L’ex poliziotto Alex Miller condannato: il suo ultimo desiderio prima del carcere? Rivedere il suo cane

L’aula del tribunale era immersa in un silenzio tombale, rotto solo dalla voce del giudice:
Signor Rossi, la dichiaro colpevole di corruzione e abuso d’ufficio. Ha qualcosa da dire?
Alessandro stava in piedi, la testa bassa, le mani strette a pugno. Le parole della sentenza lo colpirono nel profondo.
Vi prego sussurrò con voce roca lasciatemi vedere ancora una volta Balto. È tutto ciò che mi resta. Non ho più famiglia.
Un mormorio attraversò la sala. Il giudice lanciò unocchiata severa al procuratore, poi annuì riluttante. Poco dopo, la porta si aprì ed entrò Balto, un pastore tedesco. Il suo sguardo era pieno dintelligenza e fedeltà. Camminò con sicurezza, come se sapesse che quel giorno era speciale.
Alessandro si inginocchiò e aprì le braccia. Balto gli corse incontro, guaendo felice. Luomo lo strinse forte e poggiò la fronte sul suo muso.
Mi dispiace, Balto ti ho deluso Non ho potuto dimostrare la mia innocenza
Le lacrime gli rigavano il volto. Balto emise un basso ringhio, quasi in segno di protesta, poi si liberò dallabbraccio.
Accadde allora qualcosa di inaspettato.
Balto? mormorò Alessandro, sorpreso.
Il cane non si voltò, ma si lanciò verso un altro poliziotto appoggiato alla parete. Era Marco, lex collega di Alessandro, che aveva testimoniato contro di lui. Fino a quel momento, era rimasto impassibile.
Balto si fermò davanti a lui e ringhiò. Lentamente. Minaccioso. La sala trattenne il fiato.
Che significa questo? borbottò il giudice.
Marco fece un passo indietro. Balto uno avanti. Poi il cane si alzò sulle zampe posteriori e infilò il muso nella tasca del cappotto di Marco. Luomo trasalì.
Allontanate quellanimale! gridò, ma era troppo tardi.
Un usciere si avvicinò, aprì la tasca e tirò fuori una chiavetta USB.
Cosè questa? chiese il giudice.
Balto si sedette ai piedi del suo ex padrone e lo fissò, senza distogliere lo sguardo.
La chiavetta venne inserita in un computer. Si vide un video: Marco contava soldi, falsificava documenti e al telefono diceva: «Tutto sarà addossato a Rossi, lui tacerà, è troppo orgoglioso».
La seduta è sospesa. Limputato è in arresto. La sentenza contro Rossi è annullata, in attesa di chiarimenti.
Alessandro si sedette a terra, una mano sul petto. Balto gli si avvicinò e gli sfiorò la guancia col muso.
Mi hai salvato, sussurrò Alessandro.

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