Niente si può più sistemare

Niente si può aggiustare

Era così che la vita di Marco si era divisa in due parti disuguali: prima di Lucia e dopo. Ma adesso, in piedi davanti alla porta chiusa di casa sua, capiva che cera una terza fase: il dopo il dopo. Ed era vuota.

A trentasette anni, Marco Romano era un affermato professionista nel settore della bellezza, aveva una casa e un appartamento, e i soldi non erano un problema da tempo. Ma tutto questo non aveva salvato il suo matrimonio.

Si erano conosciuti quando lui aveva ventidue anni. Giulia ne aveva solo diciassette, appena uscita dal liceo, con i suoi timidi sogni di università. Era incredibilmente bella, e lui se ne era innamorato subito. Ma quando, un anno dopo, lei gli annunciò di essere incinta, la sua prima reazione fu la paura.

«Forse aspettiamo?» chiese Marco, evitando il suo sguardo. «Hai appena iniziato a studiare»

«Ci penserò» rispose lei piano.

Ma era già troppo tardi per pensarciper inesperienza, o forse di proposito, Giulia aveva perso tutti i termini. I suoi genitori vennero a parlare con lui, freddi ed educati, senza chiedere nulla. Solo alluscita, il futuro suocero borbottò tra i denti: «Non importa, la cresceremo noi».

Il senso di colpa e una responsabilità sopita lo spinsero a chiedere a Giulia di sposarlo. Lo fece senza gioia, senza entusiasmo. Solo con la vaga sensazione di fare la cosa giusta.

I primi anni di matrimonio furono una lotta per sopravvivere. Lui ancora studiava, lei stava a casa con la bambina. Quando iniziò a lavorare, i soldi non bastavano mai, e furono le nonne ad aiutarli. Giulia non si lamentava. Prima ancora di finire luniversità, trovò un lavoro part-time.

«Perché?» chiedeva Marco, sinceramente confuso. «Con quei due spiccioli ci compri giusto un mascara! La piccola ha solo due anni, già allasilo e con le nonne, non vede quasi mai sua madre!»

«Allora inizia a guadagnare di più!» ribatté lei per la prima volta, con una nota di acciaio nella voce. «Vai in una clinica privata!»

«Con la mia esperienza? Non mi prenderebbere neanche come inserviente!» sbottò lui.

Giulia non chiedeva mai nulla per sé, ma le sue critiche diventarono costanti: Marco non aiutava in casa, non passava tempo con la figlia, non reggeva il peso economico. La classica giovane coppia che cerca di sopravvivere nella capitale.

Dopo la laurea, lei fu assunta a tempo pieno e la sua carriera decollò. Ritardi, viaggi di lavoro, cene aziendali. La casa si svuotò. Marco, invece, iniziò a passare più tempo con la figlia, consolandosi: «Passerà, questa frenesia lavorativa, e tutto tornerà come prima». Ma non accadde. Giulia sembrava evitare di proposito la casa.

Una sera, mentre la abbracciava in cucina, le sussurrò:
«Facciamo un altro figlio? Un maschietto.»

Giulia si bloccò per un attimo, poi si liberò delicatamente dalle sue braccia:
«Prima inizia a guadagnare davvero. Poi ne parliamo.»

Fu proprio in quel periodo, quando il loro letto coniugale era ormai freddo, che nella vita di Marco entrò Lucia. Giovane, allegra, semplice, unassistente del reparto accanto.

Lo guardava con adorazione, rideva alle sue battute, era leggera e calorosa. Diventò la sua valvola di sfogo. Lui pensò seriamente di lasciare la famiglia, ma a fermarlo cera la figlia.

Poi, anni dopo, quando Marco guadagnava bene, accadde limpensabile. Fu Giulia a parlare di un secondo figlio.

«A una condizione» disse lui, sicuro di sé e dei suoi soldi. «La famiglia e il bambino vengono prima. Il lavoro dopo. Posso mantenerci tutti.»

Giulia accettò. Rimase incinta quasi subito e cambiò. In casa tornarono i profumi di torte, latmosfera si fece più accogliente, lei più dolce. Marco si rallegrò, ma questo non gli impedì di partire per il mare con Lucia, fingendo un viaggio di lavoro. Dellinc

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