Mi sono confusa

**Confusa**

“Maria, parto per lavorare al nord Lo sai, ho accumulato debiti enormi. Non commetterò crimini, non ruberò, lunica soluzione è guadagnare. Pagherò tutto, passo dopo passo, e tornerò E ci resterà anche per riparare la tua casa, e compreremo una bicicletta a Sofia. Ma dovrai aspettare un anno, forse poco più,” la convinse Matteo.

Tutti nel paese sapevano che Matteo corteggiava Maria, una giovane vedova. Si amavano e volevano sposarsi, ma i debiti lo soffocavano, e così aveva preso quella decisione.

“Capisco,” sussurrò Maria, “quindi corri dalla tua ex moglie, al nord, dove anche lei è scappata. Ma perché quel dannato nord vi attira così?”

“Maria, sai bene che la mia ex non ha più niente a che fare con me.”

Ma Maria ormai aveva perso il controllo. Gli disse cose terribili, e Matteo capì che era inutile discutere. Imballò le sue cose e partì. Lei non rispose mai al telefono e cambiò persino la sim.

Passò il tempo. Quellestate fu torrida, soprattutto quel giorno, dove lafa era opprimente fin dal mattino. Gli anziani del paese dicevano:

“Stasera arriverà il temporale, o forse prima. Il sole brucia, e laria è pesante”

Nessuno si aspettava che quella sera sarebbe scoppiato un uragano. Le nuvole si addensarono, minacciose, e il vento iniziò a ululare, strappando i cavi elettrici. Un albero cadde su una casa, le tegole volarono via, le recinzioni furono abbattute. Tutti si barricarono dentro, aspettando che la natura sfogasse la sua rabbia.

La mattina dopo, uscirono e rimasero sgomenti.

“Il pollaio è allagato,” si lamentò la signora Rossi. “Per fortuna le galline erano sul trespolo.”

“I miei pomodori sono distrutti,” si disperava Anna. “Che raccolto avrò ora?”

“Pomodori e pollai il problema è la luce! Quando arriveranno gli elettricisti?”

A mezzogiorno arrivò la squadra dal paese vicino. Ripararono i danni, e le luci tornarono, ma non per tutti. Alcuni avevano i fusibili saltati, ma a Maria era bruciata la cablatura, e la parete era annerita. Tremò allidea: la casa era vecchia, e se fosse scoppiato un incendio, cosa sarebbe successo a lei e a Sofia?

“Maria, non preoccuparti,” suggerì la signora Rossi. “Anche da Stefano ha preso fuoco limpianto, ma cè Marco, lelettricista del paese accanto. È bravo e non chiede troppo.”

“Mamma, quando mangiamo?” Sofia, di quattro anni, la strattonava. “Ho fame.”

“Ora, tesoro. Per fortuna cè il gas, preparo subito.”

Mentre cucinava e puliva, guardava quella parete nera. Marco era occupato altrove, e così rimase al buio. Il mattino dopo, un uomo robusto e sorridente entrò nel cortile.

“Buongiorno, cerca qualcuno?” chiese Maria, uscendo sulla soglia.

“Lei. Mi hanno detto che ha problemi con lelettricità. Sono Marco, lelettricista.”

“Sì, è bruciato tutto perfino il muro,” rispose lei, invitandolo dentro.

Quando entrarono, Sofia sbucò dalla sua stanza e si nascose timidamente. Marco le fece locchiolino.

“Sofia, questo è zio Marco. Ci riparerà la luce,” disse Maria.

Marco esaminò i danni con attenzione.

“Avrebbe potuto prendere fuoco. Siete state fortunate. Questo impianto è vecchio, va rifatto tutto,” spiegò. “Vado a prendere gli attrezzi.”

Mentre lui usciva, Maria decise di preparargli il pranzo.

“Pagherò, certo, ma offrirgli da mangiare è il minimo,” pensò.

Marco lavorò a lungo, ma a mezzogiorno finì.

“Fatto, signora. Accenda pure.” La luce tornò a riempire la stanza.

“Grazie, quanto le devo?” Maria aprì il portafoglio.

“Neanche a parlarne. Basta il pranzo,” rise lui. “Ho fame.”

“Certamente, è pronto. Si accomodi.”

Mentre mangiavano, chiacchierarono. Sofia restava in silenzio, guardinga. Quando Marco se ne andò, la bambina sussurrò:

“Mamma, quel signore non mi piace.”

“Perché? Ci ha aiutato tanto.”

Maria ci pensò su. Aveva notato lo sguardo di Marco su di lei. Era una donna bella, giovane, solo trentun anni. Suo marito era morto quando Sofia era piccola. Credeva ancora nella felicità.

Tre giorni dopo, Marco tornò.

“Maria, questa recinzione è pericolosa, e il cancello penzola. Lascia che la sistemi. In cambio, solo un altro pranzo,” sorrise. “E poi mi piaci. Davvero.”

Unondata di gioia la travolse. Finalmente, un barlume di speranza.

“Va bene,” rispose. “Lavora pure, io preparo da mangiare.”

A tavola, gli chiese: “Vivi solo nella tua città?”

“Vuoi sapere se sono sposato? No. Mia moglie mi ha tradito, abbiamo divorziato.”

Un silenzio pesante. Marco le prese la mano. “Mi piaci, Maria.”

Le girava la testa. Lui era forte, affascinante, con mani callose e uno sguardo sincero. Non beveva, lavorava sodo. Cosa voleva di più? Ma Sofia li osservava, tesa. Il suo cuoricino non si fidava.

Da quel giorno, Marco iniziò a visitarla spesso. Si frequentavano, ma Maria non si concedeva. Lui non insisteva. Passò un mese così, senza fretta.

Poi, una notizia sconvolse il paese: Matteo era tornato. Viveva con la madre, mentre sua sorella Elena, maestra dasilo, era tornata in paese dopo un matrimonio fallito, con il figlioletto.

“Elena, è vero? Maria si è messa con quel Marco?”

“Tutti lo sanno,” rispose la sorella, triste. “Le ha riparato la luce, e da lì è iniziato tutto.”

Matteo serrò i pugni.

“È seria la cosa? Per una riparazione una dannata lampadina”

“Smettila. Lei è sola, tu te ne sei andato.”

“Non me ne sono andato per divertirmi! Avevo problemi, e lei non mi ha capito.”

“Ma ora i problemi non ci sono più,” replicò Elena, uscendo.

Matteo incontrò Maria sulla strada, di ritorno dal lavoro. Le afferrò un braccio.

“Ciao. È vero, tra te e lui?”

“Mi stai pedinando?”

“Rispondi.”

“Non sono affari tuoi. Tu, un anno al nord, chissà come ti sei divertito.”

Allimprovviso, Matteo la strinse a sé e la baciò. Dentro di lei, tutto si ribaltò. Lamore riemerse, nonostante il rancore. Era confusa.

“Confusa, eh?”

“Lui è diverso,” mormorò, ma Matteo, furioso, se ne andò.

Quella sera, Marco arrivò con due bottiglie di vino. Maria apparecchiò, come concordato. Sofia era dalla nonna. Ma dopo lincontro con Matteo, era distratta.

“Maria, brindiamo a noi,” disse Marco, con uno sguardo untuoso. “Amo le donne belle.”

“Ne hai avute tante?”

“No, io sono fedele,” rise, versando il vino.

Dopo qualche bicchiere, Maria si sentì stordita. Lo sguardo di Marco la ipnotizzava. Lui si avvicinò, la sollevò da tav

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

1 × two =