Aspetta, disse lui. Sono sceso un attimo alla tua fermata, e quando sono tornato in carrozza le mie cose erano sparite. Ho guardato fuori dal finestrino e c’era un uomo che si allontanava con la mia borsa. Sono corso dietro a lui, ma era già svanito nel nulla E tu non potevi tornare prima sul treno e poi occupartene? chiese Beatrice. Capisci, mentre cercavo quell’uomo, il mio treno è partito
Beatrice tornava a casa stanca dopo il lavoro. Lavorava in un piccolo negozio di fiori nel cuore di Milano. I clienti non mancavano mai, specie prima di Natale
Faceva un freddo pungente e nevicava ogni giorno. Beatrice camminava sul marciapiede avvolta nel suo cappotto pesante.
Non aveva nemmeno avuto tempo di sedersi tutto il giorno. Camminava sognando di arrivare a casa e buttarsi a dormire.
Era così persa nei suoi pensieri che non si accorse di un uomo sconosciuto avvicinarsi. Beatrice si fermò e lo guardò.
Davanti a lei c’era un uomo sulla quarantina, vestito in modo strano. Fece un passo di lato per evitarlo.
Scusi, potrebbe aiutarmi? improvvisamente parlò lo sconosciuto.
Si fermò sorpresa.
Io l’uomo scosse la testa e chiuse gli occhi un attimo. Stavo andando a trovare mia figlia, sul treno. E poi è successo questo
Si fermò un momento e guardò Beatrice con aria triste. Lei tentò nuovamente di superarlo.
Aspetti, disse lui. Sono sceso un attimo alla stazione, e quando sono tornato in carrozza le mie cose erano sparite. Ho visto un uomo che si allontanava con la mia borsa. Sono corso dietro a lui, ma era già sparito
E non potevi tornare sul treno prima di occupartene? chiese Beatrice.
Capisci, mentre cercavo quell’uomo, il mio treno è partito
Allora avresti dovuto rivolgerti a qualcuno, Beatrice cominciava a innervosirsi.
L’ho fatto dappertutto. Mi hanno detto di aspettare. Il prossimo treno passa tra ore. Non volevo aspettare alla stazione. Nella borsa avevo tutto: vestiti, documenti, soldi Vorrei solo lavarmi e scaldarmi Ve lo restituirò tutto, l’uomo la guardò supplichevole.
Ma mi prendi in giro? Vuoi anche le chiavi di casa? sbottò Beatrice indignata.
Ecco, anche tu. Tutti mi evitano. Dio, perché nessuno mi crede? l’uomo alzò lo sguardo al cielo con occhi così tristi che Beatrice si intenerì.
Lo osservò attentamente.
Vestito male Forse diceva il vero Ma parlava e si comportava normalmente.
Va bene. Venga a casa mia, prima che si ammali. Troverò qualcosa da metterle.
Grazie. È molto gentile. Gli altri non mi hanno nemmeno ascoltato. l’uomo la seguì.
Entrò in casa e si sedette su una sedia nell’ingresso. Moriva dal sonno.
Vada in bagno, Beatrice indicò la porta in fondo al corridoio. Intanto cercherò qualcosa da indossare. Come si chiama, comunque?
Leonardo, l’uomo trovò l’interruttore e si chiuse in bagno.
Presto si sentì l’acqua scorrere.
Beatrice sospirò. Addio riposo.
Suo fratello viveva a Roma, ma aveva lasciato dei vestiti.
Tanto non ne avrà bisogno.
Radunò tutto il necessario e bussò alla porta. Quando l’acqua smise di scorrere, disse che i vestiti erano sul mobiletto.
Versò la minestra in un piatto e la mise nel microonde. Si sedette e pensò. Se sua madre fosse tornata ora, avrebbe frainteso tutto. Cosa avrebbe pensato, trovandola a scaldare la cena mentre un uomo si lavava in bagno?
Dio, fa’ che mamma si fermi al supermercato o dall’amica, pregò tra sé.
Ma Dio era occupato altrove e non la sentì. La serratura scattò.
Bea, sei tornata? chiamò la madre, e Beatrice si affacciò dalla cucina. Oh, pensavo fossi tu in bagno, ti sto chiamando. Chi c’è allora? strizzò gli occhi fissando la figlia.
Mamma, non gridare. È un uomo che ha perso il treno. Si sistema un attimo e poi va, cercò di spiegare con calma.
Gli hai preparato i vestiti di Luca? Cos’è successo?
Te l’ho detto, ha perso il treno. Gli hanno rubato le cose.
Santo cielo. E tu l’hai portato a casa? Ma non lo conosci! Non ci hai pensato? Per fortuna sono tornata. Sent







