Erano già passati quaranta giorni dal funerale di suo marito, e Annunziata ancora non si dava pace. Ma proprio al quarantunesimo giorno, bussò alla porta della sua casa di campagna Giovanni, il vicino.
Annunziata, avrei da parlarti di una cosa disse lui, incerto nella voce.
E che mai vuoi tu? rispose lei freddamente, facendo trasparire tutta la sua diffidenza.
Annunziata non aveva mai sopportato particolarmente Giovanni: aveva un carattere fumantino, spesso polemico, e se non fosse stato per Piero suo marito, anima buona Annunziata non lavrebbe mai fatto varcare la soglia di casa. Piero, al contrario, era amico di tutti in paese, generoso con chiunque, senza badare ai caratteri.
Ieri, durante la messa per i quaranta giorni, non ho voluto dirlo davanti a tuttinon volevo che la gente pensasse chissà che cosa balbettò Giovanni, muovendosi impacciato nellatrio.
E che non hai voluto dire? Annunziata lo fissò sospettosa.
Te lo dico ora insomma Bisognerebbe pensare a mettere una lapide sulla tomba di Piero
Non cè bisogno che tu me lo dica! sbottò allistante Annunziata, infiammata. Ne ho già parlato coi miei figli, abbiamo deciso tutto. Non sono affari tuoi, Giovanni. Pensa ai fatti tuoi e non impicciarti dei nostri!
Calmati, Annunziata. Lo so che adesso un monumento al cimitero costa caro, molto caro. Son passato per informarmi
Non siamo messi male, grazie al cielo. I miei figli lavorano bene a Milano, guadagnano abbastanza. Metteremo la lapide, faremo pure la recinzione di ferro, come si deve. E senza i tuoi consigli.
Aspetta, su! Giovanni cominciava a innervosirsi. Almeno ascoltami fino in fondo. I tuoi figli avranno di certo altre spese, e anche tu, Annunziata, ne avrai. Io invece io vorrei coprire io la spesa della lapide, tutta, di tasca mia. Hai capito?
Scusa? Annunziata lo guardò diffidente. E dove ti è saltata fuori tanta generosità?
Semplice. Ho rispetto per tuo marito, e voglio
E tu credi che basti volere Annunziata si fece più dura, quasi alzando la voce. Non mi pare che tu navighi nelloro, Giovanni! Tua moglie lo sa? Perché se scopre che vuoi regalare tutti quei soldi per la tomba di Piero, finisce male per me!
Lo sa, sì! E ci ha pensato bene, è daccordo. Giovanni sbatté il piede a terra.
Eh, sarà daccordo lei Ma io, no! Era mio marito, e io la lapide la voglio mettere da sola! Punto e basta! Vai pure via, torna pure alle tue faccende!
Ma sei impazzita, Annunziata? Giovanni non sapeva cosa dire. Ti sto solo offrendo una mano, senza chiedere niente in cambio!
Non ne ho bisogno, rispose lei a testa alta. Non sono una mendicante perché qualcuno debba darmi lelemosina!
Ma guarda che caratteraccio! Giovanni quasi ringhiò Come ha fatto Piero a starti vicino tutta la vita? Se fossi stato tuo marito io
Adesso pure le offese? Annunziata si avvicinò minacciosa al camino, stringendo il paletto del fuoco. Fuori da casa mia, se vuoi uscire intero! Altrimenti ti meno davvero!
E vabbè, addio! Giovanni urlò, tirando fuori una busta dal taschino e sbattendola sul tavolo. Ma prima, prendi questi soldi. Fan di loro quello che vuoi, buttali pure nel fuoco!
Ma sei matto, Giovanni? Annunziata si bloccò, vedendo tutte quelle banconote da cinquecento euro. Perché butti via i soldi così? Ma che ti è preso? Guarda che io li prendo e li porto subito a tua moglie, così magari ti sistema per bene lei!
Non li prenderà mai, quei soldi! sbottò Giovanni.
E perché mai? Non saranno mica soldi sporchi? Avete rubato da qualche parte?
Ma piantala, Annunziata! Giovanni era paonazzo dallindignazione. Ora mi costringi a dirtela tutta anche se avevo giurato a tuo marito di non rivelarlo mai Spero che mi perdoni. Io, Annunziata, sto solo restituendo un debito. Chiaro?
Un debito? Ma che dici?
Soldi presi in prestito, tutto qui. Piero mi aiutò dieci anni fa, con una bella somma
Piero? A te? Annunziata sembrava non credere alle sue orecchie.
Sì. Ogni volta che glieli volevo restituire lui rifiutava. Adesso non mi servono, diceva, quando morirò aiuterai mia moglie. Anche non in soldi, magari in altro.” Grande uomo, il tuo Piero Mi è venuto da pensare, ora che ho anchio la salute malferma: se ti serviranno davvero soldi e io non ci sarò più, il mio debito resterà per sempre? Ecco perché volevo usarli per la lapide, tutto qui. Almeno avrei aiutato, come lui mi chiese.
Ma cosa dici? Annunziata continuava a non crederci. Se avesse dato a qualcuno in prestito, me lavrebbe detto!
Ma non è vero! Lo sai bene anche tu: le donne non amano che i mariti prestino soldi. Anche la mia è così. “Prestare è facile, riprenderli unimpresa.” Ma Piero era diverso: diceva sempre, “Restituisci tutto a mia moglie, se dovessi mancare io.”
Mio Dio Annunziata si sedette piano sulla sedia. E io che mi chiedevo perché ultimamente i vicini sembravano tutti impazziti: chi mi porta la legna per la stufa senza chiedere nulla, chi laltro giorno ha arato il campo senza volere un euro, chi mi promette dieci sacchi di mangime per le galline
Eh sì, Annunziata. Così era Piero tuo. Fai quel che vuoi di quei soldi, sarebbe bello se li usassi per il monumento. Ma ormai sono affari vostri, famigliari. Io me ne vado.
Giovanni sospirò rumorosamente, si voltò e se ne andò verso luscio.
Giovanni lo fermò Annunziata, con voce più dolce. Scusami se ti ho trattato male. Veramente grazie.
Non devi ringraziare me, ma Piero tuo. Che riposi in pace. Giovanni le sorrise e sparì oltre la soglia.
Annunziata rimase lì a lungo, seduta, le dita che scorrevano su quelle banconote leggere come piume e pesanti come montagne, sospirando piano, in silenzio.







