio che il bambino stia bene. Ti prometto di esserci sempre, sussurrò Lorenzo, stringendole la mano.

…Nessuna storia è perfetta. La gelosia semina dubbi, ma lamore vero supera tutto.

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