La Donna Misteriosa

Ah, senti questa storia allora.

Ogni giorno alle dieci di mattina c’era la pausa caffè in ufficio, ma quel lunedì Valentino arrivò in ritardo perché stava finendo un rapporto sui dispositivi di sicurezza usati nelle fabbriche. Quando si accorse che non gli avevano lasciato acqua nella macchinetta, prese la tazza e si incamminò verso il bagno.

Sotto i suoi piedi, le assi del vecchio pavimento scricchiolavano sotto linoleum e laminato moderno. Era entrato nella parte più antica delledificio. Dietro i pannelli di cartongesso si nascondevano pareti verde sbiadito degli anni 70, e sotto quegli strati di vernice e intonaco, i mattoni rossi e stretti del primo edificio. Se qualcuno avesse staccato un mattone dalla solida malta, avrebbe trovato inciso lanno: 1892. Pochi nel grattacielo del centro di Milano ci pensavano, ma Valentino sapeva la storia di quel posto. Un tempo aveva solo due piani. Negli anni 50 ne erano stati aggiunti altri tre, e negli anni 60 due nuove ali, dove ora cera il suo ufficio. Sua madre gli aveva raccontato che lì dentro, chissà dove, aveva lavorato la sua bisnonna, Adelenon ricordava il cognome da nubile. E lui sperava che avesse lavorato in un ufficio o in un negozio, non nel più esclusivo bordello della città, l”Imperiale”, che occupava proprio il secondo piano, dove lui passava ogni giorno.

Riempita la tazza, uscì dal bagno e

Davanti a lui, veloce e decisa, avanzava una ragazza bellissima in un abito beige lungo. I capelli castani, folti, erano raccolti in una crocchia sulla nuca, le spalle dritte, gli occhi scuri e seri che osservavano attentamente lintorno. E furono proprio quegli occhi a far perdere la testa a Valentino. Mentre le passava accanto, inciampò e rovesciò lacqua. La fissò per qualche istante, poi arrossì e distolse lo sguardo.

La ragazza era ormai a pochi passi.

*Dai, su! Se non distoglie lo sguardo per tre secondi, la saluto!* si disse Valentino, decidendo di osare per la prima volta in vita sua.

Vide un viso rotondo con un mento sottile, sopracciglia basse, un nasino piccolo e curato, labbra strette. Ma la sconosciuta gli passò accanto come un fantasma, lasciandogli solo un soffio di profumo, e sparì nel bagno delle donne.

Il respiro, rubato dalla figura bellissima, tornò lentamente. La sensazione di essere finito in una fiaba svanì.

*Aspetto che esca?* gli passò per la mente. Dopo qualche minuto, incerto, si rimise in cammino verso lufficio, voltandosi ogni tanto. Nessuno uscì da quel bagno.

*Chissà chi era*, pensò sedendosi alla scrivania, dimenticandosi di accendere la macchinetta. *Forse è la nuova segretaria del direttore. Era troppo bella. Devo chiedere ai ragazzi dellIT, loro sanno tutto.*

Il lunedì lavorativo non lasciava spazio ai sogni. Ma a pranzo, e poi la sera, mentre usciva, cercò con gli occhi quellabito beige tra la folla.

Martedì, alle dieci, Valentino era già in piedi vicino al bagno con la tazza vuota. Ma la ragazza non si fece vedere. Né mercoledì, né giovedì.

Disperato, trascorse tutta la pausa pranzo vicino alluscitama non la vide uscire.

*Be, perché la segretaria del direttore, che sta al quarto piano, dovrebbe scendere al secondo? Sarà capitato per caso*, rifletteva. *O magari era una fornitrice, o venuta a trovare qualcuno.* Lultima ipotesi lo turbava: avrebbe significato che le possibilità di ritrovare quegli occhi scuri erano quasi nulle.

*Ciao*, scrisse a Paolo, il suo amico dellIT. *Hai visto la nuova segretaria del direttore?*

*Certo, le ho sistemato il pc lunedì scorso.*

*Lunedì scorso!* Il cuore gli balzò in gola.

*È carina?*

*Figa assurda. Altrimenti non la assumono. Ma è una stronza, mi ha fatto impazzire.*

*Come si chiama?*

*Rossi Elena Vittoria.*

*Hai una foto?*

*Cerca nel profilo aziendale.*

Le mani gli si bagnarono di sudore.

*Grazie!*

Con unocchiata furtiva, come se temesse di essere spiato, digitò: *Rossi Elena*. Un solo risultato. Chiuse gli occhi, cliccò e fissò la foto di una bionda sorridente, con occhi grigi.

Qualcosa dentro di lui si spezzò.

*Va bene*, pensò rassegnato, cercando di togliersela dalla testa.

*Allora, comè?* arrivò il messaggio di Paolo.

*Niente male*, rispose per toglierselo di torno. Poi gli venne unidea. *Senti, tu hai accesso alle telecamere dei corridoi, vero?*

*Sì. Vuoi vederla dal vivo?*

*Non esattamente. Ho visto una ragazza, lunedì scorso. Bellissima. Al nostro piano. Pensavo fosse la nuova segretaria, ma non è lei. Potresti controllare chi è? Tu conosci tutti.*

*Ok, ma verso sera, ora sono impegnato.*

*Grazie. Ti offro una cioccolata.*

Aspettare “verso sera” fu un tormento. Limmagine della ragazza nellabito beige non gli usciva dalla testa. *Che scemo*, si rimproverava, cercando di concentrarsi sui rapporti.

Finalmente Paolo si fece vivo.

*Allora, quando guardiamo?* chiese, aprendo il sistema di videosorveglianza.

*Lunedì scorso, verso le 10:10, 10:15. Veniva dalla scala principale, entrava nel bagno delle donne.*

*Ok, 15 giugno, ora ecco, guarda.* Paolo girò il monitor.

La telecamera inquadrava il corridoio dallangolo più lontano. Valentino si vide uscire dal bagno con la tazza, camminare, inciampare, poi fermarsi di colpo, fissare il vuoto e rimanere immobile per minuti interi, prima di allontanarsi a piccoli passi, voltandosi continuamente.

Silenzio.

Paolo lo guardò aspettando una spiegazione.

*Torna indietro, quando esco dal bagno.*

Lorologio segnava le 10:17.

*Rallenta.*

Limmagine a scatti si mosse più lentamente.

*Ferma.*

Paolo mise in pausa.

Nellinquadratura, tra Valentino e il muro, cera appena unombra indistinta.

*Che cosè?* si avvicinò Paolo.

*Niente. Chiudi.*

*E la ragazza dovè?*

*Immagino solo nella mia testa*, sospirò Valentino, deponendo una tavoletta di cioccolata che sparì immediamente nel cassetto. Prima di andarsene, però, si voltò. *Pa, non hai ancora chiuso? Guarda oggi alla stessa ora.*

Controllarono tutti i giorni, compresi i weekend delle ultime due settimane.

*Nessuno*, concluse Paolo.

*Capisco. Grazie milledevo aver avuto un’allucinazione.* Ma sotto sotto, Valentino era elettrico. Quellombra indistinta, che si muoveva verso il bagno delle donne, cera! Ogni lunedì, alle 10:17. Ora doveva solo capire perché non laveva più vista.

*Trovati una ragazza, s

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