**Diario di un Uomo Saggio**
*”Non si può lavare un cane nero fino a farlo diventare bianco…”*
*”Sofia, va bene, ti aiuterò in tutto. Ma voglio avvertirti: ti farai solo del male con quellimbroglione. Non vedi con chi vuoi legare la tua vita? Un mantenuto e un alcolizzato!”* Mio fratello alzò la voce, ma non riuscì a farmi ragionare.
Fu la vita stessa a farmi aprire gli occhi.
Fu mia sorella Anna a portare Flavio nella nostra azienda. Sapevo che tra loro cera stata una storia, ma col tempo si era spenta. Per non ferire lex spasimante, Anna lo fece assumere come magazziniere nel nostro business di famiglia. Vendiamo mobili di lusso, con negozi sparsi per Milano. Mio fratello Vittorio, fondatore dellazienda, lo odiò subito. Flavio, accortosi dellantipatia, cercava di evitarlo.
*”Questo ragazzo vuole vivere al di sopra dei suoi mezzi. Anna, ricordi quando mi supplicavi di saldare i suoi debiti? Dicevi che era sfortunato, ma io vedo solo un opportunista che scrocca cene e donne. Disprezzo uomini così!”* Vittorio, da fratello maggiore, sentiva il dovere di metterci in guardia.
Anna annuiva in silenzio e non licenziava Flavio.
Flavio era un Adone. Fascinoso, fisico scolpito, capace di ammaliare qualsiasi donna. E io, senza rendermene conto, caddi perdutamente innamorata. Volevo un matrimonio da favola: abito su misura, scarpe scintillanti, una festa da sogno. Nella mia testa galoppavano cavalli rosa.
Vittorio, vedendo la mia follia, non mi fermò. Si limitò a dire: *”Ripensaci, sciocchina.”* Ma organizzò un matrimonio da urlo. Affittò la sala più elegante di Roma, una limousine, invitò mezzo mondo. Ero la sorellina viziata, e lui mi accontentava sempre.
La felicità mi accecava. Aver conquistato un uomo così, senza essere una bellezza! Anna, però, mi avvertì:
*”Sofia, stai attenta con Flavio. Finirai col pentirtene. Sa fingere di essere un angelo, ma è solo un pallone gonfiato.”*
Niente poteva fermarmi. Nemmeno un muro di cemento armato.
Vittorio ci regalò un appartamento a Firenze. Poco dopo, Flavio mi chiese una macchina: *”Possibilmente tedesca.”* Io, persa nei miei sogni, lo vestii con abiti firmati, gli comprai lauto, arredai la casa con mobili di design. Il nostro business ci permetteva di vivere nellagio.
Peccato che Flavio non lo apprezzasse. Sfruttò il mio amore senza ritegno, mi umiliò, rise di me. Ma tutto questo accadde dopo. Per allora, ero ancora cieca.
In tre anni di matrimonio, Flavio non parlò mai di figli. Vittorio, come sempre, non tacque:
*”Sofia, tuo marito non vuole una famiglia. Gli servono solo soldi e libertà. È un egoista. Quando ti sveglierai?”*
Ma io non vedevo altro che Flavio. Lui era il mio fiore profumato, io lape instancabile che gli ronzava attorno.
Chiesi a Vittorio di promuoverlo.
*”Possiamo affidargli un negozio? Vorrei farlo diventare mio socio.”*
*”Solo per te, Sofia. Ma fallirà.”*
E fallì. Flavio accusò me: *”Merce insufficiente, clienti maleducati, posizione sbagliata!”*
*”Va bene, tesoro, non lavorare più. Vittorio troverà un altro gestore. Tu occupati della nostra villetta.”*
Era lennesima concessione. Pur di non perderlo, avrei fatto qualsiasi cosa.
Ma nella villetta, Flavio organizzò feste con ragazze facili e tipi loschi. I vicini me lo dissero. Un incubo. Cercai ancora di salvarlo, ma era una caduta senza fine.
Lo portai a casa, gli misi accanto uninfermiera privata. Lei lo disintossicò, lo nutrì, lo curò. Io lavoravo senza sosta. Vittorio, vedendo la mia sofferenza, sorrideva amaro ma taceva.
Poi, l”infermiera” rimase incinta. Lo scoprii tre mesi dopo, quando chiese soldi per laborto.
*”È troppo tardi. Avrai il bambino.”* Ebbi pietà di lei. Anchessa era caduta nellinganno di Flavio.
Lasciai mio marito. Non avevo più energie. Gli lasciò lappartamento. Volevo che fosse felice, anche senza di me.
Il risveglio fu amaro. La villetta rimase incompiuta, lauto fu venduta per coprire i suoi debiti.
La ragazza partorì un figlio, ma Flavio non lo vide mai.
Ci volle tempo per riprendermi. Lo amavo ancora. Vittorio mi consolava, accarezzandomi i capelli:
*”Sofia, non lo sai? Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Dimentica quelluomo senza dignità. La vita gli diede una chance, e lui la sprecò. Ma tu sei rimasta pura. Il latte, anche al buio, resta bianco.”*
Il tempo guarisce tutto. Il negozio fallito da Flavio rifiorì. Apriemmo altre filiali.
Flavio continuò a bere. A trentatré anni, lo trovarono morto in un fosso. Unanima perduta cerca sempre labisso più profondo.
Quel capitolo doloroso è ormai chiuso. Ricominciai da zero, anche se la ferita tardò a rimarginarsi.
Oggi ho tre figli e un marito meraviglioso.
**La lezione?**
*”Chi nasce tondo non muore quadrato.”*







