Ogni mattina un corvo veniva alla mia finestra in cerca di briciole di pane. Ma un giorno cominciò a picchiare furiosamente contro il vetronel suo becco cera qualcosa che turbò la mia pace.
Vivevo da sola da anni, da quando mio marito se nera andato. Mi ero trasferita nella nostra vecchia casa di campagna, dove il silenzio era pieno di ricordi. Solo il gracchiare del corvo, che si posava ogni giorno sul vecchio albero accanto alla casa, rompeva quella quiete. Avevo preso labitudine di aprire la finestra per far entrare laria fresca e di lanciargli qualche briciola. Era diventato un piccolo rituale tra noi.
Ma una mattina tutto cambiò. Il corvo non si fece vedere. Né quel giorno, né il successivo. Dopo qualche giorno, cominciai a preoccuparmi. Al terzo giorno, uno strano bussare alla finestra mi svegliò. Mi alzai e lo vidi: batteva il becco con frenesia, come per attirare la mia attenzione. Nei suoi movimenti cera una disperazione insolita per un uccello solitamente calmo e astuto.
Il cuore mi si strinse per un brutto presentimento. Mi avvicinai e allora notainel suo becco brillava qualcosa che mi tolse il fiato. Il sangue mi gelò nelle vene, le gambe si bloccarono.
Non credevo ai miei occhi: era il mio anello di fidanzamento, quello che avevo perso anni prima nel cortile. Allepoca lavevo cercato dappertutto, scavando tra lerba e la terra, ma invano. Col tempo mi ero rassegnata, considerandolo perduto per sempre, un simbolo del passato che se nera andato insieme a mio marito.
E ora quel corvo me lo riportava indietro, come da un altro tempo, da un passato che credevo irraggiungibile. Presi lanello tra le mani, e il cuore mi tremòrinacque in me il ricordo di giorni felici, di risate e voci che non esistevano più.
Era un caso, o un segno del destino? Non lo sapevo, ma dentro di me si accese una strana speranza, come se la vita stessa mi avesse detto di non arrendermi.





