Manuel sta proprio uscendo di corsa dallappartamento quando, dalla sua stanza, risuona il trillo squillante del telefono. Non ne ha proprio voglia di tornare indietrogli amici lo stanno già aspettando giù, davanti al portone. Pochi minuti fa ha lasciato a terra il pallone e lo aspetta una partita decisiva sul campetto dietro casa, a Milano. Rimane fermo sulla soglia sperando che il telefono smetta da solo, ma quello continua, cocciuto, a trillare.
Ma chi sarà mai? borbotta irritato, e corre nella stanza senza neppure togliersi le scarpe.
Afferra la cornetta, già pronto a sentire qualche commissione della mamma o le solite domande insistenti della nonna: Hai mangiato dopo scuola? Ti sei lavato le mani? E tutte quelle cose che tanto preoccupano gli adulti.
Pronto, sbotta stizzito.
Pronto! Manuel? dalla cornetta giunge la voce di un uomo sconosciuto.
I miei non sono in casa, risponde subito, pronto a mettere giù, convinto che stiano cercando suo papà o sua mamma, ma la voce lo blocca.
Manuel. Ascoltami, ti prego. Non chiudere. È molto importante, la voce tace un secondo, poi riprende. So che non mi crederai, ma ascoltami bene. Prendi subito una penna e annota tutto quello che ti dico. Ho pochissimo tempo per spiegarti. Io sono te, ma dal futuro. Capisco che sia difficile crederci, ma ti prego, fai come dico. È urgente. Hai preso una penna e un foglio?
Manuel è un ragazzo educato, e solo questo gli impedisce di riagganciare subito. E poi ha sempre sentito dire dalla nonna che coi pazzi non si discute: li si ascolta, poi si fa come si vuole. Che quelluomo sia fuori di testa, non ha proprio dubbi. O magari vuole solo fare uno scherzo. Anche lui e i suoi amici a volte chiamano numeri a caso e dicono: Ce lha lacqua? Allora riempia la vasca! Stiamo portando un elefante a fare il bagno. Così, cose del genere. Ridono un sacco. Perciò decide di stare al gioco, tanto per vedere dove vuole arrivare lo scherzo se di scherzo si tratta.
Ho preso, risponde serio. Nel futuro ho un mio iPhone?
Un iPho… la voce esita. Manuel! Non sto scherzando. Se mi ascolti e scrivi tutto subito, avrai il tuo iPhone e molto di più.
Va bene, scrivo, Manuel tiene la cornetta con una mano, mentre laltra scorre distrattamente sul vetro della finestra e dà unocchiata ai ragazzi che lo attendono.
Meglio finirla in fretta, tanto più che la voce dal futuro ha detto di non avere molto tempo.
La voce inizia a snocciolare date e anni. Gli consiglia di star lontano da una certa Lucia che conoscerà alle medie e, soprattutto, di non avvicinarsi mai alla catena Cirio Finanza. Di comprare, poi vendere degli euro, per poi ricomprarli, senza spiegare bene il motivo. Parla di crolli di borsa, delle slot machine, della crisi immobiliare, delle criptovalute, bitcoin, e tante altre cose misteriose…
Hai scritto tutto? chiede la voce.
Tutto quanto.
Conto su di te. Conserva questo foglietto come fosse una mappa del tesoro. Non mostrarlo mai a nessuno e non perderlo. La voce carica di speranza, poi solo il segnale intermittente nella cornetta.
Manuel riposiziona la cornetta e si precipita giù nel cortile. La sera, quando rientrano i suoi, si ricorda di quel bizzarro episodio e lo racconta a mamma e papàdelluomo che ha detto di chiamarsi Manuel, ma dal futuro.
Non parlare mai con gli sconosciuti, dice papà serio. Soprattutto se ti promettono guadagni con gli euro. Avverti subito che chiami i Carabinieri e metti giù.
Giusto, conferma mamma. E poi, cosa dovremmo farcene di tutti questi euro?…
***
Col tempo, Manuel dimentica la strana telefonata. Le preoccupazioni da ragazzino lasciano poco spazio a crolli della borsa e bitcoin. Anni di scuola, spensieratezza, nessuna crisi. Fino allottavo anno, quando nella sua classe arriva una nuova ragazza, bellissima agli occhi di Manuel. Si chiama Isabella. Anche se studia in una sezione diversa, suscitano subito simpatia reciproca. Bigliettini timidi, accompagnamenti innocenti a casa, tutto si trasforma in qualcosa di più grande.
Dopo il servizio militare, Manuel e Isabella si sposano. Gli anni Novanta sono turbolenti: lillusione della ricchezza e del benessere cede subito alla realtà fatta di sacrifici, crisi su crisi. Manuel vorrebbe comprare a Isabella gli stivali tanto reclamizzati in tv, ma alla fine dei conti non basta nemmeno per delle pantofole. Il monolocale acquistato con il mutuo pesa ogni giorno.
***
Manuel ora si siede su una panchina del parco, stappa una birra dal sacchetto e beve con cautela. Poi si accende una sigaretta, lo sguardo perso tra la gente e le strade di Milano. Non si accorge nemmeno quando, accanto a lui, si siede un uomo anziano, occhiali spessi e una vecchia ventiquattrore in pelle.
Posso sedermi? domanda con educazione mentre si accomoda già vicino.
Manuel lo guarda distrattamente e risponde solo con un cenno, prendendo un altro sorso dalla bottiglia di plastica.
Oggi sembra tutto grigio, commenta lanziano, quasi fra sé e sé.
Come la vita, risponde Manuel.
Ma non trova curioso? si volta allora luomo Che solo col passare degli anni si affacciano le giornate grigie. Se guardo allinfanzia, ricordo sempre il sole. Le primavere coi ruscelli, le estati profumate derba, autunni di colori, inverni che crocchiano sotto le scarpe. Mai una giornata grigia, in ricordo.
Da bambino non hai pensieri, osserva Manuel. È quello che tinge tutto di grigio, da grandi. Chi avrebbe mai pensato, da piccolo, che mi sarei ritrovato così?
Così, senza sapere esattamente come, Manuel si sfoga con quelluomo anziano dagli occhiali spessi, raccontando delle sue speranze ormai svanite, degli scivoloni della vita. Della truffa della Cirio finanza, delle sale slot al posto delle sale giochi. Ovunque si giri una promessa di felicità immediata che si trasforma in rate sul conto corrente. Alla fine Isabella lo ha lasciato, scappando con un altro uomo sulla Riviera Ligure. Ora vive alla giornata, tira avanti come può.
Ma adesso mi hanno suggerito una bella dritta, si anima Manuel. Ho comprato un corso su internet, si chiama Mentalità da Milionario. Dice che se investo in criptovalute, guadagno il 500% ogni settimana. È sicurissimo, dice sognante. Ho scoperto che finora ho solo sbagliato metodo.
Mi dica, lanziano lo guarda tra le lenti Lei che studi ha fatto? Che lavoro fa?
Lavorare è da sfigati, ribatte Manuel bevendo un altro sorso I soldi bisogna saperli fare. Basterebbe conoscere il futuro, investire nel momento giusto…
Restano qualche minuto in silenzio. Manuel sogna ad occhi aperti guadagni a sei zeri, mentre luomo riflette.
Quindi, riprende lanziano, pensa che basta conoscere le cose in anticipo e poi la vita si sistema?
Certo, risponde Manuel subito.
Allora è la persona giusta per sperimentare il mio ultimo progetto, dice luomo con un sorriso. Estrae dalla ventiquattrore un vecchio telefono con il disco Sa, cè una teoria che dice che il tempo non è né lineare, né ciclico. È tutto contemporaneo.
Non capisco, confessa Manuel.
Come spiegare… si toglie gli occhiali, si stropiccia la fronte. Non cè né passato, né futuro. Tutto accade nello stesso momento. Ora, lei esiste in ogni fase della sua vita: passato, presente e futuro. Tutto insieme.
Non ci arrivo, scuote la testa Manuel.
Poco importa, luomo gli passa il telefono. Con questo si può chiamare sé stessi nel passato. Funziona, anche se solo con un salto di quarantanni. Lo so, sembra assurdo. Io ci ho già provato. Ho solo chiesto che anno era. Immagino la faccia mia di allora! Eppure non ho nessun ricordo dellevento. Come si modifica il presente se tocchi il passato? Si ripete da capo o cambia tutto?
Manuel pensa, ovviamente, che il tipo sia matto. Ma daltra parte, su internet cè gente che dice cose anche più assurde e ci guadagna bene. Forse hanno tutti scoperto davvero qualche segreto delluniverso, e magari lo insegnanopagando. Solo chi non vuole provare li definisce truffatori e poi va a stringere bulloni in fabbrica. Ma Manuel è diverso.
Proviamoci! accetta con entusiasmo.
Si ricorda il suo numero di casa? E, se il destino collabora, quarantanni fa a questora dovrebbe essere appena tornato da scuola.
Manuel ricorda ogni singola cifra. A quellora, quarantanni prima, doveva essere proprio in casa. Prende il telefono, solleva la cornetta e inizia a comporre il numero, deciso.
Non dimentichi: avrà solo pochi minuti, avverte luomo. Manca energia, la batteria regge poco. Non mi prendo responsabilità per quello che succede dopo.
Ce la faccio, Manuel annuisce e chiama. I toni di attesa durano uneternità. Dai, papà, se non è una bufala adesso aggiustiamo tutto.
Quando ormai è pronto a rinunciare, qualcuno risponde.
Pronto, la voce di un bambino, infastidita, risponde. È il sé stesso di quarantanni fa.
Pronto! Manuel? lemozione fa sudare le mani a Manuel adulto.
I miei non sono in casa, risponde il piccolo Manuel. Ma ladulto si affretta prima che metta giù.
Manuel. Ascolta. Non mettere giù, ti prego. È fondamentale, Manuel esita, poi ritrova la voce. So che è strano, ma sono tu, dal futuro. Devi prenderti un foglio e scrivere quello che sto per dirti, non abbiamo tempo. Hai carta e penna?
Sì, risponde il piccolo. Ma nel futuro ho almeno un telefono tutto mio?
Altroché se ce lavrai, trattiene uno sbuffo Manuel Se scrivi tutto ora, ti arriva liPhone e pure di più.
Dai, scrivo, risponde il giovane Manuel.
Ladulto inizia a raccontare tutto quello che ricorda: di come tornò dal servizio civile nel 93 trovando un buon lavoro, ma che la gioventù lha portato a sperperare tutto insieme a Isabella. Gli spiega di diffidare di Lucia, di investire tutti gli stipendi in euro, poi di venderli e ricomprarli in date precise (soprattutto prima del mercoledì nero del 94!). Di non farsi mai tentare dalle slot e dai casinòmeglio, piuttosto, provare a investire lì con gli amici. Di tenersi alla larga dalla Cirio Finanza, di investire in case finché sono accessibili. Nel 2009, di buttarsi quanto può nelle criptovalute. Di tutto quello che può, in quei pochi minuti.
Hai scritto tutto? chiede infine.
Tutto, risponde il piccolo.
Tieni questo foglio come fosse la mappa di un tesoro: non mostrarlo mai, mai perderlo Manuel vorrebbe continuare, ma la linea si interrompe.
***
Il giovane Manuel, ovviamente, non ha scritto niente. Ha solo aspettato che quel tizio finisse con i suoi vaneggiamenti, ha rimesso giù la cornetta ed è corso giù a giocare. Se era uno scherzo, non era poi così divertente.
Meglio comunque raccontarlo stasera ai miei, non si sa mai, pensa mentre esce sotto il sole, verso il campo da calcio.







