Sono a casa, suona il campanello. Apro la porta – c’è una signora. Una donna come tante, né migliore di me e quasi mia coetanea. Mi dice:

Sono seduto a casa. Squilla il campanello. Apro ed ecco una donna sulla porta. Una donna come tante, nulla di speciale, e praticamente mia coetanea. Mi dice:
Buonasera, posso parlare con lei di Paolo? È successo che sono lamante di suo marito.
Che bel modo di iniziare la serata Ma sa comè, se una persona si rivolge a me con cortesia, io sarò educato fino allultimo colpo, almeno finché a uno di noi non viene un infarto.
Entri, se è così, le rispondo. Parliamo del nostro Paolo.
Che bello che non mi tira addosso il mestolo, mi dice la donna. Non sopporto i colpi di mestolo. Avevo già sentito che lei è una signora raffinata ed educata!
Anche io ho sentito parlare di lei, le dico. Aspetti un attimo, mi faccia ricordare Lei ha trentasette anni, madre single, diploma tecnico
Ora sono laureata! risponde timidamente la donna. Ho finito gli studi serali.
Se non sbaglio, lei è Francesca Bianchi? dico, e metto su lacqua per il tè.
Sì, risponde lamante di mio marito. E lei è Francesca Rossi? Siamo omonime.
Già, mi sono sempre chiesto dico io che bisogno aveva Paolo di una moglie e pure unamante con lo stesso nome? Mente ristretta da uomo o attaccamento alla tradizione?
Credo che sia più semplice di così, dice Francesca-2. Così non rischia di sbagliarsi e chiamarci con il nome sbagliato a letto. Paolo è furbo.
Furbissimo! dico io. E che fantasia Considerando che anche nostra figlia si chiama Francesca.
Anche mio figlio si chiama Francesco, dice lamante. Sempre di Paolo, ovviamente.
Lo so, rispondo. Si sente in giro. Bravo Paolo, almeno coi nomi non si sforza troppo. Vabbè, si sieda, prendiamo un tè. Vedo che ha portato una torta?
Sì, dice lei. Non si preoccupi, non è avvelenata. Non siamo rivali, siamo sorelle di sventura. Sono una donna perbene, perché dovrei avvelenarla?
Lha presa alla Coop? le chiedo.
Sì, proprio quella allangolo.
Le torte della Coop non hanno bisogno di essere avvelenate. Lo sono già di loro Quanti cucchiaini di zucchero?
Ci sediamo, beviamo il tè con lamante di Paolo. Le dico:
Allora, omonima, cosa lha portata da me?
Guardi, mi fa Francesca-2, io sono una donna pratica, ma non incline alle scenate. Bisogna decidere il da farsi con Paolo. Cosè che gli ha fatto ieri?
Ieri abbiamo spostato i mobili della cameretta, rispondo. Cè qualche problema?
Non lo risparmia proprio, eh! mi rimprovera Francesca-2. Stamattina mi aveva promesso di venire dopo il lavoro a montare la cucina. È arrivato, ha mollato tutto ed è crollato sul divano inutilizzabile. Gli ho massaggiato la schiena col Voltaren, ma lavoratore non è più.
Mi dispiace, dico. Quanto lha pagata la cucina?
Mille e ottocento euro, risponde Francesca-2. Ed era proprio del colore giusto. Quindi cosa facciamo con Paolo?
Lasci che stanotte dorma da lei, dico. A me senza schiena non serve.
Non parlo solo di oggi, ribatte Francesca. Bisogna pianificare. Mio figlio vede il papà pochissimo. E poi tra un po cè da lavorare nellorto, e devo pure finire il restauro in cucina
Continui, ormai ha iniziato.
Ecco, dice Francesca-2, ho una proposta: non possiamo organizzarci per gestire Paolo come una risorsa condivisa?
Ah sì? dico io. Tipo una società per azioni? Fondiamo la S.p.A. Marito Paolo?
Esatto! dice Francesca-2. Non è giusto che ci sia sempre lei, io lo vedo solo un giorno e mezzo! Mi conceda qualche giorno in più. Ho tre filari di pomodori in giardino, dovrò passare tutta lestate a dissodare da sola? Paolo appena arriva vuole subito linsalata!
Gli fa quella con lindivia? E quella con il gorgonzola e le noci?
Quelli non so farli, dice Francesca-2. Paolo mi ha già fatto capire che le sue insalate sono più buone delle mie. Mi dà la ricetta?
Però lei lo vizia con il pollo ripieno, dico io. Lho sentito vantarsene con gli amici al bar. Faccio cambio: lei mi dà la sua ricetta del pollo e io le do quelle delle mie insalate.
Scambiate le ricette, ci versiamo unaltra tazza.
Non pretendo Paolo tutto per me, dice Francesca-2. Ma un po sì. Ogni tanto piace anche a me trovarmi un paio di calzini sporchi sul cuscino e qualcuno che fuma sul balcone, così ho un pretesto per arrabbiarmi e distrarmi. Possiamo distribuircelo in qualche modo?
Come le guardie giurate al mercato? Turni due giorni a due giorni?
Per esempio, il mercoledì e il sabato non mi serve, dice lamante. Però il giovedì-venerdì lo prenderei volentieri. Cè la cena con i miei ex compagni di liceo, se arrivo sola mi prendono in giro
Va bene, rispondo. Fino a sabato glielo lascio. Solo, alla cena non gli faccia mangiare troppo e che non beva troppo vino! E lo stipendio di Paolo?
Non mi interessa il suo stipendio, io e mio figlio ci arrangiamo, ribatte Francesca-2. Se gli compra una maglietta ogni tanto, o lo porta in piscina, va bene. Suo figlio è anche un po suo, tutto sommato.
Abbiamo buttato giù un calendario dei turni di Paolo tra le famiglie. Abbiamo segnato che, quando passa di mano, deve essere rasato, nutrito, stirato e in ordine, niente difetti visibili e con i calzini integri.
Ah, giusto! Abbiamo aggiunto che la S.p.A. Marito Paolo deve presentarsi senza segni di liti, e pronto psicologicamente a gestire la situazione a tre. Sazio, sereno e dove possibile soddisfatto anche fisicamente.
A proposito di fisico sussurra Francesca-2, Se capita che io abbia problemi femminili? O lei?
Nessun certificato, mi fido sulla parola, le rispondo. Basta che mi avvisi, semmai ci penso io. Ma conoscendo Paolo, se ha la pancia piena e il telecomando in mano, non è più pericoloso di un gatto addormentato.
In effetti… conclude Francesca-2 con aria cupa. Il primo anno di S.p.A. Marito di unaltra era una macchina da guerra, adesso lavora con pigrizia E mi dà solo un misero 30%-40% del dovuto. Siamo a maggio e ancora non mi ha fatto la liquidazione completa per aprile! Ma per zappare lorto o accompagnarmi alla cena, è ancora utilizzabile.
Abbiamo finito la torta della Coop e firmato il contratto. Due copie e una stretta di mano.
Grazie! mi ha detto la mia ex rivale con gratitudine. Grazie per non avermi trattata male. Lei è una donna saggia e moderna, Francesca Rossi! Vado a portare la buona notizia a Paolo. Così smette di inventarsi bugie.
Richiuso la porta, ho messo il contratto in una cartellina. Lì conservo un altro progetto di accordo, quello che mi ha proposto il mio vecchio amico Lorenzo Esposito, innamorato di me fin dai tempi delle superiori vorrebbe tanto fare le veci di Paolo quando non cè.
Quel contratto ancora non lho firmato. Dopottutto, anchio ho diritto a pensarci su.

Morale della serata: in Italia, tra una tazza di tè, una fetta di torta e due chiacchiere civili, si riesce a gestire quasi tutto perfino le questioni di cuore. E forse, nelle situazioni complicate, serve soltanto un po di buon senso e le ricette giuste.

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Sono a casa, suona il campanello. Apro la porta – c’è una signora. Una donna come tante, né migliore di me e quasi mia coetanea. Mi dice:
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