Al gran ballo di beneficenza nell’hotel a cinque stelle, lui ha preso la mia mano davanti a tutti — la stessa mano che solo un mese fa aveva firmato il contratto con cui mi ha portato via l’azienda.

Al gran ballo di beneficenza nel Grand Hotel a cinque stelle di Roma, lui afferrò la mia mano davanti a tutti la stessa mano, che solo un mese prima aveva firmato il contratto con cui mi aveva sottratto lazienda.

La sala era uno sciogliersi di luci e riflessi di lampadari in cristallo di Murano. Uomini in abiti su misura Armani, donne in abiti sinuosi di seta, bisbigliavano con flûte di prosecco; telecamere riprendevano ogni sorriso, ogni saluto, come in un sogno distorto dal vetro.

Quella sera era la grande presentazione del nuovo proprietario dellazienda.

Luomo accanto a me.

Mi fa piacere che tu sia venuta sussurrò piano, senza posare lo sguardo su di me.

Accennai un sorriso.

Non mi sarei persa una serata così per niente al mondo.

Nessuno tra i presenti poteva immaginare che sei settimane prima lui fosse il mio socio, complice dei miei giorni e delle mie notti insonni nellufficio in via Montenapoleone.

Quattro settimane fa la stessa persona che, con una manovra legale silenziosa e perfetta, aveva trasferito le azioni attraverso una fondazione, destabilizzando perfino il mio avvocato milanese.

Sulla carta era tutto conforme alla legge.

Ma la verità era unaltra, un mosaico di segreti dietro la burocrazia.

Signore e signori echeggiò la voce del presentatore dal palco questa è la serata in cui celebriamo luomo che ha preso le redini di una delle aziende con la crescita più rapida di Milano.

Scrosciarono gli applausi.

Lui sorrise e stringeva la mia mano con impercettibile tensione.

Sarà una serata interessante sussurrò.

Sì, credo proprio di sì risposi.

Si avvicinarono alcuni membri del consiglio direttivo.

Ecco la donna che ha creato tutto questo disse un investitore con il sigaro spento tra le dita, indicando me.

Lui rise a fior di labbra.

Ma il business pretende evoluzione.

Bevvi un sorso dacqua minerale da un calice dallo stelo finissimo.

A volte levoluzione arriva sorprendentemente.

In quellattimo, i riflettori si spostarono catturando il palco come nellopera.

E ora proseguì il presentatore vi mostreremo un breve video sullevoluzione dellazienda.

Il maxischermo si accese dimprovviso.

Immagini confuse: linizio in un piccolo studio romano, i primi clienti, i piccoli traguardi come fuochi dartificio in miniatura.

Poi apparvi io.

La mia presentazione di un anno prima.

Le mani battevano ritmicamente luna sullaltra.

Lui, accanto a me, restava impassibile.

Montaggio ben fatto commentò.

Ma il sogno sinclinò.

Il video cambiò ritmo, e sullo schermo scivolò la registrazione di una riunione privata. Questo stesso uomo accanto a me. La sua voce.

Se trasferiamo le azioni tramite la fondazione, lei non capirà in tempo.

Il silenzio riempì la sala come nebbia su Piazza San Marco.

Non è reale sussurrò lui, il volto rigido.

Ma il video proseguiva.

È ingenua diceva lui al suo avvocato. Ora lazienda è finalmente mia.

Gli sguardi si voltarono verso di noi, lucidi e metallici.

Gli investitori si scambiarono occhiate.

Posai il mio bicchiere sul tavolo di marmo lucido.

In realtà dissi con voce calma questa è solo la prima parte.

Sul video comparve un nuovo documento.

Decisione legale.

Avvio di procedura giudiziaria.

Lultimo rigo tremolava come una ragnatela: Tutte le azioni vengono temporaneamente restituite al proprietario originario, fino alla fine della causa.

La sala esplose in voci e confusione, come la notte del carnevale veneziano.

Lui sbiancò.

Cosa hai fatto?

Sorrisi.

La denuncia lho presentata tre settimane fa.

Il presentatore tentennava sul palco, come se avesse perso il copione.

Gli investitori discutevano fitto tra loro, le parole un sussurro dacciaio.

Luomo accanto a me si aggrappava al mio sguardo ora incerto.

Tu avevi previsto tutto questo sussurrò, appena un soffio.

No risposi. Semplicemente non mi arrendo facilmente.

Guardai la folla che si rifrangeva nei cristalli.

E allora mi chiesi.

Se foste stati voi al mio posto
lo avreste smascherato davanti a tutti?

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