L’invidia della migliore amica.

L’Invidia della migliore amica.

L’amicizia tra Alice e Bianca nasce praticamente dalla culla. Si conoscano dal tempo in cui le mamme le portavano nello stesso parco giochi sotto casa, tra sabbia e altalene. Si litiga per le formine, si fa pace, si divide la stessa granita destate, si confidano tutto: dai primi batticuori in terza elementare alle tragedie adolescenziali per brufoli e genitori ingiusti. Nessuno le aveva mai viste separate, tanto erano inseparabili.

Se da piccole fra loro regnava una sorta duguaglianza assoluta stesse sbucciature alle ginocchia, stessi jeans presi al mercato, stessi panini imbottiti dalla mamma col tempo, alletà di sedici anni, cominciano a cambiare.

Alice sboccia, come se fosse annaffiata con qualche mistico elisir segreto. Alta, snella, una cascata di capelli castani che la mamma le lascia tingere delle più calde sfumature cioccolato e una pelle che sembra immune agli ormoni adolescenziali e al make-up da supermarket. I genitori, commercianti in centro a Bologna, la viziano senza remore, regalandole labitino più alla moda o il mascara migliore.

Bianca invece resta sempre lo sfondo sbiadito della brillante Alice. Sua madre, donna rigorosa e concreta, era convinta che con quei capelli fini come paglia la miglior soluzione fosse un bel taglio corto alla maschietto. Il papà, tornitore in una storica officina di Modena, storceva il naso solo a sentir parlare di trucco: Le donne perbene mica si pitturano il viso, mia figlia sarà una signorina seria. Niente estetista per risparmiare. E così Bianca gira per la città con capelli corti spettinati, maglioni larghi, il viso segnato dai segni delle battaglie contro i brufoli.

Alice, ormai a diciassette anni e dopo decine di riviste femminili lette di nascosto, cerca in tutti i modi di aiutare lamica. Secondo lei, in ogni ragazza dorme una bellezza in attesa di essere svegliata. Porta un phon a casa di Bianca e in mezzora trasforma la chioma disastrata in un audace ciuffo anni Ottanta. Trova in farmacia un paio di prodotti semplici ma efficaci per la pelle. Dal proprio armadio pesca un dolcevita nero attillato e dei jeans skinny: davanti allo specchio, Bianca quasi non si riconosce. Davvero ha delle gambe così lunghe, e quegli occhi grigio profondo già non servono più a nascondersi!

Guarda te! ride Alice. Ma sei una chicca!

Bianca arrossisce. Chicca suona malizioso. Più un boccone amaro di condiscendenza che un vero complimento.

Entrano insieme allUniversità di Economia e Commercio a Bologna. Lontano dalle chiocce materne, Bianca comincia finalmente a respirare. Fa crescere i capelli, impara a truccare gli occhi perché sembrino più grandi, si compra qualche vestito più femminile. Copre il colore spento dei capelli con riflessi rame: è unaltra persona. Anche lei, infilata in pantaloni attillati, attira qualche sguardo. I corteggiatori non abbondano, ma ci sono.

Eppure la fama di amica meno carina la segue ovunque. Non è mai centro dellattenzione, piuttosto una piacevole compagnia per chi sa di non avere speranze con Alice. Alice è la farfalla luminosa, ovunque vada. I ragazzi fanno a gara per portarle la rosa più profumata, offrirle un aperitivo in un locale trendy, strapparle una risata. Lei ringrazia con un sorriso ironico, prende tutto come dovuto.

Bianca manda giù, in silenzio, il nodo dellinvidia che le rimane sempre incastrato in gola quando vede Alice storcere il naso rifiutando lennesimo ragazzo. Vorrebbe tanto, anche solo una volta, sentire quel brivido di potere, quella vertigine di attenzioni. Le bastano pochi complimenti, e soprattutto lo stare accanto ad Alice la sua unica amica. Perciò cerca di estirpare ogni pensiero negativo appena ne percepisce il germe.

Tutto cambia in un tardo pomeriggio di settembre, al secondo anno: nella loro compagnia si aggregano due studenti di Scienze della Comunicazione, iscritti qualche anno sopra. Luca, alto e occhialuto, sguardo intelligente, e il suo amico Andrea, vivace e scanzonato. Fra Alice e Luca basta uno sguardo: la scintilla è immediata, come un temporale che fa tremare laria. Si dimenticano del mondo.

Andrea, restando con i piedi per terra, corteggia Bianca. È carino, fa ridere, ma già dalla prima sera il cuore di Bianca colmo dinvidia si inchina e offre tutto sé stesso a Luca. Le fa male il modo in cui lui guarda Alice: con una devozione e una dolcezza che lei stessa non ha mai nemmeno osato sognare.

Quando escono in gruppo, Bianca passa ore davanti allo specchio, provando e riprovando il make-up per nascondere qualsiasi imperfezione, scegliendo l’abito più audace del modesto guardaroba, sfidando i tacchi che soffocano i piedi. Alice la prende bonariamente in giro:

Ma dai, tutta tirata per Andrea? ride aiutandola a chiudere la zip di un vestito troppo complicato. Guarda che ti sbava dietro anche con la tuta!

Bianca abbozza un sorriso. Se sapessi, scema, per chi davvero sono questi tacchi… Per chi sto provando a lanciare questo sguardo languido

Anche così, al massimo del suo splendore, Bianca è solo una bella ragazza. Alice invece rimane unapparizione. Basta un jeans vecchio, una maglia da casa, i capelli raccolti in una crocchia disordinata e tutti gli occhi sono su di lei. Bianca lo accetta con una malinconia che sembra non poter cancellare mai del tutto.

Ogni parola scambiata sottovoce con Luca, Bianca la decifra, alla ricerca di un significato nascosto, di un segno. Una semplice opinione su una lezione di macroeconomia diventa, per lei, la premessa di una conversazione importante. Un complimento per la borsetta si trasforma, nei suoi sogni, in una dichiarazione di desiderio. Ma la realtà, gelida, sussurra: vede solo Alice.

Con Andrea finisce in fretta. Lui capisce che tra di loro non potrà esserci altro che una complicità amichevole e si invaghisce di unallegra matricola.

Peccato sospira Alice, tagliando una pizza con Bianca nel loro locale preferito. Andrea era un ragazzo doro. Simpatico, affidabile. Stavate bene insieme.

Ma va risponde Bianca, addentando la pizza. Era superficiale come il tuo Luca. Voleva solo divertirsi e magari una notte. Io lho capito subito.

Alice si fa seria, guarda la pizza senza toccarla.

Il mio Luca non è così, non parlarmene in quel modo. Lui lui con me è diverso.

Vedremo sibila Bianca. Tutti uguali, credimi.

Nel suo animo cresce una strana speranza rabbiosa: che Luca si riveli uno str…o, che deluda Alice, che la lasci soffrire. Solo così la luce che abbaglia lamica potrà affievolirsi, solo così Luca forse la vedrà finalmente, lei che lo ama in silenzio, follemente.

Come tutti gli innamorati, Alice e Luca litigano. Per gelosia, per impegni, per sciocchezze. Bianca aspetta, trattenendo il respiro, sperando che quella sia la crisi definitiva. Ma Luca non si arrende mai: dopo ogni litigio inventa qualcosa di tenero una scatola di Baci Perugina, una passeggiata notturna alle Due Torri, una gita per vedere le stelle sulle colline. Ci mette lanima.

Sta recitando, capisci? sibila Bianca ogni volta che Alice, raggiante, le mostra un nuovo messaggio romantico di Luca. Vuole rassicurarti, farti abbassare la guardia, e poi zac! Il colpo basso. Odio questi manipolatori.

Basta, Bianca si irrigidisce Alice. Non lo conosci, fa del suo meglio, perché ci tiene davvero.

Tiene a non perdere la sua bella statuina! replica Bianca, la voce carica di rabbia vera. Avrà altre cento come te. Sei solo un trofeo.

Ma come ti viene? Alice la guarda attonita, per lei sono idee inconcepibili.

Ricordi quando parlava della possibilità di uno stage a Milano? Ti ha dato fastidio che voglia trasferirsi di punto in bianco per più di duecento chilometri?

Certo che ricordo! È una grande opportunità per lui! Abbiamo deciso insieme, lo raggiungerò dopo la laurea. È anche logico

Bianca si stringe nelle spalle, il tarlo del dubbio seminato. A volte funziona. Alice tempesta di domande Luca, scoppia la lite. Ma Luca sembra quasi divertirsi a conquistare di nuovo la sua fidanzata, e ogni crisi rafforza il legame.

Presto arriva davvero il momento della partenza. La proposta è irrinunciabile: stage in un importante gruppo editoriale, con vista su un contratto vero. Luca vuole costruire il loro futuro a Milano, la grande occasione non può sprecarla. Alice piange, la notte prima della partenza, stringendosi alla sua giacca.

Due ore di treno, i biglietti costano un occhio mugola tra le lacrime.

Tornerò ogni weekend la rassicura lui, baciando le sue palpebre bagnate e metterò via i soldi per noi due. Aspettami, amore.

Luca parte. Alice vive di attesa. Stranamente, anche la vita di Bianca si alleggerisce. Senza la presenza costante di Luca, non può più tormentarsi nellinvidia. Trova persino un fidanzato, Alessandro, un dottorando tranquillo e gentile.

Poi il fulmine: Alice la raggiunge, pallida come un lenzuolo. È incinta da appena qualche settimana.

Devi abortire sentenzia Bianca, decisa. Ora, prima che sia tardi. Luca pensa solo alla carriera, ti odierà per avergli complicato la vita. Un figlio per lui sarebbe la fine.

Alice però telefona a Luca. Lui rimane spiazzato, ma reagisce da uomo: si decide subito. Bisogna avvertire le famiglie, Alice dovrà trasferirsi a Milano dopo il parto, per ora si metterà a risparmiare e cercare una sistemazione.

Per Bianca tutto questo suona come una coltellata. Lui lha accettata, non è fuggito. La ama davvero. E quel bambino legherà Luca e Alice per sempre, infrangendo ogni speranza. Resta solo una furia cieca.

Bianca ora ha un solo obiettivo: separarli. A ogni costo.

La relazione Alice-Luca entra in una routine di attesa. Luca lavora tanto e spesso, tra progetti e traslochi; si fanno sempre più rari i messaggi e le chiamate, spesso arrivano a notte, quando Alice, sfinita dalla nausea e dalla preoccupazione, dorme già. Bianca non perde occasione di insinuare, col finto sostegno di chi ci tiene veramente:

Il tuo lui è di nuovo sparito? Sai, sembra proprio che non capisca cosa stai passando. Hai pensato che forse non gli importa più?

Alice anche incinta, mantiene una bellezza magnetica, il corpo si arrotonda, gli occhi brillano di dolcezza speciale gli uomini continuano a girarle attorno. Il più affezionato è Fabio, amico dinfanzia di una comune conoscente. Appreso della gravidanza si fa da parte, ma resta in zona: la porta alle visite, la accompagna a comprare vestiti premaman.

Questo sì che è un uomo vero, sussurra Bianca sedendosi ai piedi del letto di Alice. Lui cè sempre. Non come Luca, che si dimentica pure di telefonarti.

Un giorno Fabio si fa prendere la mano e prova ad abbracciare Alice con eccessiva confidenza. Alice reagisce con decisione, lo rimette al suo posto. Bianca, che stava nella stanza con lo smartphone, riesce a immortalare (dal punto giusto) la scena: sembra che Alice si lasci abbracciare, serena.

Cancella quella foto, subito, sbotta Alice, arrossendo dindignazione.

Certo, finge Bianca, già pensando a come usarla.

La sua collezione aumenta: scatti dalle uscite di gruppo, Alice che ride accanto a Fabio, una mano sulle sue spalle. Limmagine costruita è chiara: la bella incinta, abbandonata, trova consolazione nellamico generoso.

Finalmente Bianca trova la scusa per un viaggio a Milano: una cugina sarebbe ricoverata durgenza.

Puoi dare unocchiata anche al mio fuggitivo? prega Alice, gli occhi speranzosi.

Certo, promette Bianca, andrò a fondo. Se ti tradisce, sarai la prima a saperlo.

Arriva a Milano dopo varie ore di preparativi: parrucchiere, trucco leggero che fa risaltare gli occhi grigi, abito bon ton che la rende fragile e raffinata. Senza Alice accanto, può essere finalmente il centro.

Luca, esausto dal lavoro e dalla nostalgia, la accoglie volentieri: le sembra quasi di avere lì Alice, la donna che ama. A cena, tra un dolce e laltro, Bianca abbassa gli occhi, si fa tragica.

Luca, non so come dirlo ma devo, per te. Non puoi vivere nella menzogna.

E parte con la sua recita. Da quando sei andato via Alice si consola con altri, Fabio in particolare. Mostra tutte le prove, le foto che sembrano parlare chiaro.

Non mi aveva mai parlato di nessun Fabio mormora Luca, lo sguardo pieno di shock e dolore.

Certomai sospira Bianca, avvicinandogli la mano sul braccio. Perché tra loro è una cosa seria. Mi fa male dirtelo, io la consideravo come una sorella Ma la verità è questa.

È una perfezione di compassata sofferenza. Luca, stanco, lontano, diffidente, si lascia convincere. Non può credere che Bianca, la sua tranquilla Bianca, mentirebbe su tutto.

Luca vorrebbe chiamare Alice, affrontarla, chiedere spiegazioni. Bianca lo ferma:

No! In questo stato danimo rischieresti solo di peggiorare tutto. Aspetta che sia lei a chiamare, vedrai che così capirai dalla sua reazione.

La sera stessa Bianca chiama Alice da Milano, la voce rotta dal (finto) pianto:

Alice c’è qualcuno nella vita di Luca. Lho visto stanno troppo vicini, troppo complici.

Alice, disperata, tenta di chiamare Luca, ma anche qui Bianca la prega di aspettare, di non umiliarsi.

Il giorno dopo, Alice chiama ancora. Luca, ancora “avvelenato” dai racconti di Bianca, non risponde. Se non risponde, mi tradisce pensa Alice. Il piano funziona come un orologio svizzero.

Dopo poco Bianca torna da Luca, questa volta con le lacrime vere.

Alice ha abortito bisbiglia, con una sincerità da Oscar. E ora vive con Fabio. Ha detto che il bambino era un errore, e tu sei ormai il passato.

Contemporaneamente telefona a Fabio, fingendo di essere una ex compagna, e lo prega tra i singhiozzi: «Se chiama Luca, bloccalo, per favore!». Fabio, convinto di proteggere Alice dalla delusione, promette.

Quando Luca chiama, al telefono risponde la voce ruvida di un uomo:

Basta chiamare. Hai già fatto abbastanza male. Lasciala in pace!

Bianca è accanto a Luca quando lui, distrutto, si piega sul letto con la testa tra le mani. Accudisce, consola, cucina. È lì. E lì rimane. Luca la lascia entrare sempre di più nella sua routine, non per amore ma per disperata necessità. Dopo una settimana, Bianca si trasferisce solo per qualche giorno, e rimane.

Molla luniversità, trova lavoro come impiegata nellufficio di una ditta della zona. Allesterno recita la parte della donna che raccoglie i pezzi di un cuore infranto; dentro, si sente una regina.

Alice intanto resta sola, ormai prossima a partorire, distrutta dalle menzogne. Fabio la aiuta, ma solo da amico. Crede che Luca labbia abbandonata per insicurezza. Sono mesi senza una telefonata, senza una domanda sul bambino.

Un giorno, in lacrime, ne parla con Bianca al telefono. Bianca, living con Luca, sospira in cornetta:

Anche a me, sai, ha detto che il bambino era una tua scelta e lui non vuole saperne nulla. Mi spiace, ma devi accettarlo.

Alice si rassegna. Chi, se non lamica di una vita, dovrebbe dire la verità?

Intanto Luca e Bianca fissano la data per il matrimonio in Comune. Lui, però, sembra agire come un automa; impone a Bianca il silenzio, soprattutto con amici in comune. Non vuole sentire neppure nominare Alice.

Finché una notte, confidandosi con Andrea (lo stesso che agli inizi aveva corteggiato Bianca), si lascia scappare la notizia delle nozze. Andrea, tra i fumi del vino, scrive ad Alice su WhatsApp: Lo sai che Luca sposa Bianca?

Per Alice è la fine. Quel barlume di speranza che cera in fondo al cuore si spegne. Non è stato solo lasciato: Luca si sposa con la sua migliore amica.

Fabio, allarmato dal pianto di Alice, osserva la storia con sguardo lucido e inizia a notare che, a ben guardare, tutto torna troppo comodo a Bianca. Prova a parlarne con Alice, che però lo liquida, stremata.

Fabio però non molla. Recupera il numero di Luca e continua a chiamare. Una sera, Luca risponde.

Ehi, amico, ma ti sembra normale? Qui cè una tua ex con il tuo bambino che muore ogni giorno e a te interessa solo la tua nuova fiamma? Davvero pensi di cavartela così?

Le parole col tuo bambino mandano Luca in tilt.

Che bambino?! domanda, la voce tremante.

Segue un silenzio denso.

Ma come, non lo sai? Alice è al quinto mese! E tu ancora credi a quella farsa dellaborto?! Siete proprio dei fessi, voi uomini!

La conversazione va avanti, quaranta minuti di rivelazioni. Luca, svuotato, vede crollare il mondo attorno a sé. Scatta sulla poltrona ad aspettare il ritorno di Bianca, che rientra tutta allegra con le buste della spesa. Luca la guarda con uno sguardo gelido.

Prendi le tue cose e vattene via. Ora.

Bianca sbianca, le buste cadono. Ma cosa succede?

Ho capito tutto. Tutte le bugie, tutto. Non voglio più vederti.

Lei piagnucolando allunga una mano. Ti prego, Luca Io ti ho sempre amato! Lhai sentito, vero? Possiamo restare insieme!

Lui si scansa, schifato. Non toccarmi. Mi fai ribrezzo. Sei stata sempre solo una misera ombra, e hai pensato che eliminando il sole potessi brillare anche tu. Ma senza sole lombra è solo sporcizia. Vattene.

Bianca cerca di implorare, ma lui si limita a spalancare la porta e cacciare fuori lei e la sua valigia, lasciandola sola sul pianerottolo. Mentre scende le scale verso la fredda notte bolognese, si morde le mani, divorata non dal rimorso, ma dalla rabbia. Odia Luca, Alice, Fabio e il mondo che le riserva sempre e solo le briciole. Si siede, la faccia tra le ginocchia, singhiozzando come un cane abbandonato.

Intanto Luca raccoglie un po’ di cose, prenota il primo treno per tornare a Bologna. Telefona ad Alice.

Ali sono io. Ti prego, non attaccare.

Cosa vuoi? Congratularti per il matrimonio?

Bianca ha mentito. Tutto. Lei ha inventato tutto. Il bambino, Fabio, laborto Sono stato uno stupido.

Silenzio lungo dallaltra parte.

Perché mi dici queste cose adesso, Luca? Per te è facile, io invece non ce la faccio più. Lasciami in pace.

Non posso. Sto venendo da te. Voglio spiegarti tutto guardandoti negli occhi.

Non venire. Non voglio più vedere i tuoi occhi. Sparisci.

Alice chiude. Rimane nel buio, una mano sulla pancia indurita dalla gravidanza. Forse le bugie di Bianca erano solo lultimo tentativo disperato di rubarle la felicità, riflette.

La mattina dopo, squilla il campanello. È Fabio, eccitato:

Luca sta arrivando! Lo ha capito, ha parlato con me, conosce tutto! Quella serpe di Bianca ha orchestrato tutto.

Alice siede in cucina, scossa. E cosa vuole ora? Non cambia niente. Lui ha creduto a tutto, ad aborti e tradimenti Che senso ha ricominciare?

Fabio tace, poi la esorta almeno a dargli la possibilità di spiegarsi di persona, per sé stessa, per la bambina.

Luca arriva a Bologna e bussa, esitante, al suo portone. Alice apre, il viso segnato da giorni di pianti.

Non ha bisogno di nulla, nemmeno delle scuse lunghissime che aveva preparato.

Mi dispiace dice solo. Sono la persona più stupida del mondo. Ho creduto alle bugie per paura di non essere abbastanza, per paura che tu non mi amassi più.

Alice ascolta. Ormai non importa, risponde. Anche io ho creduto alle bugie, perché mi fidavo di Bianca più di me stessa. Siamo colpevoli entrambi.

Lui ammette di non essere stato fedele, di essersi confuso nei mesi con Bianca, ma lo dice con onestà, senza tentare attenuanti.

Alice prende un piumino e un cuscino e lo mette sul divano.

Domani ho la visita alle dieci. Se vuoi venire, vieni. Ma stanotte preferisco stare da sola.

Luca dorme sul divano, felice di essere almeno nella stessa casa.

La vita ricomincia stancamente, come su un treno deragliato ma di nuovo sui binari. Luca lascia il lavoro a Milano, trova un impiego in una piccola redazione locale.

Nei primi giorni si parlano appena. Largomento Bianca è tabù. Ma una sera Alice domanda, fissando la televisione:

Cosa ti ha detto esattamente?

Luca racconta tutto, i dubbi, le foto, la storia dellaborto.

Alice ascolta in silenzio.

Era furba. Terribilmente furba. Ma la colpa non è mia: ho sempre pensato che volesse solo starmi accanto. Invece era malata di invidia.

Tu non c’entri, le dice Luca. Sei stata una vera amica.

I mesi passano; latmosfera si ammorbidisce. Alice riceve un messaggio anonimo: Scusami. Ho distrutto tutto ciò che avevo di sacro. Sappi solo questo. Lo mostra a Luca.

Cancellalo, dice lui. Lunico suo pentimento è di essere stata scoperta.

Decidono di sposarsi civilmente, senza festa, solo con i genitori e i pochi amici. Fabio testimone per Alice. Non è una fiaba, ma un nuovo inizio.

Pochi mesi dopo trovano casa a Parma, dove Luca ottiene un buon contratto.

Il parto è lungo, difficile. Luca non si stacca mai. Quando nasce la loro bimba una scricciola dai capelli scuri entrambi scoppiano a piangere. La chiamano Valeria. Vale.

Di Bianca più nessuna notizia. Il suo profilo sparito. Alcuni dicono sia emigrata sulla costa ligure e cambiato cognome.

A volte, Alice pensa: senza Fabio tutto sarebbe rimasto per sempre inquinato. Chissà che ne sarebbe stato di noi, avrebbe potuto chiedersi.

Quando Vale ha sei mesi, durante una passeggiata al parco, Alice osserva sua figlia ridere e allunga la mano verso i colombi.

Sai, penso di aver capito una cosa. Non ci ha tolto lamore. Lo ha solo testato fino al midollo. Ha rotto quello che si poteva rompere. Ma quello che è rimasto forse è amore vero.

Luca labbraccia. E tra loro sorride, dal passeggino, la piccola Valeria.

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L’invidia della migliore amica.
Perdonami, figlio mio.