Avresti voluto tu! Il supplente pensava di poter vivere nel mio appartamento a spese mie.

Sono sempre stata una ragazza molto determinata, con gli obiettivi ben chiari fin da giovane. Prima dei venticinque anni, ero riuscita a mettere da parte abbastanza denaro per acquistare, da sola, un piccolo appartamento a Firenze.

Non ho ricevuto alcun aiuto né dai miei genitori, né da altri parenti; ho lavorato sodo ed ho fatto ogni cosa contando solo sulle mie forze. Quando ho incontrato Alessandro, luomo che ha rubato il mio cuore, ho avuto il coraggio di dirgli che avevo già una casa mia.

Avevo però chiarito subito che non avevo alcuna intenzione di vivere nel suo appartamento. Così, lui avrebbe dovuto trovare un posto da affittare per noi, mentre io avrei affittato il mio per poter mettere da parte dei soldi per comprare una Fiat nuova.

Ha accettato questa soluzione e mi ha promesso che presto avrebbe risparmiato abbastanza per pagare laffitto e andare a vivere insieme. Dopo sei mesi, si è presentato da me con una valigia tra le mani, dicendomi che aveva perso il lavoro e non aveva più soldi.

Mi ha chiesto ospitalità per un po di tempo. Gli ho risposto che, fortunatamente, i suoi genitori erano ancora disponibili ad aiutarlo. Non lho accettato in casa; dentro di me sentivo che stava solo cercando una scusa per approfittarsi della mia situazione, niente di più. Così ho deciso di chiudere la relazione.

Da questa esperienza ho imparato che lindipendenza è preziosa e che non bisogna mai mettere da parte il rispetto di sé stessi per compiacere gli altri. In fondo, chi non costruisce da solo la propria vita, non saprà mai apprezzare davvero ciò che ha.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

two × one =

Avresti voluto tu! Il supplente pensava di poter vivere nel mio appartamento a spese mie.
Le tien est donc le mien aussi