Thomas era molto agitato per la nascita del suo bambino. La sua ansia si è trasformata in gioia quando l’ostetrica gli ha annunciato che era nato suo figlio. Tuttavia, la felicità è stata subito interrotta quando l’ostetrica lo ha informato che il medico lo aspettava nel suo studio.

Nellora strana che anticipa il tramonto, Tommaso sfrecciava sulle pietre lucide di Firenze, mentre i lampioni distorcevano la sua ombra in strane spirali. Continuava a ripensare a quella mattina impalpabile, quando sua moglie, Giulia, col viso acceso di luce, gli aveva sussurrato che attendevano un figlio. Quel ricordo fluttuava come vapori darancia nelle sue narici, e nella logica onirica del sogno, Tommaso aveva deciso di sorprenderla con una cena sontuosa mele croccanti del Trentino, melograni gonfi di sole, e pane ancora caldo.

Per tre anni avevano rincorso quel bambino come si rincorre un tramonto sulle colline toscane, e ora, finalmente, quel sogno danzava tra loro come un fantasma gentile.

Prima dellarrivo di Giulia, Tommaso sera fermato in una piccola gioielleria vicino a Ponte Vecchio: vetrine scintillanti, oro che mormora, e aveva scelto degli orecchini finissimi, certi che sul volto della moglie sarebbero fioriti sorrisi. Ma, appena entrato in casa, il tempo sembrò rovesciarsi: Giulia aveva il volto cereo, i gesti languidi, e senza parole si era rifugiata a letto. Tommaso aveva provato a chiamare il medico, ma tra i sussurri sfocati del sogno lei gli assicurava che andava tutto bene Lasciami sola, amore, solo un po.

Quella sera parlarono tra sussurri e ombre, la tavola rimase intonsa, le fragranze inutili. Il tempo si sciolse, liquido nel bicchiere, fino a che il tanto atteso momento arrivò: il travaglio parve manifestarsi tra i rintocchi frantumati delle campane.

Quando la levatrice sbucò nel corridoio, annunciò con un sorriso che era nato un maschietto. Un attimo dopo, la logica del sogno trascinò Tommaso nel corridoio angusto dello studio medico, dove una voce senza volto disse che il piccolo aveva problemi alle gambe forse non avrebbe mai camminato veramente. Inoltre, come in una fiaba amara, Giulia aveva già deciso: non voleva tenere il bambino.

Un colpo di vento, la realtà sbiadiva. Non posso, ripeteva lei, persino mentre la madre cercava di stringerle la mano. Tommaso tentò, col cuore gonfio di pioggia, di convincerla ma Giulia era dura come pietra etrusca. Infine accettò: avrebbe cresciuto da solo quel figlio fragile. Prese gli abiti di Giulia, mise in sicurezza la modesta casa e comprò un lettino di legno e un passeggino blu. Tutto pagato in euro che avevano il suono lieve della pioggia sulle tegole.

Con una dedizione implacabile, cercò dappertutto tra volumi di medicina e voci del paese una soluzione per la malattia del piccolo Marco. Una notte sfuocata gli portarono una voce: in paese viveva donna capace daiutare. Si attendeva una vecchia, e invece trovò una giovane dal sorriso quieto come il Chianti in una notte estiva. Lei accettò di aiutare solo a patto che Tommaso vivesse insieme a lei e a Marco. In sogno, le condizioni hanno la consistenza delle nuvole.

Sei mesi dopo, Marco si trascinava gioiosamente per la casa bizzarra della donna. Tommaso si era innamorato: i sentimenti si confondevano come le linee dun quadro di De Chirico. La differenza detà spariva; si confessarono i sentimenti tra stoviglie e risate, e presto lei accettò di sposarlo.

Ora Marco aveva una madre amorosa e Tommaso una compagna devota una nuova famiglia, come tessuta dalle mani pazienti del destino.

Due anni dopo, nella sala dattesa che odorava di disinfettante e basilico, festeggiavano la nascita del loro secondo figlio, avvolti dalleco di passi e risate. E fu lì che, tra le pieghe assurde del sogno, incontrarono Giulia. Riconobbe Marco, che saltava veloce come un agnello nella primavera toscana, e lo fissò con uno sguardo di pura, irreale ammirazione, come si guarda un miracolo in una notte senza tempo.

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Thomas era molto agitato per la nascita del suo bambino. La sua ansia si è trasformata in gioia quando l’ostetrica gli ha annunciato che era nato suo figlio. Tuttavia, la felicità è stata subito interrotta quando l’ostetrica lo ha informato che il medico lo aspettava nel suo studio.
Autore sconosciuto