Ragazzi, ho due notizie per voi! annunciò la direttrice, lanciando uno sguardo carico di significato ai colleghi del museo.
Speriamo siano buone, signora Lorenza? cinguettò dalla sua postazione la guida turistica Nives.
Credo di sì! Primo: tra tre giorni arriva una comitiva in visita.
Bella novità! sbuffò la responsabile amministrativa zia Graziella. Ecco altri scolari che ci riempiranno di carte di gelato e ciabatte rotte!
Esatto! annuì zio Gino, il custode del museo e, per coincidenza, marito di zia Graziella.
No, non sono scolari! Questa volta è una delegazione di lavoratori di una fabbrica automobilistica italiana. E il nostro compito, cari colleghi, è rendere la loro visita alla villa-museo indimenticabile. Voglio che se ne vadano con il cuore pieno di bei ricordi!
Zio Gino si illuminò:
Ha scelto proprio la parola giusta, signora Lorenza! “Pieni” è proprio il termine! Ricorda quando a marzo vennero quelli della fabbrica di cuscinetti? Si erano già “riempiti” durante il viaggio. E noi poi a cercarli per tutto il bosco vicino! Ma chi viene qui per la cultura? Vengono per una scampagnata a spese dellazienda!
Gino, il suo cinismo è fuori luogo! lo interruppe seccamente Lorenza. Siamo i custodi del museo del celebre scrittore Ribustini-Lialli. Il nostro dovere è diffondere la conoscenza di questo grande uomo, onorare la sua memoria e preservare per i posteri il luogo in cui creò i suoi capolavori!
E chi diavolo lo conosce, questo Ribustini-Lialli, oltre a noi? insistette il custode, quel giorno particolarmente in vena di contraddire.
Protesto! intervenne la guida storico-culturale Costantino. Ribustini-Lialli è un vanto della nostra regione!
E la seconda notizia? tagliò corto Nives, facendo ammutolire tutti in attesa dellannuncio.
Lorenza fece una pausa teatrale, alimentò lattesa e infine dichiarò:
Ci assegneranno un nuovo direttore!
Finalmente! esclamò la signora Caterina, la donna delle pulizie. Era ora!
Il museo si animò di nuovo. Le domande si accavallarono:
Chi è? Da dove viene? È sposato?
Le signore volevano sapere letà e lo stato civile. Gli uomini, in netta minoranza, prima si irrigidirono, poi si rallegrarono allidea di un nuovo collega.
Non so altro! tagliò corto Lorenza, alzando un dito. Mi hanno solo detto che arriverà a giorni. Si chiama Zanicchi. Uomo o donna, questo è tutto ciò che so!
Tra chiacchiere e speranze, il gruppo si disperse. Dopo anni di monotonia, finalmente un cambiamento! Da marzo a ottobre, il personale viveva sullisola del museo. Le guide Valeria e Nives, lo storico Costantino e Lorenza, la contabile che faceva anche da direttrice, tornavano sulla terraferma in inverno. Restavano solo zia Graziella, zio Gino e Caterina, che tra laltro era anche la suocera di Gino.
Lorenza era la più felice. Era stanca di gestire conti, questioni organizzative e reclutamento. Nessuno voleva trasferirsi in quel posto sperduto, neanche per un ruolo importante. Le promesse delle autorità regionali erano infinite, ma il museo di Ribustini-Lialli rimaneva senza guida.
Capisce, signora Lorenza, le condizioni sono difficili. Prima accettano, poi scoprono i dettagli e si tirano indietro! si giustificavano i burocrati.
Così, per evitare che il signor Zanicchi scappasse appena arrivato (Lorenza sperava fosse un uomo), decisero di fare una pulizia generale.
Dallalba a notte fonda, tutti si misero allopera.
Nives, per favore, ripassa il portaspade nellingresso! ordinò Valeria. Sai quanto ci teneva Giacomo Ribustini-Lialli a quel portaspade!
Gino, togli quel trapano dal gazebo dello scrittore! gridò Graziella. Se lo vedono gli operai, te lo rubano!
Il giorno stabilito, allorizzonte apparve un battello scricchiolante, carico di visitatori profumati di vento e fiume.
Lorenza diede gli ultimi ordini:
Costantino, ti prego, non portarli nella palude! Lultima volta uno perse le scarpe e un altro affondò nel fango. Nives, sii ferma con chi vuole sedersi sul letto dello scrittore!
Se Valeria non raccontasse a tutti che lì Ribustini-Lialli concepì i suoi otto figli, forse la gente avrebbe meno voglia di sedercisi! rise Costantino, stizzito dalle interferenze.
Il battello attraccò e gli operai scesero a terra.
Gino, niente brindisi di benvenuto! sussurrò Graziella.
I visitatori si divisero tra la casa dello scrittore e la natura.
Ora entreremo nel sancta sanctorum: lo studio. Qui Giacomo Ribustini-Lialli creò i suoi capolavori! annunciò Valeria con solennità.
In questi luoghi cercava ispirazione il nostro illustre concittadino, il cui nome è scritto a lettere doro nella storia letteraria! spiegò Costantino, avanzando tra lerba secca.
Non si sieda sul letto, prego! È un cimelio! supplicava Nives, arrossendo.
Se ti becco a sgranocchiare semi in cortile! brontolava Caterina.
Lorenza, seduta nello studio, godeva del trambusto. Quei giorni davano vita alla villa.
Poi, improvvisa, una voce tremante: Al ladro! era Nives.
Lorenza balzò in piedi. In corridoio già risuonavano i tacchi di Valeria e le ciabatte di Caterina.
Nello studio, un giovane in jeans e giacca a vento teneva in mano un quaderno dello scrittore. Una copia, per fortuna. Accanto, Nives supplicava:
Rimettilo a posto! Non si tocca niente qui!
Valeria avanzò con fare marziale.
Che vergogna! Questo è il quaderno di Ribustini-Lialli! Lunica copia del suo racconto incompiuto “Anime alla deriva”!
Volevo solo guardare! si giustificò il giovane.
Perché lha preso? Voleva rubarlo? Rovinarlo? incalzò Valeria.
Volevo solo guardare! ripeté lui.
I documenti! ordinò Valeria, trasformandosi in gendarme.
Il giovane estrasse il passaporto. Valeria lo studiò con aria inquisitoria, poi Lorenza glielo strappò di mano.
Benvenuto, signor direttore! mormorò, imbarazzata.
***
Mi perdoni, dottor Zanicchi! balbettò Valeria, accompagnandolo in ufficio. Non ci aspettavamo che arrivasse con la comitiva.
Tranquilla, cara Valeria rise il nuovo capo. Almeno ho visto quanto siete severi con chi infrange le regole! Continuate così!





