Luca, tuo padre ci ha chiesto di andare a trovarlo per un giorno, ha bisogno di aiuto per sistemare il tettoda solo non ce la fa più.Giulia lo guardò con speranza.Andiamoci, anche Sofia vuole vedere il nonno.
Il suocero di Luca viveva in campagna, un uomo forte e sano come pochi. Ma anche lui, alla fine, aveva cominciato a sentire il peso degli anni.
Papà, per favore, andiamocisi unì Sofia, quattordicenne.
Vi siete messe daccordo?sbuffò Luca.Ho solo due giorni liberi a settimana, non posso dedicarli a me stesso?
Moglie e figlia abbassarono gli occhi e si voltarono. Sofia si chiuse in camera, Giulia in cucina. «Eccosghignazzò Lucahanno dimenticato chi comanda qui. Glielo ricorderò io!»
In realtà, non aveva grandi piani per il weekend. Sabato poteva dare unocchiata al fuoristrada che un amico vendevausato, ma affidabile. Se fosse riuscito a contrattare, sarebbe stato perfetto per la pesca. E i soldi cerano: aveva risparmiato, tagliando le spese alla famiglia. Vendeva la sua auto, prendeva un prestito. Quanto ancora poteva girare con quella vecchia Panda? Sera, poi, pesca con gli amici, notte inclusa: chiacchiere attorno al fuoco, barzellette e, ovviamente, qualche bicchiere di vino. Che bello!
E invece, doveva andare in campagna Magari unaltra volta, quando avrebbe avuto tempo.
La mattina, chiamò il venditore e fissò lappuntamento. Lauto era in un garage, in periferia.
Vuoi davvero cambiare macchina?Giulia si intromise di nuovo.
Che te ne importa?brontolò lui.
Fai come credisospirò lei.Ma Sofia cresce, volevamo comprarle qualcosa di nuovo, sta diventando una signorina. Un cappotto, degli stivali decenti E io non parlo neanche per me
Può aspettare ancora un anno. Ai miei tempiLuca stava per lanciarsi in un ricordo, ma tacque.
Nel profondo, sapeva di essere ingiusto con loro, ma non voleva ammetterlo. «Le ho viziate, ecco il problema!» cercava di giustificarsi, ma senza convinzione.
Quindici anni prima, lui, studente squattrinato, aveva incontrato Giulia e si era perduto! Una ragazza giovane, slanciata, sempre allegra, con occhi azzurri che ridevano, aveva ricambiato il suo amore. I primi anni erano stati duri: affittavano una casa, poi arrivò Sofia.
Campavano con lo stipendio da ingegnere, ma i suoceri li aiutavano. Non mancavano mai conserve, marmellate, verdure fresche dalla campagna. Il suocero arrivava ogni settimana con sacchetti e barattoli, beveva un caffè in fretta, giocava con la nipote e ripartiva, lasciando discretamente qualche banconota.
I genitori di Luca vivevano lontani, con altri quattro figli da mantenere. Lui non aveva fatto una grande carriera, ma con lavori extra la famiglia viveva dignitosamente. La sua paga era il pilastro del bilancio. Grazie a lui, avevano comprato casa e unauto usata ma solida. Giulia, bibliotecaria, non guadagnava molto, ma creava un nido accogliente. Luca non usciva mai con una camicia sporca o pantaloni stropicciati, e tutti nel palazzo invidiavano i suoi pranzi cucinati da lei.
Quando aveva cominciato a credersi indispensabile? Non se nera accorto. A poco a poco, in casa contava solo la sua opinione. Le risate di Sofia si erano diradate, così come i sorrisi di Giulia. Il suocero non portava più regali, né si sentivano le sue battute. Luca non ascoltava più la moglie: contava solo il parere degli amici. E anche cambiare auto era stato un loro consiglio. Sì, i soldi erano per altro, ma era unoccasione!
Trovò il garage. Il venditore non era ancora arrivato, così aspettò. Scese, accese una sigaretta e si guardò attorno. Una fila di box separava le villette dai palazzi. Davanti, la strada; dietro, cespugli. Da lì uscì un gattino, attratto dal rumore dellauto e dal tintinnio delle chiavi.
Si avvicinò, ma non entrò. Si sedette a distanza e aspettò. Aveva perso fiducia negli uomini, ma un briciolo di speranza gli rimaneva: «Forse mi noteranno? Forse mi daranno da mangiare?»
Vide i due uomini uscire dal garage, salutarsi con una pacca. Uno si fermò, pensieroso. Lo sguardo gli cadde sul gattino. Quello miagolò, ma non si avvicinò.
«Come ci è finito qui?pensò Luca.È solo un cucciolo, dovrebbe giocare, mangiare e dormire. Invece deve lottare per sopravvivere. Pazienza, sfortunato.»
Spense la sigaretta, salì in auto e lo guardò ancora. Poi vide
La speranza spegnersi nei suoi occhi verdi.
Il gattino si alzò e tornò tra i cespugli, alla sua vita di stenti, paura e fame. E dellindifferenza degli uomini, così forti da poterlo salvare con un gesto, regalandogli felicità e ricevendo in cambio amore, fedeltà, persino la vita. Ma a loro non importava
«Ho già visto quello sguardopensò Luca, cercando di ricordare dove.Giulia!realizzò.Così si sono spenti i suoi occhi ieri, quando lho interrotta. E Sofia, così ha chinato la testa ed è sparita in camera. Non hanno detto nulla, non hanno chiesto altro. Sono andate via. Come il gattino. Sì, hanno cibo e un tetto, ma come lui, aspettano attenzione, affetto, comprensione. E io glielo nego. Comè possibile?»
Cercò di resistere, chiamandosi debole, ma sapeva già cosa avrebbe fatto.
Trovò il gattino tra i cespugli, su un pezzo di cartone portato dal vento. Lo prese in braccio con dolcezza, e la paura negli occhi del piccolo diventò timida speranza.
Sofia!chiamò dalla porta.Guarda chi ti porto. Te ne prendi cura?
Lo sguardo diffidente della figlia si trasformò in gioia.
Papà! Dove lhai trovato? È così piccolo, magrolino Avrà fame!
Fame da morireconfermò Luca.Non ha mai mangiato a sazietà. Ora è tuo anzi, nostro!
Luca, non ti riconoscodisse Giulia, fissandolo.Cosa è successo?
È successo, Giulia! Il nonno ci aspetta e voi non siete pronte! Quindici minuti per prepararvi e sfamare il piccolo. Il resto lo farete là. Forza!
Pur detto con tono autoritario, la felicità delle sue ragazze lo riempì il cuore. Mentre si preparavano, chiamò gli amici: niente pesca.
Il tetto fu riparato in frettabastavano due tegole nuove e un po di lavoro in altezza. Il suocero aiutava, ma non saliva: le vertigini.
Pensi di coltivare lorto questanno?chiese Luca dopo.
Mi piacerebbe, ma da solo è durasospirò il vecchio.Con mia moglie cera, ma senza di lei
Nonno, a breve ho le vacanze, ti aiuto iooffrì Sofia, accarezzando il gattino che dormiva sereno.E anche Pippo starà meglio qui che in appartamento.







