Ho comprato vestiti nuovi per mia nuora, così potesse uscire con un altro uomo e mi hanno chiamato cattiva madre. Ancora oggi, dopo tanti anni, non riesco a credere che la mia stessa famiglia mi abbia detto cattiva madre, dopo aver scoperto quello che avevo fatto.
Ma lasciate che vi racconti tutta la storia, prima di giudicarmi.
Era un pomeriggio di primavera, quando decisi di andare a trovare mio figlio Enrico e la sua moglie, mia nuora Loretta, a Firenze.
Bussai alla loro porta e, dalle scale, sentii un pianto sommesso.
Quando Loretta mi aprì, i suoi occhi erano gonfi di lacrime e teneva in braccio mio nipotino, piccolo Matteo. Era così magro che mi si strinse il cuore.
Mamma Enrica meno male che siete venuta mi disse, con voce spezzata.
Tesoro mio, cosa succede? Perché piangi? chiesi entrando.
Così la verità venne fuori.
Mio figlio quel sciocco che ho cresciuto non le dava soldi neppure per mangiare.
Diceva che non ce nerano abbastanza.
E intanto ogni weekend usciva a bere con gli amici in trattoria e in bar.
E poi ho scoperto pure di altre donne
Loretta ma cosa mangiate? chiesi sconvolta.
Faccio torte e biscotti e li vendo nel quartiere, mamma Enrica rispose, mentre le lacrime scendevano sulle guance.
Ma Enrico non vuole che lavori fuori casa. Dice che devo badare al bambino.
Lamarezza era così forte che quasi non riuscivo a stare in piedi.
Così ho cresciuto mio figlio?
Un uomo che lascia la sua famiglia senza pane in tavola?
Prepara le valigie, e quelle del bambino. Vieni a vivere da me dissi, senza esitazione.
Ma mamma Enrica e vostro figlio?
Mio figlio non serve a nulla.
Tu sei mia nuora.
E quel bambino è mio nipote.
Punto.
Li ho portati a casa mia quel giorno stesso.
Enrico, naturalmente, fece una scenata enorme.
La mia famiglia mi disse che ero matta.
Che non dovevo impicciarmi.
Che sono cose tra marito e moglie.
Cose tra marito e moglie?
Ho trovato il miglior avvocato di Firenze.
Ho speso tutti i miei risparmi.
Ma ne è valsa la pena.
Ora quel nullafacente deve pagare il mantenimento.
E se non lo fa, avrà guai seri con la legge.
Loretta è rifiorita in casa mia.
Ha ricominciato a sorridere.
Matteo è diventato un bambino sano, rotondetto e felice.
E Loretta ha trovato lavoro in ufficio.
Loretta è sempre stata intelligente, laboriosa e bellissima.
Ma mio figlio laveva schiacciata così tanto che lei stessa non lo vedeva più.
E qui viene la parte per cui mi hanno chiamata cattiva madre.
La settimana scorsa sono andata in centro e le ho comprato tre abiti stupendi.
Un vestito blu, che le sta una meraviglia.
Un paio di pantaloni eleganti con una camicetta bianca.
E un completo più casual, ma molto raffinato.
Mamma Enrica perché? mi chiese sorpresa.
Ti ricordi Luciano, il figlio della mia amica Giovanna? Lingegnere.
Ho parlato con lui di te, e vuole invitarti per un caffè.
Mamma Enrica! Ma sono ancora sposata con vostro figlio
Sposata solo sulla carta, piccola mia.
Quel matrimonio è finito da tanto.
Hai il diritto di ricominciare.
Luciano è un uomo per bene. Lo conosco da quando era bambino.
Ha un buon lavoro, è educato
E quando gli ho mostrato la tua foto mi ha detto che sei davvero bellissima.
Loretta è arrossita.
Ma nei suoi occhi ho visto qualcosa che non vedevo da mesi.
Una scintilla di speranza.
Non lo so, mamma Enrica e se la gente parla?
La gente?
Lasciate che dicano quello che vogliono.
Sono gli stessi che tacevano quando mio figlio ti lasciava senza cena.
Vai a quel caffè, Loretta.
Indossa i vestiti belli che ti ho regalato.
Sorridi.
Conosci gente nuova.
Te lo meriti.
Quando Enrico lha saputo mi ha chiamata furioso.
Come avevo osato fare questo a sua moglie.
Ho chiuso il telefono.
Mia sorella mi disse che stavo distruggendo un matrimonio.
Il mio cognato mi disse che mi impicciavo dove non dovevo.
Ma io ho visto Loretta tornare raggiante dal caffè.
Ho visto Luciano passare la settimana dopo per portarla al cinema.
Ho visto il piccolo Matteo ridere quando Luciano gli ha regalato un orsetto di peluche.
E ho visto mio figlio piangere, supplicandomi e promettendo di cambiare, quando ha capito che laveva persa davvero.
Sapete che vi dico?
Non mi pento di nulla.
Sì, sono sua madre.
Ma prima di tutto sono una donna.
E nessuna donna merita ciò che mio figlio ha fatto passare a Loretta.
E adesso chiedo a voi:
Sono davvero una cattiva madre, solo perché ho aiutato mia nuora a tornare felice?.






