Lex marito la chiamò un vuoto alla riunione degli ex alunni. Ma allimprovviso salì sul palco un famoso artista e fece linaspettato.
Era in piedi davanti alle pesanti porte dellaula magna, rivestite di pelle bordeaux, e sentiva il sudore bagnarle i polpastrelli.
Il brusio di decine di voci, risate e suoni di musica filtrava dalle fessure, e ogni rumore le risuonava nelle tempie come uneco inquietante. Perché era venuta? Erano passati dieci anni.
Dieci anni in cui, mattone dopo mattone, aveva costruito una nuova vita sulle macerie di ciò che era rimasto dietro quelle mura.
Tirò fuori il telefono. Sullo schermo brillavano le parole non inviate a Stefano: «Sei sicuro che sia una buona idea? Forse non ne vale la pena». Lui le avrebbe risposto con una frase incoraggiante, come faceva sempre. Le avrebbe detto che era ora di chiudere per sempre quelle porte e di farlo, guardando in faccia le proprie paure. Sapeva che aveva ragione. Ma era così spaventosa quellidea. Sospirò, cancellò il messaggio e, dopo un respiro profondo, spinse le pesanti porte.
Laria era densa e calda, satura di profumi, cibo e nostalgia. La sua presenza non suscitò scalpore.
Certo, alcuni annuirono distrattamente prima di tornare alle loro conversazioni. Era piuttosto un sollievo. Cercò con lo sguardo un tavolo libero nellangolo, sperando di passare inosservata. Ma non ebbe fortuna.
Guardate chi si rivede. Anna. Hai deciso di uscire dalla tua tana, eh?
La voce di Domenico, lex marito, le fece accapponare la pelle. Non era cambiato per niente: lo stesso tono autoritario, lo stesso sorriso sprezzante.
Era al centro di un gruppo di ex compagni, vestito con un abito che gli calzava alla perfezione e gridava il suo successo più forte di qualsiasi parola. Attorno a lui si era radunata la solita combricio






