Sei moglie, devi sopportare – Dopo queste parole di mia suocera mi sono sentita ancora peggio.

Când în familia noastră avea loc o nuntă, parcă toată lumea era cu inima la gură, copleșită de emoție și așteptare. Il matrimonio, ai miei tempi, era considerato linizio di una vita piena di gioia e speranze.

Eppure, come spesso accade, le persone guardano la vita da una sola prospettiva, dimenticando che, come una vecchia moneta da lire, tutto ha il suo rovescio.

Non voglio dire che il matrimonio sia qualcosa di terribile. Ma ancora troppe donne sono convinte che la felicità vera si trovi solo nel farsi una famiglia. Spesso le ragazze, giovani e piene di sogni, non capiscono cosa comporti davvero un matrimonio.

Il loro pensiero fisso era solo quello di sposarsi, e credevano che dopo tutto si sarebbe sistemato.

Ricordo bene la mia esperienza, anche se adesso sono passati tanti anni. Anchio ero convinta che sposando luomo che amavo e avendo con lui un bambino sarei diventata la donna più felice di tutta la Sicilia.

Invece, la vita matrimoniale mi portò anche tante nuove difficoltà. Non avevamo neppure iniziato a mettere da parte qualche lira per una casetta nostra, quando scoprimmo che aspettavo un bambino. A quei tempi, già mettere al mondo un figlio sembrava una spesa insormontabile.

Allinizio eravamo colmi di gioia. Mio marito Filippo gestiva una piccola bottega, mentre io ero in maternità, sempre assillata da mille pensieri per i soldi. Nemmeno pensavamo più a mettere da parte per la casa. E poi, la maternità fu molto più dura di quanto immaginassi. Il piccolo Matteo era sempre agitato e malaticcio, io non chiudevo occhio notte e giorno, e la mia pazienza era ridotta a un filo. Mi capitava, lo ammetto, di voler scappare via. Non tutte le donne, dopotutto, sono fatte per portare avanti la vita familiare.

Avrei voluto comprenderlo prima. Matteo aveva appena compiuto due anni quando Filippo perse la bottega. Si chiuse in una grande disperazione. E quando entra la disperazione, spesso arriva anche una bottiglia di grappa. Non mi rimase che rimboccarmi le maniche: iscrissi il bambino allasilo e trovai due lavori a tempo pieno. Lavoravo giorno e notte per portare avanti la casa, mentre mio marito dormiva affogato nell’alcol. Era talmente difficile e logorante che, a volte, mi veniva da urlare tanto era il dolore. Se fossi stata sola me la sarei cavata senza problemi, con i soldi, la fatica e anche i nervi.

Un giorno pregai mia suocera, la signora Teresa, di parlare con Filippo e di rimetterlo in riga. Non è da uomo lasciarsi abbattere e buttare via le poche lire rimaste così. Al tempo stesso, aprii a lei il mio cuore: le confessai quanto mi sentissi sopraffatta, che non riuscivo più a resistere.

Mi aspettavo una parola buona, un abbraccio. E invece, la risposta fu ben diversa: Sappi che non sei lunica a soffrire. Sei donna, Rosa, e una donna deve saper sopportare, perché non si addice a noi mostrare la debolezza.

Di solito continuò con voce ferma la donna è il collante della famiglia. Tieni la bocca chiusa anche quando avresti voglia di urlare, e copriti gli occhi quando sentiresti di piangere. Qualunque sia la sorte che ti tocca, accetta e vai avanti. Non lamentarti!

Le sue parole mi trafissero il cuore come una lama fredda.

E pensare che anche lei è donna, e so bene quanto la sua vita sia stata difficile. Suo marito era un fannullone, eppure lei preferiva che sopportassi invece di aiutarci a vicenda. Ma quanto ancora si può sopportare? La vita è una, ed è giusto desiderarla dolce e lieta. Gli ostacoli ci saranno sempre, ma non così. Il destino di una donna dovrebbe essere quello di sorridere, e di sentirsi amata.

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