Irina torna a casa in punta di piedi dopo il matrimonio dell’amica, tra sensi di colpa, mamme curios…

Isabella entra in silenzio nell’appartamento e inizia a togliersi le scarpe senza fare rumore, per non svegliare la madre. Si trattiene a fatica dal gemere di dolore mentre si sfila le nuove décolleté che le hanno ferito i piedi.

Sei tornata così presto? Sei scappata? Non ti è piaciuto il matrimonio? la mamma sbuca dallingresso.

E tu perché non dormi? Mi stavi aspettando? risponde Isabella brusca.

La mamma stringe le labbra, gira i tacchi e si allontana in salotto. Isabella si sente in colpa: la mamma non dormiva, la stava aspettando, sperava di sentire qualche novità, e lei le ha risposto male. Raggiunge la madre sul divano, si siede accanto e la abbraccia.

Non cercare di rimediare. Non vuoi, non raccontare. Tanto poi la madre di Elena mi dice tutto, sbuffa la mamma.

Mamma, scusa. Sono stanchissima, mi fanno un male i piedi… Il ristorante era magnifico, c’erano più di cinquanta invitati. Un gran baccano, ma molto allegro.

Elena era splendida nel suo abito bianco. E lo sposo, un vero bell’uomo… elenca Isabella.

E allora perché sei andata via prima? la interrompe la madre.

Mamma, lì sono tutti così importanti e pieni di sé, sembravano tacchini gonfi. Gente proprio diversa da noi. E poi domani mi devo alzare presto.

Dove devi andare? Domani è domenica, la madre la guarda sospettosa.

Domani mattina ti spiego. Ora faccio la doccia. Isabella le dà un bacio sulla guancia e va in camera a cambiarsi.

Si sfilò con disgusto il vestito elegante che, rispetto ai lussuosi abiti degli altri, sembrava misero e poco costoso.

Poi si fece una lunga doccia, strofinando con cura la schiena dove le mani sudate di un uomo grasso l’avevano toccata.

Lui laveva invitata a ballare senza accettare rifiuti. Non poteva certo mettersi a litigare. Laveva stretta forte contro il suo enorme ventre.

Sentiva il calore umido delle sue mani sulla schiena. I talloni delle scarpe le scavavano la pelle. Sopravvisse a fatica fino alla fine della musica.

Poi si era seduto vicino a lei al tavolo e le continuava a riempire il bicchiere. Nessuno sembrava farci caso. Lunica sua confidente al matrimonio, la sua amica, era troppo presa dagli ospiti e dal marito fresco di nozze.

Solo un paio di volte Isabella aveva sentito uno sguardo interessante su di sé, ma quelluomo non si era fatto avanti per salvarla dal fastidioso corteggiatore.

Aveva detto che doveva andare in bagno e ne aveva approfittato per svignarsela. Fuori dal ristorante chiamò un taxi e tornò a casa.

No, non voleva un matrimonio così: tutto studiato e finto, come in uno spettacolo con ciascuno nel proprio ruolo. Lei si sentiva solo una comparsa.

Faticò ad addormentarsi. Nella testa continuavano a suonare la musica, i brindisi, le risate… Le tornò in mente quelluomo.

Magari fosse stato lui a invitarmi a ballare, non quel maiale. Non voglio pensarci più, si disse Isabella, girandosi sul fianco fino a scivolare nel sonno.

Il caldo settembre ha lasciato il posto a un ottobre freddo e piovoso. Elena è tornata dalla luna di miele e ha invitato Isabella a casa sua per parlare un po.

Anche Isabella era curiosa di vedere come vivessero le persone ricche. Ma non voleva presentarsi a mani vuote.

Dopo i corsi, passa in pasticceria e compra i pasticcini preferiti da Elena. Mentre esce dal negozio, si scontra allingresso con un uomo. Lui fa un passo indietro per lasciarla passare.

Ma siete voi? chiede allimprovviso.

Isabella alza gli occhi: è proprio il misterioso invitato al matrimonio dellamica. Rimane impietrita di sorpresa sulla porta.

Svelta, usciamo, blocchiamo gli altri! ride lui, prendendola gentilmente per il braccio.

Siete fuggita dal matrimonio come Cenerentola. Non mi avete nemmeno dato il tempo di presentarmi, sorride mostrando denti biani e perfetti.

Si vede che non ho perso la scarpetta, sorride anche Isabella.

State tornando a casa? Vi accompagno, propone lui.

No, vado dallamica, la sposa di quel giorno. Avete cambiato idea sugli acquisti? chiede Isabella, incuriosita.

Questa coincidenza è così bella che rinuncio volentieri a tutti i dolci del mondo, risponde lui, notando la scatolina in mano a Isabella. Venite, e la conduce verso il suo SUV.

Non aveva mai viaggiato su unauto così grande e comoda, a dire il vero nemmeno sulle altre aveva avuto molte occasioni. Lui guida sicuro, senza chiederle lindirizzo. Isabella comincia a preoccuparsi.

So dove abita la vostra amica. Siamo soci e amici con suo marito, spiega lui vedendo il suo sguardo spaventato.

Durante il tragitto le racconta di sé, che si chiama Matteo, che è divorziato, che ha un labrador…

Ricco, bello, affermato. E anche gentile. Proprio quello che sogna la mamma, pensa Isabella

Perché sei tornata così tardi? Cominciavo a preoccuparmi, dice la mamma quando Isabella rientra in casa.

Sono stata da Elena. Ma che casa che hanno adesso e Isabella descrive in dettaglio la villa e lamica abbronzata nel bel mezzo dellautunno, rendendo felice la mamma.

Come hai fatto ad arrivarci? Lei abita in Valle dei Poveri.

Così, di nascosto, i cittadini chiamano il quartiere ricco delle ville.

Mi ha accompagnata un amico, dice Isabella a malincuore, pentendosi già di aver dato il via alle domande della madre.

Lhai conosciuto al matrimonio? È uno di quelli, spero? Gli hai dato il numero?

Certo, mamma, glielho proprio dato con insistenza, replica Isabella infastidita.

Ma perché ti arrabbi? Un uomo di successo che ti fa attenzione, e tu… potresti farlo scappare, lo so come sei fatta, insiste la madre.

Non lho fatto scappare. Gli ho dato il numero. Soddisfatta? Interrogatorio finito? domanda Isabella, sempre più seccata.

Che cè che non va? Perché sei nervosa?

Sono stufa delle tue domande. Vuoi liberarti di me così in fretta? esplode Isabella.

Non dire sciocchezze. Voglio solo assicurarmi che tu abbia un buon futuro, che sposi un bravuomo, come la tua amica. Non uno squattrinato. O preferisci campare di stenti?

Quando mai abbiamo campato di stenti, mamma? risponde Isabella stringendo gli occhi.

Ho esagerato, abbassa la testa la madre. Piccola, davvero non ti piace per niente?

Basta, mamma. Non voglio sposarmi per ora.

Il telefono suona in camera di Isabella e la salva da ulteriori discussioni. È Matteo.

Ho deciso di non aspettare. Ti chiamo adesso. Cosa fai domenica?

Niente di che. Studio per lunedì.

Tutto il giorno? Cè il sole, ti porto a fare una passeggiata a cavallo. Mai provato? No? Allora passo a prenderti alle undici.

Isabella accetta, dimenticando di chiedere quando sono passati al tu.

Aveva visto dei cavalli solo dai nonni in campagna, animali grandi che le incutevano soggezione. Quella giornata le rimane impressa: emozioni, novità, sensazioni mai provate.

Matteo sa come conquistare. La introduce con attenzione nel suo mondo fatto di soldi e opportunità.

Sa parlare con la gente, difficile dirgli di no. Tutte le porte si aprono davanti a lui. Isabella si sente lusingata dallattenzione di questuomo più grande.

Il sabato dopo si presenta a casa loro con un mazzo di fiori e una torta.

Isabella si vergogna per il piccolo appartamento, il tappeto consumato, la carta da parati ingiallita. Ma Matteo non ci fa caso. Sorride, scherza, ascolta con attenzione.

Racconta che anche lui da bambino ha vissuto in una casa modesta e accogliente. La mamma si scioglie per i complimenti.

Un uomo così è un sogno, dice la mamma appena Isabella rientra. Se ti chiede di sposarlo, non dirgli di no, la guarda speranzosa.

Mamma, ci siamo incontrati solo poche volte! Cosa vuoi che proponga? sbotta Isabella.

Eppure, proprio prima di Capodanno, Matteo la sorprende con una proposta di matrimonio e un anello con diamante.

Dio mio, adesso posso morire in pace, piange la mamma tra le mani. Isabella scuote solo la testa.

Il matrimonio si fa fuori città ai primi di marzo, mentre il sole comincia a scaldare, le stalattiti si sciolgono gocciolando e nellaria cè lodore di primavera e di speranza. La speranza di una vita felice.

Isabella mette la condizione che sia una cerimonia semplice, senza troppi clamori. Matteo acconsente. Dopo le nozze, Isabella si trasferisce da lui.

Saprò almeno con chi parlare. Le mogli degli amici di mio marito pensano solo a shopping, estetista e vestiti firmati, chissà se hanno mai letto un libro, si rallegra Elena.

Ora vivono di nuovo vicine. Elena è già al sesto mese di gravidanza.

Ma Matteo non lascia mai Isabella da sola. La mattina la porta a lezione il suo autista, il pomeriggio va a prenderla. Una volta hanno annullato una lezione e Isabella decide di tornare a casa a piedi.

La giornata è mite, ormai è primavera. I germogli sugli alberi stanno per aprirsi.

Lungo la strada la raggiunge un compagno di università, Alessandro. Entrano in un bar, prendono un caffè insieme. Quanto le è mancato un po di normalità!

Non le manca nulla, ma la solitudine sì. Da un po le compagne la evitano.

A cosa pensi? le chiede Alessandro.

È tardi, risponde Isabella malinconica.

Lui ti controlla? si inquieta Alessandro.

No, è solo tardi davvero, e si alza.

Quando arriva a casa, Matteo la aspetta già.

Dove sei stata? domanda, gelido.

Alluniversità.

Non dire bugie. La lezione è saltata e non hai chiamato lautista. Perché? Volevi vedere il tuo amante?

Non è un amante, è un compagno di corso, balbetta Isabella.

Matteo non le aveva mai parlato così duramente. I suoi occhi gelidi come ghiaccio.

Siamo entrati solo a prendere un caffè. Non cè nulla di male! Isabella non vorrebbe giustificarsi, ma lo sta facendo.

Ora sei mia moglie. Ho molti rivali, nemici pronti a farmi lo sgambetto. Non puoi permetterti passi falsi.

E secondo te bere un caffè con un compagno sarebbe un danno per te? si ribella Isabella.

Non capisci niente? Matteo si alza e si avvicina a lei.

Non parlarmi così, risponde secca Isabella facendo un passo indietro.

Io non ti lascio andare, sibila Matteo afferrandola per un braccio e tirandola a sé. Se non mi obbedisci…

E allora? Mi chiuderai in casa? Quando sarò medico, sospetterai di ogni mio paziente? tenta di liberarsi Isabella.

Non ha nemmeno il tempo di capire: sente solo un fischio nelle orecchie, il resto si ammutolisce.

Matteo le urla addosso qualcosa, ma per il dolore e il sangue in bocca non capisce le parole. Il suo volto non è più lo stesso. Lui si avvicina di nuovo.

Hai capito? riesce a percepire.

Io… le labbra le tremano. Ho capito, sussurra.

Uno schiaffo velocissimo, Isabella non fa in tempo a difendersi. Viene scagliata indietro. Dal dolore perde conoscenza.

Rinvenuta, Matteo non cè più. Tuttaltro che calma, si mette a cercare una via duscita. Si sente un animale in gabbia. La porta della camera è chiusa a chiave.

La mattina dopo il gonfiore al volto è aumentato, la ferita brucia. Matteo non entra, il telefono non cè più. Nemmeno una chiamata.

Gira per la stanza come una leonessa in gabbia. Allora di pranzo arriva la donna delle pulizie. Isabella la prega di aprirle. Di sotto, la chiave è nella toppa. La donna si decide, la apre e sussulta vedendola.

Mi farà qualcosa se la lascio uscire, mormora tremando.

Dica che lho ingannata, che ho chiesto dellacqua e poi sono scappata, la istruisce Isabella mentre scende di corsa.

Ma dove va così? Si copra almeno il viso col cappuccio! le suggerisce la donna.

Isabella la ringrazia e si infila in strada, camminando per vicoli, il viso nascosto dai passanti che la scansano. La mamma rimane senza parole alla vista di Isabella.

Ma come? Sembrava così per bene… perdonami figlia mia, volevo solo il meglio per te. E se venisse qui? La porta è debole, la sfonda con un calcio.

Non dire sciocchezze, mamma.

Isabella ormai non prova più paura: peggio di così Tuttavia chiama Alessandro e chiede di andare a casa.

Alessandro ora lavora su unambulanza per fare esperienza. Le disinfetta i tagli e chiama il medico per refertare i lividi.

Poi fotografa il volto di Isabella e invia le foto a Matteo, con un messaggio: Se la tocchi ancora o provi ad avvicinarti, queste finiscono subito in rete.

Matteo non si fa più vedere. Solo dopo due settimane, quando i lividi se ne sono andati, Isabella riesce a tornare alluniversità.

Il divorzio arriva in fretta. In estate, dopo la laurea, Isabella ed Alessandro si incontrano in un bar. Allimprovviso passa Matteo: non si accorge di Isabella, troppo occupato con la sua nuova giovane compagna.

Quando Matteo va in bagno, Isabella si siede accanto alla ragazza.

Stai in guardia. Meglio che scappi finché puoi. È pericoloso, davvero.

Chi è lei? chiede la ragazza sospettosa.

La sua ex moglie. Non dirgli che mi hai vista. Fuggi prima che ti succeda qualcosa, Isabella esce di corsa dal bar, senza aspettare.

La vede attraverso la vetrata. Matteo torna, le chiede qualcosa, la ragazza scrolla le spalle innocente. Non ha detto nulla, pensa sollevata Isabella.

Perché lhai avvertita? E se racconta tutto a lui? sbotta Alessandro uscendo insieme a lei.

Vorrei che qualcuno avesse avvisato me subito. Ho chiesto, nessuno mi diceva nulla, nemmeno Elena, risponde Isabella.

Insieme si trasferiscono in unaltra città. Dopo la specializzazione Alessandro diventa chirurgo, Isabella lavora come cardiologa.

Hanno un figlio. La mamma non si intromette più nella loro vita.

Un giorno, dal parrucchiere, Isabella legge su una vecchia rivista:

“Imprenditore Matteo Romano coinvolto nellomicidio della moglie”, dice il titolo.

Fuori dal negozio, Alessandro passeggia con la carrozzina. “Quanto sono fortunata ad avere Alessandro, nostro figlio, la mamma in salute I soldi? Servono solo quanto basta per restare umani”, pensa Isabella.

Avanti, tocca a lei, la chiama la parrucchiera che si è appena liberata.

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Irina torna a casa in punta di piedi dopo il matrimonio dell’amica, tra sensi di colpa, mamme curios…
— Ma certo, non conosci a fondo i bambini di oggi!