Maddalena si infilò sotto la scrivania di lavoro di Nico con un solo pensiero: recuperare il suo caricabatterie per il tablet, che il marito le aveva ancora una volta preso in prestito per delle prove. Invece del caricatore, la mano le capitò contro una borsa sportiva tutto sommato pesante.
Nico, ma sei serio? La palestra? sbuffò, tirando la zip. Questa è proprio nuova. Lultima volta che ti ho visto correre è stato quando stavamo per perdere il volo a Malpensa.
La cerniera cedette. Dentro, su un letto di morbida gommapiuma, cerano delle mani. Umane. Color carne, tagliate di netto al gomito, con vene sottili e unghie perfette. Maddalena non urlò: semplicemente le si gelò il sangue, trattenne il respiro e le pulsava la nuca dallo choc. Indietreggiò di scatto, sbattendo la testa contro lo spigolo della scrivania, e per qualche secondo sgranò solo gli occhi al pezzo da macelleria.
Oddio Nico bisbigliò, quando infine sentì lodore. Nessun sentore di marcio, solo un intenso aroma di silicone pregiato e di elettronica nuova.
Maddalena sfiorò con lindice un palmo. Era caldo. Più sotto, nella borsa, cera un manuale stampato a colori, pieno di appunti a penna, e un piccolo telecomando con un’etichetta vergata dalla nota calligrafia del marito: Prototipo Mani Doro v1.0. Motore vocale: Casanova-M.
Si massaggiò involontariamente la botta. Lo spavento lasciò spazio a una curiosità maliziosa. Dopo aver dato una lettura volante al manuale, venti minuti dopo Maddalena osservava le mani che, aggraziate come ballerine, stavano sulle punte in mezzo alla cucina. Trovò il tasto di comando vocale sul telecomando e lo premette:
Allora, Mani Doro, fammi vedere cosa sai fare! Voglio: un buon sugo alla bolognese, vetri puliti e sistemare quella mensola in balcone che mi dà sui nervi da sei mesi. Al lavoro!
Dai piccoli altoparlanti, ai polsi delle mani, uscì una voce femminile suadente, inquietantemente gentile:
Certamente, cara. Pensi a rilassarsi, io sistemo tutto.
Le dita in silicone si piegarono con uno schiocco da vero pianista. Maddalena rabbrividì: era un po troppo naturale. Poi, però, una mano afferrò il coltello e cominciò a tritare la cipolla più in fretta di un frullatore, mentre laltra si lanciava con un panno ad arrampicarsi sul lampadario. Maddalena sospirò.
Nico, sei un genio pazzo, borbottò, versandosi un po di tè. Ti perdono tutto. Anche i calzini ovunque, pure il caricatore.
Tutta la giornata scivolò in una specie di incubo favolistico. Le mani lavoravano senza un fiato, interrotte solo dai sussurri cortesi della Casanova: Attenzione, pavimento bagnato, si accomodi in poltrona.
Cucivano in modo invisibile i buchi della giacca, lucidavano i vetri persino fuori una mano si appendeva come un ragno vivo, mentre laltra sfregava i vetri. La vicina, vista la scena dal suo balcone, si fece il segno della croce schizzando via.
Quando Nico rientrò, fu accolto da un profumo di casa impeccabile. Maddalena stava in poltrona, le Mani Doro le facevano il massaggio ai piedi.
Maddalena! Nico lasciò cadere le chiavi, in volto bianco come un foglio. Perché le hai attivate? Spegnile subito!
Ma Nico, dai… Maddalena strinse gli occhi, deliziata. Guarda qui che meraviglia: hanno persino aggiustato il battiscopa!
Maddalena, cè un bug nel modulo Iniziativa! urlò lui, lanciandosi verso il telecomando. Ma non fece in tempo.
Una mano lasciò il piede e, come un serpente, agguantò la cravatta del marito, stringendo il nodo.
Alessandro, il suo aspetto non è impeccabile, trillò la Casanova attraverso il piccolo altoparlante. Indice digiene sotto il limite. Si rechi in bagno per una sana disinfezione.
Mi strozza! gracchiò Nico, mentre laltra mano gli tirava via la borsa e iniziava a svuotarla a terra, classificando gli scontrini per data.
Forse pensa che ti serva una doccia, rise Maddalena, ma quando la mano tentò di infilare a forza lo spazzolino in bocca a Nico, capì che era ora di fermarsi.
Spegnile! Sta per cancellare i miei contatti dal telefono! strillò Nico, mentre una mano cercava di insaponargli un orecchio. È entrato in loop il perfezionismo! Ci chiude tutti in contenitori sterili!
Maddalena afferrò il telecomando e premette il tasto rosso STOP. Le mani si afflosciarono al pavimento come due pesci morti. In casa cadeva un silenzio irreale.
Più tardi, mentre Nico finiva il sugo, Maddalena guardava una delle mani perplessa.
Senti, ma se gli togliamo il cervello e lasciamo solo la meccanica? Che puliscano senza volerci riqualificare a loro immagine?
Nico allontanò il piatto, aprì il portatile con cautela.
Ok, ci provo con un filtro menefreghismo, ma da adesso i test li faccio solo io.
E poi, Nico, per favore, aggiungi al massaggio ai piedi anche quello alla schiena. Sai quanto adoro i massaggini, soprattutto visto che a casa non ci sei quasi mai…
Va bene Però guarda che se ci metto questa funzione, poi rischia di grattare la schiena pure al fattorino della pizza. Lalgoritmo della cortesia è delicato quindi promesso: queste mani non le toccherai più fino al lancio. Ok?
Ma certo, Nico, rispose Maddalena, battendo le ciglia con aria angelicaMaddalena socchiuse gli occhi, un sorriso furbo sulle labbra.
Promesso, disse, ma in mente aveva già il piano per nascondere almeno una delle mani dietro ai cuscini del divano. Giusto per… emergenze, o per quando Nico avrebbe dimenticato ancora il compleanno di sua madre.
La casa profumava ancora di basilico fresco e silicone, mentre fuori il sole tramontava e il lampadario brillava senza unimpronta. La borsa delle Mani Doro giaceva in salotto, apparentemente inoffensiva.
Nico tornò da lei col piatto fumante, la fronte ancora imperlata di sudore, ma gli occhi pieni di un misto di sollievo e rimpianto.
Almeno, sussurrò Maddalena con un fil di voce divertita, la prossima volta che perdi il caricatore, so dove cercare… magari le mani potrebbero anche trovarlo per noi.
Nico rise, esausto, mentre una delle mani ormai spenta gli dava quasi limpressione di aspettare solo un comando per ricominciare.
Per un attimo i due si guardarono, consapevoli che la follia dellinvenzione si era infilata ormai tra le mura di casa, a ricordare che persino la perfezione va sempre presa con mano leggera.
Fuori, la vicina spiava ancora da dietro una tenda, pronta a giurare che in quellappartamento cera davvero qualcosa di magico. E se anche Maddalena, ogni tanto, sentiva di notte una carezza premurosa raccattarle il libro caduto o rincalzare la coperta, beh, decise che in fondo qualche piccolo bug, nella vita, può anche essere un dono.






