Una Sorpresa per i Truffatori Dietro la Nonna dei Ciaspolatori

**Una Sorpresa per i Truffatori Dietro la Vecchina**

I truffatori si illuminarono quando la porta fu aperta da una fragile vecchietta di novantanni. Ma allimprovviso, dietro di lei, apparve un cane enorme di nome Leone

Bianca Rossi era una donna anziana ma al passo coi tempi. A novantanni, parlava con i nipoti su Skype e pagava le bollette online. “Perché perdere tempo in fila alle poste?”, diceva.

Bianca aveva sepolto il marito dodici anni prima. Solo la compagnia di un cane altrettanto vecchio, Leonenome insolito scelto dal defunto consortele allietava le giornate. Ogni mattina e sera, i vicini vedevano Bianca camminare lentamente col bastone in una mano e il guinzaglio di Leone nellaltra. Il guinzaglio serviva più che altro a rassicurare, perché Leone non aveva mai morso nessuno, nonostante la stazza imponente, soprattutto da giovane.

Bianca sapeva bene che gli anziani soli erano spesso presi di mira dai truffatori. I nipoti glielo avevano detto, poi il commissario del quartiere, e infine aveva letto articoli online. Qualche mese prima, unamica laveva chiamata in lacrime, raccontando di essere rimasta senza risparmi.

Perciò, quando suonarono alla porta, Bianca si insospettì. Due ventenniun ragazzo e una ragazzasostenevano di lavorare per i servizi sociali.

“Non ho chiesto nessuno,” disse Bianca con uno sguardo acuto.

“Siamo noi a venire da voi,” sorrise il ragazzo, mostrando tutti i denti. “Mi dica, ha comprato qualcosa in farmacia lo scorso mese?”

“Come dire… certo! A novantanni, vado in farmacia quanto al supermercato!” rispose Bianca, pronta a elencare acquisti e effetti per ore.

Ma i giovani non sembravano interessati.

“Ha diritto a un rimborso dallo Stato! È una nuova misura. Ci faccia entrare, ci mostri le ricevute, e controlleremo tutto!” propose la ragazza.

Bianca sorrise tra sé. Conosceva quel trucco: sconosciuti entrano in casa, uno distrae mentre laltro fruga.

E così accadde. La coppia entrò in salotto, e la ragazza chiese a Bianca di accompagnarla in cucina per un bicchier dacqua.

“Certo, cara! E per te, ragazzo, Leone ti terrà compagnia,” sorrise Bianca.

Fu allora che Leone, sveglio e attento alla presenza di estranei, fece il suo ingresso. Nonostante letà, la sua mole incuteva timore.

Bianca e la ragazza lasciarono la stanza. Leone si avvicinò lentamente al giovane e lo fissò intensamente.

“Prova a frugare, e ti mordo la testa,” sembrava dire il cane. Il ragazzo non osò muoversi.

Inutile dire che, dopo quellaccoglienza, la coppia ricordò improvvisamente un impegno urgente e si affrettò a uscire.

“E il rimborso per i farmaci?” chiese Bianca con un sorriso malizioso.

“La richiameremo,” balbettò la ragazza, già sulla porta.

Bianca li salutò con uno sguardo severo, chiuse la porta, accarezzò Leone e chiamò la polizia per segnalare quei falsi “assistenti sociali.”

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