Mi chiamo Elena Martino e abito a Reggio Emilia, dove l’Emilia‑Romagna custodisce le vecchie cicatrici della guerra e le tranquille rive del Po. Con Lorenzo ci conosciamo da una vita intera. È sempre stato il tipo spensierato, amante del divertimento, delle donne e della vita facile. Poi il destino gli ha giocato uno scherzo amaro e ora si è cacciato in un buco che lui stesso ha scavato.
Sua moglie, Sofia, da due anni è fuori in Germania a lavorare. Ha lasciato a Lorenzo due figli ormai adulti e indipendenti, e se ne è andata a guadagnare. Torna solo una volta all’anno, in estate, per una o due settimane, perché il congedo non le permette di stare più a lungo. Però ogni mese versa puntualmente dei soldi sul conto comune, da cui Lorenzo può attingere quando vuole.
L’altro giorno ci siamo incrociati per caso per strada e mi ha invitato a prendere un caffè. Con una tazzina in mano mi ha scaraventato la sua storia, amara come un sigaro economico e talmente assurda che ancora non riesco a credere a come sia arrivato a questo punto.
Quando Sofia è partita, Lorenzo ha sopportato un anno di solitudine, con brevi avventure con ex conoscenze, ma poi ha deciso: basta. Gli è mancata la calda compagnia, la passione, qualcuno accanto a letto. “Si vive una sola volta!” gli ripeteva, e ha messo gli occhi su una ragazza giovane, Agnese, che lo tentava da tempo. Lei faceva la difficile, ma alla fine si è arresa, diventando la sua amante. Bellissima, quasi da cartolina, ma con un carattere di fuoco: capricci, isterie, richieste infinite. Lorenzo, dolce e cedevole, le esaudiva tutto.
Capiva benissimo che con una donna così non ci si può sperare a nulla di buono, soprattutto se sei debole e pronto a tutto per un sorriso. Agnese lo ha prosciugato fino all’ultimo centesimo. Prima per vestiti e uscite, poi per ristrutturare la sua casa di campagna, per il diploma del figlio, per un televisore nuovo. Alla fine ha comprato anche un’auto usata. Quando i risparmi sono finiti, ha cominciato a prelevare migliaia di euro dal conto di Sofia, pensando che nessuno se ne accorgesse. Ma il segreto è sempre destinato a venire alla luce. Sofia ha scoperto il tradimento – gli “amici buoni” hanno fatto la segnalazione anche dall’estero – e gli ha organizzato una videochiamata furiosa, urlando così forte che le finestre sembravano tremare. L’ha minacciato di raccontare tutto alle figlie, che adorano il papà e lo vedono come un eroe; una volta scoperto il tradimento, lo avrebbero abbandonato per sempre. Le ha detto che, se non lasciava quella ragazza, avrebbe chiesto il divorzio.
Agnese, però, si è aggrappata a lui come una zecca. Non voleva perdere il “papà” generoso. Ha prima simulato una gravidanza, giurando che avrebbe avuto un bambino, per suscitare pietà. Lorenzo, in preda al panico, l’ha portata in vacanza per convincerla a non farlo. Lei ha accettato l’aborto, ma ha fatto pagare 10 000 euro, soldi che Lorenzo non aveva. Ha dovuto ricorrere a un credito e si è ritrovato in debiti fino al collo. Quando ha pensato di aver superato il peggio, Agnese ha iniziato una storia con il suo capo. Ora il capo, sotto l’incantesimo di Agnese, lo umilia sul lavoro, minacciandolo di licenziamento. Se perde il lavoro, come farà a ripagare il debito? Lorenzo è sull’orlo: il lavoro vacilla, i soldi evaporano, la coscienza gli morde come un cane affamato.
Mi ha confidato che sta pensando di scappare da Sofia in Germania, di gettarsi ai suoi piedi e chiedere perdono, sperando di salvare almeno un barlume di vita. Alla fine ha riso amaramente: “Sapevo che il formaggio gratis non esiste, ma il mio pezzo era troppo salato”. E se n’è andato a capo chino, lasciandomi a fissare la tazza vuota. Lorenzo si è costruito questo inferno per una passione a buon mercato, per una ragazza che gli ha prosciugato tutto: soldi, dignità, famiglia. Sofia lavora all’estero per garantire ai figli una vita dignitosa, e lui l’ha scambiata con una sanguisuga capricciosa. Quando le figlie scopriranno la verità, lo malediranno e lo lasceranno solo, senza casa, senza lavoro, con un debito che lo strangolerà fino all’ultimo giorno. Credeva che la giovinezza si potesse comprare, che l’amore fosse un giocattolo ben confezionato. Ora paga il conto: amaro, solitario, con le mani vuote. Forse Sofia lo accetterà di nuovo, ma lo perdonerà davvero? Io non lo perdonerei. Ha tradito non solo la moglie, ma anche i figli e i nipoti che avrebbero potuto rallegrare la sua vecchiaia. Invece ha avuto una giovane strega che ride alle sue spalle. Ecco il tipo di “spiritoso” che era: ora è solo un’ombra di se stesso, e questa lezione non se la dimenticherà mai.





