Oggi ho avuto una strana esperienza che non riesco a togliermi dalla testa. Ho scritto queste righe per cercare di ritrovare un po di pace.
Stamattina sono passato da Lucia, una mia cara amica dinfanzia, che abita ora in un elegante appartamento a Firenze. Dieci anni fa, quando il suo primo matrimonio andò a rotoli divorziata da un uomo che la trattava male e beveva troppo, finito poi da unaltra donna lho sostenuta in ogni modo possibile, con ascolto e presenza, che per me sono il senso vero della parola amicizia.
Il tempo è passato e, con sollievo, Lucia ha incontrato un altro uomo, Matteo: colto, brillante, lavora in banca con una buona posizione. Mi sono sempre rallegrato per lei. Oggi sono andato a trovarla nella nuova casa che hanno appena comprato insieme. Ho portato una torta alla ricotta e un mazzo di fiori freschi, per loccasione. La casa mi ha stupito: colori caldi, arredi scelti con cura, atmosfera accogliente.
Ci siamo seduti al tavolo della cucina, bevendo tè e assaggiando la torta. Matteo, da uomo abituato ai salotti fiorentini, ha iniziato a fare battute spiritose. Allinizio sembravano innocenti, ma ben presto sono diventato io il bersaglio delle sue ironie. Scherzava sul fatto che ho la testa piena di mille sciocchezze, che non ho mai letto Calvino né conosca Saviano, e che la scienza ormai smonta ogni superstizione di cui parlo. Ha continuato ironizzando sulla mia pettinatura, sul mio modo di vestire uno stile da anni Novanta, ha detto ridendo.
Lucia rideva anche lei, conquistata a quanto pare dallarguzia del nuovo marito. E io, di colpo, mi sono sentito imbarazzato, quasi congelato, incapace di reagire alle sue allusioni da intellettuale.
Per cambiare discorso ho raccontato di come ho trovato una piccola gatta abbandonata, Lilla, che ora vive con me. Speravo di spostare la conversazione su un tono più leggero. Matteo non ha perso occasione di irridere anche questo: I gatti portano solo germi. Chi raccoglie animali abbandonati lo fa perché ha problemi suoi irrisolti, è una forma di narcisismo frustrato, ha sentenziato. E Lucia rideva di gusto, quando suo marito faceva riferimenti alle zitelle che accumulano gatti.
A quel punto, senza riuscire a trattenere le emozioni, le lacrime sono sgorgate dagli occhi. Che vergogna, sembravo un ragazzino. Ho inventato una scusa il mal di testa e me ne sono andato in fretta.
Camminando per le vie di Firenze, nelle prime ore della sera, il dolore non era solo fisico la testa mi scoppiava davvero ma soprattutto un senso di freddezza inspiegabile, nonostante fosse piena estate. E poi quellumiliazione, quel sentirsi fuori posto, ignorante, buffo Tutto questo solo perché non ho certi riferimenti letterari e ho parlato ingenuamente di un sogno premonitore.
Pian piano, però, mentre tornavo verso casa mia e verso Lilla, mi è venuto un pensiero chiaro. Non è una vergogna piangere o non essere brillanti in una conversazione piena di allusioni. La vergogna, quella vera, è di chi apre la porta di casa a qualcuno che considera amico, e poi permette che venga preso in giro, umiliato. Di chi permette che le cose care una passione, una fede, una storia personale vengano schernite davanti agli altri. Quella è una forma di tradimento sottile ma devastante.
Tradire non significa solo abbandonare nel momento del bisogno, ma anche restare in silenzio davanti alloffesa e lasciar fare. Chi tradisce così facilmente, è destinato a essere a sua volta tradito: infatti, poco dopo, sono venuto a sapere che Lucia e Matteo stanno già dividendo casa e discutendo davanti agli avvocati. Lintellettuale si è rivelato troppo furbo e spietato anche con lei.
Tutto questo per dire che bastava poco, un semplice confine: chiedere rispetto per il proprio amico, per chi ti è stato vicino anni interi. Non lasciare che qualcuno venga preso in giro in casa propria. Forse, in quel caso, anche il matrimonio di Lucia avrebbe avuto un altro destino.
Adesso sono nella mia stanza, Lilla si è accoccolata accanto a me sul divano, facendo le fusa. Non ha letto Calvino, non sa nulla di Saviano, e non ha bisogno di essere brillante per volermi bene.
Da oggi, ho capito che la vera amicizia è rispetto e protezione reciproca, non ostentazione o compiacimento. E che chi tradisce per compiacere gli altri non otterrà mai rispetto né amore duraturo. Il rispetto per un amico è sacro, e non andrebbe mai sacrificato per nessun motivo.







