Ha dato alla luce gemelli per la quinta volta consecutiva. E ancora una volta, femmine: il Papa ha impartito la benedizione direttamente in sala parto

Mi ricordo ancora come fosse ieri, anche se sono passati tanti anni da allora, di quando Livia fu ricoverata in maternità molto prima del termine. La sua gravidanza era stata complicata negli ultimi mesi, e i medici non volevano correre alcun rischio, soprattutto sapendo che non aspettava un bambino solo, ma due gemelli. Le proposero un parto cesareo programmato, ma Livia desiderava fortemente partorire naturalmente; così i medici decisero di tentare, sapendo che in caso di necessità avrebbero avuto il tempo di portarla in sala operatoria.

Livia e suo marito, Matteo, avevano anche stipulato un contratto per il parto in compagnia, cosa che i ginecologi non gradivano particolarmente durante gli interventi chirurgici. Il travaglio iniziò tardi, quando ormai era già notte fonda; il marito fu subito avvisato, e in nemmeno mezzora era già arrivato. Li abbiamo accompagnati insieme nel reparto prenatale. Non era il primo parto per Livia: sapeva bene cosa fare, si comportava con calma e lucidità. Alle quattro del mattino venne alla luce la prima bambina.

La piccola pianse subito, e lostetrica si congratulò con Livia per la nascita della sua prima figlia. Ma invece della solita gioia che si vede sui volti dei padri, Matteo fece appena un sorriso di circostanza, poi guardò subito sua moglie con uno sguardo pensieroso. Dopo solo dieci minuti, nacque anche la seconda bimba. Livia sorrideva radiosa, ma suo marito, invece, scoppiò in lacrimelacrime che non sembravano davvero di felicità. Ovviamente ci preoccupammo, ma la madre ci salutò con la mano sorridendo e ci rassicurò:

Non fateci caso, passerà tra unora. Sono di nuovo delle gemelle, le nostre bambine. Lui sperava tanto in un maschietto, solo uno almeno, ma non è stato possibile e per questo è un po deluso. Però le nostre figlie le adora, vedrete che andrà tutto bene. E così fu davvero: la mattina dopo, sotto le finestre dellospedale di Firenze, abbiamo visto quel padre orgoglioso circondato da tutte le sue bellissime bambine che legavano palloncini colorati e gridavano amore alla loro mamma. Allora abbiamo capito che, davvero, in quella famiglia non mancava nulla. Anche se, nel cuore, un po di dispiacere per Matteo ci era rimastoDa quel giorno, ogni anno, Matteo porta le sue figlie e Livia nello stesso giardino dellospedale, dove, tra il profumo dei tigli e il fruscio dellerba, rivivono insieme il miracolo di quella notte. Le gemelle, ormai cresciute, chiedono spesso della storia della loro nascita e Matteo, che forse allinizio sognava un maschietto, ora non saprebbe immaginare la vita senza quel concerto di risate femminili intorno a sé.

Livia, con il suo sorriso silenzioso e la forza che aveva condiviso con tutte noi quella notte, ci ha insegnato che la felicità non si misura nei numeri né nei sogni che avevamo da bambini, ma in quello che sappiamo abbracciare nel presente. Ogni volta che passo davanti a quelle finestre illuminate, penso a loro e sorrido: perché in fondo, a volte il destino ci regala esattamente ciò di cui abbiamo bisognoanche quando allinizio non lo sappiamo ancora.

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Ha dato alla luce gemelli per la quinta volta consecutiva. E ancora una volta, femmine: il Papa ha impartito la benedizione direttamente in sala parto
Mio fratello mi ha ferito profondamente, ma ora ha bisogno di aiuto. Nonostante le obiezioni della mia famiglia, sento che devo aiutarlo, perché è pur sempre mio fratello.