Non Siamo Gente Orgogliosa

**Diario di un uomo**

La suocera ricordava benissimo quella conversazione con quella donna insopportabile che era diventata la moglie di Luca. Aveva fatto di tutto per dissuadere il suo amato figlio dal matrimonio, ma senza successo. Almeno, allinizio. E poi, quella ragazza di provincia si permetteva troppo.

Ascolti, Irma Teresa. Perché fa finta di essere una madre saggia? So benissimo che mi sopporta a malapena. E tutto perché io la vedo per quello che è e non ho intenzione di piegarmi ai suoi voleri. Con che diritto entra in casa nostra ogni sera senza chiedere? Non viviamo certo con i suoi soldi, aveva detto quella sfacciata alla madre di Luca.

Cosa? Tu osi darmi lezioni di vita? Aspetta di arrivare alla mia età Irma Teresa stava perdendo la pazienza. La sua apparente dolcezza e quel velo di intelligenza svanirono in un attimo.

Tornò se stessa: una donna meschina e limitata, che aveva vissuto la vita con un solo obiettivomangiare bene, vivere tranquillae poco importava chi avrebbe dovuto distruggere moralmente per ottenerlo. Ognuno pensava solo a sé stesso.

Irma Teresa, io e Luca ci amiamo. E ho notato che le sue parole lo influenzano male. Non le basta aver cacciato suo marito e averlo convinto a cederle la sua parte dellappartamento? Adesso vuole rovinare anche la vita di suo figlio? Forse potrebbe avere pietà di lui. Se non lo ama, almeno gli conceda la possibilità di essere amato da unaltra donna, disse Martina, con una sfacciataggine senza limiti.

Ah, ecco come la canti! Allora ti dirò tutto, miserabile! Ma chi ti credi di essere? Da quale paesino sperduto sei venuta, dimmelo un po? Non sei nessuna. Da un giorno allaltro potresti perdere il lavoro e finire per strada. Che ridicola attricetta. E osi anche dirmi cosa fare? Irma Teresa esplose.

Ah, quindi è così che misura il valore di una persona? Se lei ha rubato un appartamento e cacciato tutti, allora è una gran signora? Se io lavoro per guadagnarmi da vivere, invece, è una cosa sbagliata? Non tutti hanno la fortuna di aggrapparsi a un marito con la casa per poi spennarlo senza vergogna! E per sua informazione, so benissimo che neanche lei è nata a Roma, Martina colpì nel punto dolente.

Era vero. Anche Irma Teresa, molto tempo prima, era arrivata da un paesino remoto, senza istruzione né professione.

Non starai mai con mio figlio! Una madre è sacra! Vattene! Irma non aveva altro da dire e tirò fuori largomento più forte, contro cui era difficile discutere.

Martina si limitò a ridacchiare e non aggiunse altro. Ma quel conflitto non cambiò nulla tra i due giovani. Si sposarono comunque.

Irma Teresa, però, non si arrese. Quando Martina ebbe un bambino, iniziò a manipolare Luca contro di lei, finché non divorziarono Il piccolo Ale aveva solo quattro anni…

***

Eppure, la madre di Luca aveva ancora paura che suo figlio potesse tornare da quella sfacciata attricetta. Sapeva che lui a volte la incontrava e che pagava gli alimenti per Martina e Ale.

Quello che non sapeva era che Luca e Martina vivevano ancora insieme e crescevano Ale. Mentre lei credeva che suo figlio lavorasse e vivesse in unaltra città

Quel piano geniale non era nato solo per colpa della madre di Luca. Anni prima, ancora prima del matrimonio, lui si era cacciato in guai seri, accumulando debiti. Molto prima del finto divorzio.

Martina, bisogna dirlo, aveva cercato di metterlo in guardia dal fare affari con quellamico.

Luca, ma dove vai? QuellAlessio è uno squalo. Tu, al confronto, sei un pulcino. Non farlo. Lho capito subito che per lui non sei niente. Ti schiaccerà senza pensarci due volte, gli aveva detto Martina.

Marti, esageri. Ale è un bravo ragazzo. Noi uomini dobbiamo aiutarci a vicenda. È giusto così. Solo così possiamo resistere

Ti dico che Alessio vuole solo approfittarsi di te. Sa che parli sempre di fratellanza. Quando crescerai e capirai che lonestà non dipende dal sesso?

Lui non rispose e fece di testa sua. Male. Alessio lo nominò direttore di unazienda fittizia, poi svuotò i conti, lasciandolo con solo debiti e smettendo di rispondere al telefono…

***

Meglio sarebbe stato vivere con uno stipendio modesto, magari non alto, ma almeno senza rovinare la famiglia.

Fu allora che lui e Martina escogitarono quel pianoper uccidere due piccioni con una fava.

La madre di Luca era contenta del divorzio. E i creditori non minacciavano più Martina e Ale

Ufficialmente, lui viveva in un dormitorio dellazienda dove lavorava. Ma la sera tornava nella loro stanza accogliente, dove lo aspettavano la moglie e il figlio.

Luca era felice. Ma ogni mese doveva fingere un viaggio di lavoro per andare a trovare sua madre, che non smetteva di cercargli mogli più convenienti.

Forse potresti dirle dei debiti e di noi? propose Martina.

No La distruggerebbe. Dobbiamo trovare unaltra soluzione, sospirò Luca.

Ma quale? Non possiamo nasconderci per sempre Che vita è questa?

Non vedevano via duscita. Martina faceva lavoretti, e la maggior parte dello stipendio di Luca andava ai debiti.

Erano quasi poveri. E la situazione sembrava senza speranza. A volte Luca le diceva di lasciarlo Ma Martina lo amava.

***

Marti, ma quanto puoi mantenerlo? Non hai niente, solo problemi. Affitti una stanza con i tuoi soldi, lo sfami Perché? La madre di Martina, una semplice maestra, era pronta a riprendersi la figlia e il nipote nel suo monolocale. Senza Luca.

Mamma, sai quanto lo amo Abbiamo un figlio. Non posso abbandonarlo!

Sua madre laveva cresciuta da sola e si preoccupava. Sperava che un ultimatum avrebbe fatto desistere Martina da quelluomo problematico. Ma non fu così Allora le venne unidea.

***

Allora, Irma Teresa Ecco comè la situazione, la madre di Martina, Olga, era venuta apposta dalla provincia per parlare con la suocera.

Ha dei debiti? E mio figlio vive ancora con lei? E mi ha mentito? Lindignazione di Irma Teresa non conosceva limiti.

Sì, e immagini, mia figlia con i suoi pochi spiccioli lo aiuta, lo sfama, paga laffitto Ho pensato di parlarle. Anche se Marti me lha vietato!

E poi mente, dice che lavora in unaltra città Che mascalzone!

Allora, cosa facciamo? Noi siamo la generazione più saggia. Dobbiamo aiutarli!

Ma come?

Potremmo unire le forze Io ho qualche risparmio Per mia figlia. E mio nipote. Olga propose di dividere le spese, per non fare torto a nessuno.

Ma scherza? Mio figlio è adulto. Lho cresciuto, basta così! Nessun aiuto! Anzi, non voglio più vederlo! Irma Teresa non avrebbe mai aiutato Luca.

***

Allora venite da me. In pochi metri, ma almeno starete insieme. Dopo lultimatum, Olga decise di fare pace con il genero. Cosa non si fa per la felicità della figlia. E poi, non siamo persone orgogliose.

Non mi oppongo sospirò Martina.

Che scelta abbiamo? Mi scusi, Olga io e mia madre ci siamo comportati male al matrimonio

Luca ricordò come aveva riso dei parenti di provincia, che non sapevano usare coltello e forchetta. Ma ora aveva capito che non era quello che contava.

***

Tu per me puoi anche sparire Ma mia figlia ha bisogno di aiuto! Olga chiamò lex marito.

Olga, certo, la aiuterò. Marti è la mia unica figlia. Cosa devo fare? chiese Giorgio.

Hanno bisogno di una casa E di soldi, disse Olga.

Sapeva che Giorgio ora lavorava nelledilizia, con successo. Si aspettava un rifiutoera sempre stato tirchio.

Quanti soldi servono?

Quanto puoi

Gli disse la cifra del debito. E pensò: Anche se quel Luca scapperà dopo Almeno vivranno senza debiti.

Va bene Ma ho una condizione, disse Giorgio.

Spero sia fattibile?

Voglio incontrarti. Solo noi due.

Olga rise, quasi timidamente, come una ragazzina.

…Passarono gli anni… Quando Ale compì diciotto anni, la famiglia si riunì al completo. Olga e Giorgio si tenevano per mano. Lamore, miracolosamente, era tornato.

Olga aveva resistito a lungo, ma dopo tante attenzioni, si erano risposati.

Luca e Martina erano ancora insieme. E si erano risposati anche loro. Ma la suocera aveva insistito: solo dopo che Martina avesse avuto lappartamento comprato dal padre.

Luca si era dato una regolata. Niente più sciocchezze. Lavorava in un ufficio pubblico.

Allora, siamo tutti qui? disse Ale.

Un suono alla porta. Ale corse ad aprire. E tutti videro, stupiti, Irma Teresa sulla soglia.

Lhai invitata? Ale, ne avevamo parlato Martina lo rimproverò.

Mamma, mi dispiace Mi chiamava, diceva che si sentiva sola! Ale arrossì.

Non ha trovato le parole per scusarsi in tutti questi anni? chiese Olga.

Dai, Olga Senza di lei, non saremmo qui insieme. E poi, chi è senza peccato? disse Giorgio alla moglie.

Mamma, perché tutta questa commedia? sbuffò Luca.

Sono venuta a chiedere scusa disse Irma Teresa, colpevole.

Aveva aspettato che la supplicassero. Ma quando nessuno lo fece, sentì il vuoto più forte:

Pensavo mi avreste implorato Invece Non sono poi così cattiva. Perdonatemi.

Silenzio. Poi qualcuno le versò del tè. Le offrì qualcosa da mangiare.

In quella famiglia, nessuno aveva mai imparato a usare coltello e forchetta. Ma vivevano di generosità, felicità. E perdono.

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