Il preside gli ha stretto le mani dicendo: “Cosa puoi farci? I genitori di questi bulli hanno aiutato a ristrutturare la scuola”

Roberto e Giulia sono amici fin dallasilo. Abitano porta a porta, così i loro genitori hanno deciso di iscriverli alla stessa scuola, nella stessa classe. Hanno chiesto allinsegnante di metterli vicini di banco: in fondo, nella classe ci sono tanti bambini, soprattutto maschi, e Roberto avrebbe potuto proteggere Giulia se qualcuno le avesse fatto del male. I bambini erano felici di andare a scuola, entrambi imparavano con facilità.

Quando sono passati in terza elementare, la mamma di Giulia ha notato che la figlia si comportava in modo strano. Era sempre impaurita e non voleva più andare a scuola. Un giorno ha chiesto alla madre di cambiarle scuola. Questa richiesta lha molto sorpresa, così ha chiamato la mamma di Roberto, scoprendo che anche lei stava vivendo la stessa situazione.

Anche Roberto, come Giulia, chiedeva di cambiare istituto. Quel pomeriggio, dopo le lezioni, la mamma di Roberto si è accorta che suo figlio aveva dei lividi addosso. Le due famiglie hanno deciso di andare insieme a scuola il giorno dopo, per capire cosa stesse succedendo ai loro figli.

Linsegnante ha subito cercato di rassicurarle che tutto era a posto, forse i bambini avevano litigato fuori dalla scuola. Proprio in quel momento, una folla di alunni si è precipitata in classe, urlando. Le mamme hanno visto alcuni ragazzi che strattonavano i vestiti di Roberto e, poco più in là, quelli di Giulia.

Le mamme hanno provato a difendere i loro figli, ma nessuno sembrava ascoltarle. Anche linsegnante tentava inutilmente di calmare i ragazzi. Intanto una bambina è corsa dal preside. Solo allora la situazione si è quietata.

Le mamme di Roberto e Giulia hanno detto che non avrebbero lasciato correre laccaduto. Volevano convocare i genitori dei bulli a scuola o recarsi dai carabinieri per sporgere denuncia per i maltrattamenti subiti dai bambini. Il preside ha cercato di tranquillizzarle, assicurando che il giorno dopo avrebbe invitato i genitori dei ragazzi coinvolti e anche loro avrebbero potuto essere presenti.

Mentre le accompagnava alluscita, il preside ha detto che quei ragazzi sono figli di famiglie benestanti. Non ascoltano nessuno, disturbano le lezioni e prevaricano i compagni. I loro genitori erano già stati chiamati più volte, senza risultati, perché sono poco più educati dei figli.

Il giorno successivo, le mamme si sono presentate a scuola allora concordata. I genitori dei bulli erano già arrivati. Linsegnante aveva ben avvertito sulle loro reazioni: urlavano, difendevano a spada tratta i propri figli e non ascoltavano nessuno. Trattavano male anche linsegnante. Solo il preside riuscì a calmarli per qualche istante.

Non si prese alcuna decisione, perché quei genitori arroganti lasciarono la classe sbuffando e dicendo di non infastidirli per queste sciocchezze. Il preside, allargando le braccia, sospirò: Che ci possiamo fare? Questi genitori hanno contribuito alla ristrutturazione della scuola, quindi non possiamo neanche invitarli a portare via i loro figli.

A casa, i bambini raccontarono che quei ragazzi rendono la vita difficile a tutta la classe. Se un bambino si avventura da solo per il corridoio, viene puntualmente aggredito dai bulli. Roberto e Giulia sono stati presi di mira perché sono amici, e ai bulli questa cosa non va giù. Le mamme decisero allora di trasferire i propri figli in unaltra scuola. Anche la preside diede le dimissioni, incapace di continuare a lavorare in un ambiente con bambini e genitori tanto maleducati.

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Il preside gli ha stretto le mani dicendo: “Cosa puoi farci? I genitori di questi bulli hanno aiutato a ristrutturare la scuola”
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