Sai, ti devo proprio raccontare cosa è successo in famiglia Bianchi. Sembra quasi la trama di una di quelle commedie italiane che tanto piacciono alle nostre nonne, solo что жизнь, come sempre, supera всякие сценарии.
Tutto filava liscio da ventisette anni in casa Bianchi. Rosa, donna dal carattere deciso di quelle che appena aprono bocca tutti si zittiscono dopo aver sposato in seconde nozze Efisio, finalmente tirò un bel sospiro di sollievo. Efisio era proprio luomo di casa allitaliana: mani doro, testa sulle spalle e quella convinzione tipica dei vecchi papà di Milano che dice che la famiglia è un castello e il castello lo comanda lui.
Il figlio di Rosa, Stefano nato dal primo matrimonio era un ragazzo tostissimo già da piccolo. Mentre la madre cercava di rifarsi una vita, lui praticamente è cresciuto dalla zia Margherita, cioè la sorella di Rosa. Anche Margherita aveva un figlio, Luca, coetaneo di Stefano, così i due sono diventati fratelli di fatto. La zia non ha mai fatto differenza, davano le stesse sculacciate a tutti e due e mangiavano dallo stesso piatto di pasta. E diciamolo, anche per i voti a scuola non mollava un colpo.
Stefano la chiamava zia Marghe, ma in quel soprannome cera lo stesso affetto che metterebbe nel dire mamma. La madre cera, sì, ma sempre tutta presa dalla sua nuova felicità domestica.
Poi, il tempo è passato, Stefano ha fatto il militare e al ritorno si è trasferito da Rosa ed Efisio. Il ragazzo portava a casa lo stipendio, dava una mano in tutto. Efisio gli voleva bene, senza troppe smancerie ma senza freddezza. Loro figli insieme non ne hanno mai avuti, quindi Stefano era rimasto figlio unico a tutti gli effetti.
Ed è qui che lamore materno di Rosa, accumulato per anni, è esploso nella classica maniera italiana: chiamate a raffica, Hai mangiato?, Porta la giacca che cè vento! e lui aveva già più di venticinque anni! Efisio rideva e brontolava: Oh, ha una mamma sola, lasciala fare!
Tutto bene, eh. Ma il destino, si sa, ci mette sempre lo zampino. Ed è apparsa Nadia.
Nadia era una giovane dolce, con una voce delicata e negli occhi una luce triste e buona. Aveva letà di Stefano, ma alle spalle già un matrimonio fallito e due figli piccoli: Mattia aveva sette anni, Giulia nove. Lei lavorava come impiegata in uno studio notarile di periferia nulla di prestigioso, ma stabile. Senza un soldo dallex marito, si arrangiava come poteva.
Stefano si innamora. Restava incantato a guardarla mentre aiutava i figli nei compiti. Quando Mattia gli chiedeva di macchinine e Giulia gli regalava timide disegni, lui sentiva un calore strano dentro, qualcosa di mai provato.
Quando lo raccontò a sua madre, apriti cielo.
Ma sei matto?! Rosa quasi mancò di respirare, anche se cha un cuore che va che è una meraviglia. Ha già due figli! Capisci che significa? È una croce che ti porterai per tutta la vita! Devi trovarti una ragazza e fare dei figli tuoi, non crescere quelli degli altri!
Ma mamma, è una brava donna provava a spiegare Stefano. Tu non la conosci
Non la voglio conoscere! tagliò corto Rosa. E dopo, lex marito che si rifà vivo, la scuola, lasilo, le malattie ma sei impazzito?
Efisio dalla sua poltrona annuiva solo col capo, poi a sera, da solo con la moglie, fu chiaro:
Senti Rosa, non urlare così, se lo stressi troppo, ti scappa. Fai furba: non parlar male di lei, ma ricordagli che noi siamo vecchi, che senza di lui siamo spacciati Fagli sentire il senso di colpa.
Giusto! rincarò Rosa. Mi deve scegliere, io sono la sua mamma vera!
Da quel momento iniziò una tattica degna di una mamma del Sud: telefonate ancora più assillanti, inviti a cena con la scusa dei tortellini, frasi tipo: Casa è vuota senza di te, Efisio dice che qui sembriamo due fantasmi. Se Stefano non rispondeva subito ai messaggi, valanga di chiamate, drammi, e minacce di chiamare lambulanza.
Allinizio Nadia lasciava correre, poi un giorno sbottò:
Stefano, glielo puoi dire che non ti mangio mica? Capisco sia preoccupata, ma qui sembra quasi mi stia spiando
Stefano sentiva che il tutto stava degenerando ma con sua madre si sentiva in colpa. Rosa, da parte sua, passò allo stadio successivo: coinvolse Stefano in lavori di casa, e soprattutto nel progetto di vendere il loro appartamento di Milano per una casetta nei pressi di Como. “Senza di te non ce la possiamo fare!”, ripeteva.
Così Stefano diventò uno zingaro tra lavoro, casa e aiuti ai genitori. Rimaneva sfatto ogni sera, Nadia si rattristava e i bambini lo aspettavano invano.
Una sera, esausta, Nadia gli disse: Trasferisciti qui. Basta, ci prendiamo una casa nostra, anche se questo significa affrontare tua madre. Non viviamo per sempre nei compromessi.
Stefano si prese qualche giorno ma accettò.
Quando lo disse a Rosa, fu una tragedia. Gridò al tradimento, pianse tutte le sue lacrime: Ti ho allevato, non ho mai dormito per te, e tu mi lasci per quella donna coi figli! Efisio, dietro di lei, rincarava: Ti ha incastrato, sta solo cercando chi la mantenga!
Stefano non aveva spazio per spiegare. Uscì di casa con la borsa della palestra, lasciando le chiavi in entrata. Aveva il cuore a pezzi, ma quando Nadia lo accolse con i bambini che gli saltavano in braccio chiedendo se sarebbe rimasto sempre lì, il dolore svanì.
Quando Rosa scoprì che Stefano era andato via, dapprima rimase senza parole, poi iniziò il boicottaggio: niente più telefonate a Stefano, ma chiamava chiunque in famiglia per lamentarsi, soprattutto sorella Margherita.
Ma hai sentito cosa ha fatto quel disgraziato di tuo nipote? piangeva Rosa. Lasciato per quella donna! Noi qui soli come cani!
Margherita ascoltava in silenzio, senza giudicare. Lei ci era già passata: anche lei, quando si era risposata con un figlio piccolo, tutti la guardavano storto. Quindi, quando Rosa esagerava, le dava ragione per quieto vivere ma sapeva da che parte stare.
Stefano, dal suo canto, costruiva poco a poco una nuova famiglia. Amava i bambini, li aiutava nei compiti, aggiustava giochi rotti, ogni tanto cinema o gelato in Duomo. Nadia tornava finalmente a respirare, contenta di questa nuova vita, e insieme mettevan via quel poco che restava, sognando una casa tutta loro.
Poi, come nelle commedie degli equivoci, Stefano si ammalò seriamente: una banale influenza trascurata lo spedì in ospedale con problemi ai reni. Nadia fece miracoli: sistemò i figli dalla madre, prese le ferie, e si trasferì in ospedale giorno e notte per stare vicino a lui.
Per educazione, chiamò anche Rosa.
Buonasera, signora Rosa, sono Nadia. Stefano è allOspedale Maggiore per i reni, mi sembrava giusto lo sapesse
Dallaltra parte un gelo. Se la cavi lui con te. Ormai è tuo, non mio. e via, giù la cornetta.
Rosa mai si fece vedere in ospedale, neanche una telefonata, niente. Efisio invece chiamò Margherita:
Marghe, lo sai che Stefano sta male? Su tua sorella lascia perdere, ma tu potresti andare a trovarlo…
Margherita non ci pensò due volte, prepara frutta, un thermos di brodo caldo e parte verso lospedale.
Quando Stefano vede la zia si illumina: Zia, ma mamma?…
Non verrà, Ste, dice sincera Margherita, non pensarci neanche. La tua Nadia ti vuole bene e non ti lascia un secondo, apprezza quello che hai, testa alta!
Quella frase lo fa piangere. Rimarrà in ospedale quasi un mese, e Nadia resta accanto a lui notte e giorno. Quando finalmente esce, Margherita torna a dare una mano, ma le medicine costano una fortuna e le finanze sono a zero. Una sera, di nascosto da Nadia, Stefano chiama zia Margherita:
Zia, scusa lora, ho bisogno di aiuto. I soldi sono finiti, le medicine costano troppo. Ti prego, in prestito, te li ridarò.
Margherita sente le lacrime agli occhi. Ma quanto ti serve? chiede. Lui dice la cifra, parliamo di mille euro. Ti faccio subito un bonifico, non si parla di restituzione. E saluta Nadia.
Finita la telefonata, il marito, Aldo, che fingeva di dormire, si sveglia:
Ma sei matta? Vuoi che tua sorella ci faccia la guerra? Ci odieranno tutti!
Aldo, è tuo nipote da sempre. Ha bisogno, io aiuto, è giusto così.
Fra loro una discussione fina notte, ma Aldo si arrende, la conosce troppo bene.
Come Rosa scopra tutto, resta un mistero: forse una cugina, forse Nadia stessa. Ma la sera Margherita riceve la chiamata furente di Rosa:
Dimmelo in faccia, hai davvero dato i soldi a quella traditrice e a Stefano?!
Sì Rosa, perché stava male, perché sua madre non ci pensava. Se per te è tradimento, pazienza.
Urla, minacce di essere cancellata dalla famiglia, quasi da commedia di Natale. Ma Margherita resta ferma, senza sensi di colpa.
I giorni dopo sono un assedio di parenti al telefono: Come hai potuto?, Non si fa, nessuno che chieda davvero di Stefano. Solo polemiche. Aldo si chiude in se stesso, lamenta che ora saranno considerati i paria dalla famiglia. Una sera esplode:
Ci hai messi nei guai! Stefano è grande, si arrangia! Siamo sulla bocca di tutti.
Ma Margherita scuote la testa: Per me è come un figlio e aiuterei chiunque stesse così.
Nel frattempo, la vita di Stefano e Nadia, lentamente, si rimette in carreggiata. Gli euro di Margherita fanno tirare avanti, Stefano guarisce e riprende a lavorare, Nadia pure. Si sentono spesso con Margherita, finalmente rilassati.
E tutto calmerebbe, se non fosse per un avvenimento inaspettato: una domenica sera suona il campanello. Margherita apre e trova Rosa, stravolta, gli occhi gonfi di lacrime.
Marghe posso entrare? mormora. Si siede in cucina, accetta una tazza di tè, si confida, finalmente.
Ho sbagliato tutto, Marghe. Ho trattato male tutti, anche te. Efisio se nè lavato le mani, mi ha detto che se continuo a lamentarmi, se ne va pure lui. Dice che non sono mai stata una vera moglie perché il mio cuore era sempre per Stefano. Ora mi trovo sola
Margherita sospira, le prende la mano: Rosa, i figli ci amano. Vai da lui, chiedigli scusa davvero. Non fare guerra a Nadia. Anzi, conosci i ragazzi: sono molto dolci. Il resto passa, siamo sangue dello stesso sangue.
Rosa piange. Ho sempre avuto timore di essere giudicata. E ora che faccio? E se lui non mi perdona?
Devi provarci. La vita è questa. Dai una possibilità a te stessa, a Stefano e a Nadia. Ti sorprenderanno.
Rosa raccoglie tutto il coraggio, prende il cappotto e se ne va. Dopo un’ora Margherita riceve un messaggino: “Zia, mamma è venuta, abbiamo fatto pace. Vuole conoscere Nadia e i bambini. Grazie, sei la nostra coscienza”.
Margherita sorride, spegne il telefono e si mette ai fornelli, tra il profumo del sugo e della famiglia che ricomincia ad aggiustarsi, come solo le famiglie italiane sanno fare: con un po di rabbia, qualche pianto, tanti errori, ma più amore di quanto pensano.






