Respira e Lascia Che Accada…

**SOLO RESPIRA**

“Oh, Dio E dove lhai trovata? Pesa un quintale! Non ti capisco, Matteo. È proprio una PALLETTA! Non si discute. Cosa ci vedi in lei? Mamma, diglielo tu almeno!” Giulia continuava a protestare

“Suvvia, Giulia, calmati. È una scelta di tuo fratello. Matteo ci dovrà vivere con lei. Che se la sbrighi con la sua fidanzata,” Anna Maria guardò il figlio con aria interrogativa.

“Avete finito? Allora. Io sposo Tiziana. Tra laltro, in autunno avremo un bambino. Basta, care donne, la discussione è chiusa,” Matteo uscì dalla stanza.

Matteo era già stato sposato. Con una donna bellissima. E da quel matrimonio era rimasta una figlia. Aveva amato sua moglie fino alla follia. Ma, a quanto pare, non era ben visto dalla suocera. Lei aveva fatto di tutto per distruggere quellamore. Matteo era stato costretto ad andarsene.

In quel periodo, aveva toccato il fondo. Beveva senza controllo, si cacciava in risse, cambiava donne come guanti

Poi era apparsa Tiziana. Si erano conosciuti in compagnia di amici comuni. Lei aveva subito notato Matteo. Un uomo affascinante, aitante, con una parlantina sciolta. E un senso dellumorismo irresistibile. Nessuno riusciva a far ridere Tiziana come lui.

Tiziana insegnava matematica alle scuole medie. Viveva ancora con i genitori in una casa a due piani. Aveva ventiquattro anni quando incontrò Matteo.

A volte capita: vedi una persona e la ami per tutta la vita. Senza un motivo, così, per quello che è. E sai che quellanima è fatta per te. Come se lo conoscessi da mille anni. E senza di lui la vita non ha più senso. Questo era successo a Tiziana.

Matteo quella sera non aveva nemmeno notato la ragazza.

Primo, era ubriaco fradicio. Secondo, Tiziana non era affatto il suo tipo. Terzo, aveva deciso di non sposarsi mai più. “Ne ho avuto abbastanza. Mai più un matrimonio!” ripeteva agli amici.

Ma in quel gruppo cera anche Emma. Una bellezza da togliere il fiato. Matteo iniziò a conversare con lei, scherzando con disinvoltura. Poi la portò in cucina, lontano da occhi indiscreti. Più tardi, se ne andarono insieme nella notte, mano nella mano.

Con Emma era stato fantastico. Matteo non trovava un solo difetto in lei. Una ragazza spumeggiante. Gli uomini si voltavano a guardarla e sospiravano malinconici.

Matteo presentò Emma a sua sorella Giulia.

“È carina. Ma non è fatta per una famiglia,” concluse Giulia.

“Lo so,” rispose Matteo.

Emma lo lasciò per un altro uomo.

Matteo non ne soffrì. Capiva che quella ragazza non era la sua metà. La lasciò andare, senza rimpianti.

Tiziana aspettò il suo momento. Matteo era libero: era ora di agire.

Lo invitò a uscire. Lui, dopo qualche esitazione, accettò.

Tiziana lo portò a casa sua, presentandolo ai genitori. Al padre e alla madre piacque subito quel giovane.

E così cominciò tutto

Matteo era coccolato e accudito giorno e notte.

Tiziana svolazzava intorno a lui come una farfalla. Ogni suo desiderio veniva esaudito allistante.

Dopo sei mesi, Matteo decise di parlare alla madre e alla sorella della futura moglie.

“Ma tu la ami davvero, Matteo?” chiese la madre.

“No. Una volta ho amato Tu lo sai, mamma. È stato doloroso. Mi basta sapere che Tiziana mi ama follemente,” Matteo rimase in silenzio.

“Ti sarà difficile, figlio mio, vivere sotto lo stesso tetto con una donna che non ami. Ci farai labitudine?” Anna Maria asciugò una lacrima.

“Vedremo,” rispose evasivo Matteo.

Si celebrò il matrimonio nella casa della sposa.

“Vivete, amatevi, litigate pure, ma fate presto la pace, giovani sposi,” augurò la suocera a Matteo.

Litigarono, ma non si riappacificarono. Matteo ricominciò a bere. Tornò a casa dei genitori.

Anna Maria scosse la testa, ma non disse nulla.

Tiziana accorse quello stesso giorno:

“Che ti è preso, Matteo? Torna a casa. Non ti lascerò a nessuno!”

Tornò.

Nacque un maschietto.

Le occupazioni La vita riprese a girare

Matteo si affezionava sempre di più a quella famiglia accogliente.

I suoceri lo adoravano.

Il pezzo più buono a tavola? Sempre per Matteo.

Quando tornava dal lavoro, tutti camminavano in punta di piedi. Doveva riposare.

Lo riempivano di regali

Matteo non mancò mai di rispetto ai genitori di Tiziana. Li trattava con deferenza.

Si occupava di tutto in casa.

Chiamava Tiziana solo “Tizianina”. Sempre.

Adorava suo figlio.

Passarono venticinque anni di vita insieme. Come un solo giorno

I genitori invecchiarono. Si ammalavano spesso. Erano sempre in ospedale.

“Matteo, perché non vai a fare un controllo anche tu, una volta tanto?” consigliava Tiziana.

“Come vuoi, Tizianina” rispondeva lui.

Correva sempre: a cambiare la staccionata, a fare riparazioni in casa, a sistemare il giardino. Oh, come correva

Arrivò lambulanza.

“Qui non possiamo fare più nulla. Morte improvvisa”

Il mondo le crollò addosso. Tiziana svenne.

I medici la rianimarono.

“Come è possibile? Matteo aveva appena fatto tutti gli esami. È in salute, dissero. E poi scivola È assurdo. Non ci credo!!!” Tiziana urlò disperata.

I genitori anziani sedevano in un angolo, sgomenti.

“Noi, vecchi, saremmo dovuti morire! Noi! Perché questa ingiustizia?” la madre di Tiziana scoppiò in lacrime.

“Matteo! Sei la mia vita! Solo respiraaaa” Tiziana si gettò sul marito senza vita.

Lo seppellirono.

Due mesi dopo morì il padre di Tiziana.

Prima di spirare, mormorò:

“Matteo Portami con te”

Un mese dopo morì anche la madre.

Sei mesi più tardi, Tiziana vendette la casa.

Non poteva più viverci. Comprò un appartamento. Fece sposare il figlio.

Confessò alla sorella di Matteo, dopo sette anni di vedovanza:

“Giulia, un marito come Matteo, bisogna cercarlo con la lanterna Ho vissuto linferno senza di lui. Non lho protetto”

Ordinò al figlio: seppelliscimi accanto a tuo padre.

Quanto è doloroso e amaro vivere senza chi ami

Il tempo non guarisce, Giulia. Credimi

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Respira e Lascia Che Accada…
La mamma di Anna