Tutto ebbe inizio in una domenica mattina, verso le sette. Sofia e suo marito, la sera precedente, erano usciti a Torino, tornando a casa tardi con il desiderio di dormire fino a tardi. Ma la loro pace fu spezzata dalla telefonata della suocera di Sofia, la signora Antonietta, che li invitava in campagna per una grigliata. Nonostante i tentativi di rifiutare con garbo, la suocera fu irremovibile, sottolineando che aveva già preparato abbastanza carne marinata per tutta la famiglia. Alla fine, opporre resistenza fu inutile: accettarono linvito.
Non ci sarebbero stati solo la suocera e il suocero (il signor Vittorio), ma anche il cognato Carlo e la sua giovane sposa, Bianca, che si erano sposati appena due mesi prima. Sofia e suo marito erano già sposati da tre anni e, come laltra coppia, non avevano ancora figli.
Un anno intero trascorso sotto lo stesso tetto della suocera di Sofia era stato più che sufficiente per comprenderne lindole. Donna accentratrice, sempre pronta a lamentarsi della mancanza di soldi, era solita essere parsimoniosa al limite dellavarizia. Alla fine Sofia e il marito avevano deciso di affittare un piccolo appartamento tutto loro, mentre i genitori di Sofia si erano trasferiti nellappartamento della nonna in eredità, così da liberarli dal peso di un mutuo troppo oneroso.
Arrivato il giorno del famigerato pranzo, la coppia si inoltrò per due ore di viaggio tra le colline piemontesi, dove li attendeva la famiglia. Tuttavia, appena arrivati, vennero subito messi al lavoro: tra riparare la staccionata, piantare basilico e rosmarino, e dare acqua alle rose, il pranzo sembrava lontano anni luce. Sofia, già sfibrata e affamata, notava come Antonietta trovasse sempre nuove faccende da aggiungere, quasi dimenticandosi dellincontro promesso.
Le tensioni esplosero quando il marito di Sofia, ormai esasperato dalla fame, protestò con la madre. Ne seguì un acceso battibecco che lasciò tutti di cattivo umore. Solo sul finire del pomeriggio riuscirono finalmente a sedersi a tavola, ma ciò che trovarono fu una delusione: appena due salsicce a testa, poca insalata e un pezzo di pane raffermoben lontano dalla sontuosa grigliata promessa.
Lamarezza di quella giornata rimase a lungo nella memoria di Sofia e del marito. Pensavano che, se Antonietta avesse semplicemente chiesto aiuto, sarebbero stati felici di contribuire, magari portando loro stessi le bistecche o preparando qualche contorno. Ma la manipolazione e la scarsità avevano lasciato un segno profondo nei loro rapporti, già non semplici.
La settimana dopo, la suocera telefonò nuovamente per proporre unaltra grigliata. Fu però il suocero, il buon Vittorio, a confidare sottovoce a Sofia di non lasciarsi ingannare: Antonietta cercava solo manodopera gratuita e non aveva nessuna intenzione di offrire un vero banchetto.
Sfinita e frustrata dalle continue pretese e tensioni, Sofia decise, insieme al marito, di spegnere telefoni e citofono, concedendosi finalmente un po di meritata pace e riposo nella quiete domenicale piemontese.







