Ho dato una lezione a mia suocera per la Festa della Donna.
Ascolta, Giulia, questa situazione non va affatto bene! sbottò Andrea, esasperato, rivolgendosi alla moglie dopo lennesima incursione di sua suocera nel loro appartamento Se tua madre si comporta già così allinizio della nostra vita insieme, cosa succederà quando avremo dei figli? Non si toglierà mai dai piedi, finirà per vivere più a casa nostra che a casa sua! Non ci lascerà respirare!
Giulia cercava di spiegare, ma Andrea era determinato.
Va bene, se la signora Rosa non vuole ascoltare, domani chiamo il fabbro e faccio cambiare la serratura! sbottò con voce decisa.
Ma Andrea, dai, è pur sempre mia madre… Prima o poi i nuovi mazzi di chiavi arriveranno comunque nelle sue mani. Cosa farai ogni volta, cambierai nuovamente la serratura? Si offenderebbe da morire, dai! Bisogna farle capire in modo pacifico che non si fa così! provò a calmarlo Giulia.
Ascoltami bene, Giulia, se tua madre non capisce né le parole né i miei gesti disperati, qui ci vuole una lezione esemplare replicò Andrea, serissimo.
Cosa hai in mente? chiese Giulia con occhi spalancati di sorpresa.
Scusa, ma… se la signora Rosa ha le chiavi di casa nostra, tu hai ancora quelle dei tuoi genitori, vero? domandò Andrea, guardando la moglie che lo osservava stranita.
La mattina del sabato, Carlo e Rosa decisero di andare alla fiera locale in centro a Bologna. Una volta l’anno, in occasione dell8 marzo, la piazza Maggiore si riempiva delle migliori specialità delle campagne bolognesi, vendute a prezzi un po più bassi dei supermercati.
I pensionati non si facevano problemi a mettersi in fila già alle sette di mattina per risparmiare qualche euro sulle uova biologiche.
Carlo, guarda che razza di carne ho preso! E quei cefali, guarda come si muovono nel sacchetto, freschissimi. Ora faccio saltare il più grosso in padella, quello piccolo lo porto a Giulia. Chissà la faccia di quel tuo genero quando, allimprovviso, sentirà il nostro pesce ancora mezzo vivo muoversi nel sacchetto! fantasticava la signora Rosa ridendo tra sé.
Oh, Rosa mia, ma perché non lasci in pace questi ragazzi? Hanno trentanni, vuoi lasciarli vivere senza doverli controllare ogni minuto? Sembri Miss Marple: sempre a investigare dove Andrea abbia lasciato i calzini! provava a calmarla Carlo, sospirando.
Zitto un attimo lo interruppe Rosa, aggrottando le sopracciglia Ma hai lasciato la doccia aperta? Senti lacqua che scroscia!
Con passo svelto andò verso il bagno… rientrando subito dopo, bianca in volto.
Mamma mia! Cè un uomo nella nostra doccia! Nudo, dentro casa! urlava sconvolta, correndo per il corridoio come una freccia.
Ma chi cè nudo?! Spiegati un po, Rosa! Carlo non osava entrare in bagno.
È Andrea! Come diavolo è finito qui?! gridava isterica.
Che ci faccio? Lacqua a casa nostra esce marrone, e io dopo il turno sono uno straccio: mi faccio una doccia qui e vado a dormire pulito! disse Andrea, uscendo tranquillo dal bagno avvolto nellaccappatoio di Carlo, come se niente fosse.
Ecco, signora Rosa, vorrei farle anche unosservazione in occasione di questa importante festa: non va bene lasciare la biancheria appesa su ogni termosifone e sullo stendino in bagno. Se almeno fossero i completini di una giovane ragazza, pazienza! Ma così… Andrea guardò di sottecchi Carlo Mi creda, Carlo, lei è un santo!
Si avviò in cucina accendendo la macchinetta per il caffè, quella nuovissima che lui e Giulia avevano regalato solo pochi mesi prima.
Come osi? Questa è casa mia, stendo dove voglio! ribatté furiosa Rosa.
Rosa, la macchinetta del caffè ve la abbiamo regalata appena sei mesi fa, ed è già conciata da fare schifo. Dovreste pulirla almeno ogni settimana. I suini nelle stalle sono più puliti! ribatté Andrea, senza mezzi termini.
Andrea, adesso basta! tentò di intercedere Carlo.
Ma quale basta, Carlo! Guardate che disordine: questa cucina sembra un vecchio garage dismesso, cè roba in giro ovunque! continuava Andrea, camminando per la casa enumerando ogni difetto.
E il frigorifero? Ci ho guardato poco fa: la panna scaduta da due settimane, il formaggio rinsecchito! senza pietà, Andrea buttava tutto nella spazzatura.
E quella ciotola di orzo avanzato da giorni? Difficile da lavare ormai! O pensate che, solo perché avete la lavastoviglie, tutto sia permesso?
Rosa si piazzò davanti alla lavastoviglie come se fosse uno scudo.
Adesso basta! Esci subito da casa mia, o chiamo i Carabinieri e ti denuncio per violazione di domicilio! Non mi interessa che tu sia mio genero, Andrea: finirai in cella come tutti gli altri! Questa è casa mia, è la mia cucina, il mio bagno e… la mia biancheria! Nessuno ti ha dato il diritto di venire qui a criticare e frugare ovunque! urlò esasperata Rosa.
Carlo osservava divertito lo scambio furioso tra sua moglie e Andrea, intuendo finalmente dove voleva andare a parare.
Andrea sospirò, sorridendo leggermente e guardando dritta negli occhi la suocera.
Ha visto, signora Rosa? Ecco, questa è esattamente la sensazione che provo io ogni volta che entra senza bussare in casa mia, critica ogni dettaglio e fa domande su tutto.
E, per la cronaca, la prossima volta che lo farà, come lei ha chiamato i Carabinieri, io non esiterò a difendere la mia privacy, anche se lei è mia suocera. Ma spero che abbia capito e che non ci arriveremo mai disse Andrea, che nel frattempo aveva già indossato jeans e giubbotto, pronto per andarsene.
Ah, e auguri per la Festa della Donna, miei cari suoceri! In cucina vi ho lasciato una bottiglia del vostro Cognac preferito, signor Carlo, e per lei Rosa una buona bottiglia di Lambrusco e un profumo: Giulia dice che è quello che le piace tanto!
Andrea sorrise, stavolta con dolcezza, e si chiuse la porta alle spalle, sparendo silenzioso dal loro appartamento.
Sconvolta, Rosa stappò la bottiglia di Cognac, si versò un bicchierino e lo buttò giù tutto dun fiato, rincorrendolo con il caffè che generosamente il genero le aveva preparato con la macchina appena ripulita.
Eh, Rosa, te lo devo dire: Andrea è proprio un diplomatico! Ha orchestrato tutto alla perfezione, anche il finale: una bella pillola amara, ma efficace! Carlo fissava soddisfatto la bottiglia di Cognac, il buon profumo e la bottiglia di vino lasciati dal genero.
Dai, Rosa, auguri per la Festa della Donna! E alla fine, il nostro caro Andrea è stato il primo a festeggiarti e non ti sei fatta mancare niente: spettacolo privato, una bella bevuta e anche il profumo nuovo, ora puoi metterti labito da sera e andare a teatro! disse Carlo, strizzando l’occhio mentre tirava fuori da sotto la cesta del pane due biglietti per lo spettacolo Le avventure di un Libertino.
Da allora, Rosa non si fece mai più vedere a casa di Giulia e Andrea senza preavviso e con un valido motivo; ma non si offese né con la figlia né col genero, anzi, apprezzò persino la creatività e la delicatezza della lezione.
Le distanze furono rispettate, nessuno rimase ferito, e Andrea poté finalmente godersi, dopo i suoi turni di lavoro, un riposo tranquillo, certo che la suocera Rosa non sarebbe più spuntata allimprovviso tra i suoi calzini.







