Insieme al mio ragazzo abbiamo affittato una stanza presso una signora anziana qui a Bologna. Viviamo con lei da otto mesi ormai.
Condividiamo il frigorifero, ma il suo ripiano è sempre vuoto. Lunica cosa che tiene lì è una pentola con fiocchi davena cotti nellacqua. Il sapone è quello da bucato, lolio solo il più economico e dal cattivo odore. Le sue scarpe fra lingresso erano tutte rattoppate. Lappartamento urlava povertà da ogni angolo.
La nostra padrona di casa non si intromette mai nei nostri affari, dalla mattina alla sera è fuori per le strade, raccoglie lattine o attacca manifesti. Ogni domenica la nonna fa festa con la frutta invenduta e mezza marcia recuperata al mercato.
Mi faceva una pena infinita. E quando qualcuno andava a trovarla, mi veniva quasi da piangere per lingiustizia.
Hai preparato i soldi? chiede una donna intorno ai 45 anni, entrando con le sue chiavi.
Sì, figlia mia, ecco, prendi risponde la nostra padrona di casa.
Sono troppo pochi. Domani vengo con mia figlia.
Di chi sono questi vestiti? Hai ospiti?
Ho affittato una stanza, devo pur vivere, ti do tutta la pensione cerca di spiegarsi la pensionata.
Ah sì? Allora ora vado a conoscere i tuoi inquilini. Chissà che tipi sono e apre la nostra porta senza chiedere permesso.
Ecco, guarda un po chi cè qui?
Quella irruzione improvvisa nel nostro spazio pagato mi ha lasciato di stucco:
Signora, chiuda pure la porta da quellaltra parte, per favore!
E chi sei tu per dirmi cosa fare? Guarda che la casa è mia! Ora mi pagate qui, questo è il mio numero di cellulare, e qui trovate lIBAN. La donna entra in stanza con le scarpe, poggia due fogli sul tavolo. E non fate ritardi con i bonifici, altrimenti vi sbatto fuori! Quando hai pagato lultimo affitto?
Figlia, lasciali stare ti prego. Il debito della luce lho pagato usando i soldi dellaffitto, se no me la tagliavano. Come farei senza luce? la nostra padrona quasi scoppia in lacrime.
Non prendere più soldi da loro, manda tutto a me, chiaro? È deciso. Domani passo con mia figlia.
La donna se ne va, e la signora si siede sulla sedia in corridoio e piange in silenzio. Mi avvicino, labbraccio e provo a consolarla:
Su, non piangere, tutto si aggiusta.
Mi fai un po di tè, per favore?
Non avevo mai visto il tè della signora, si preparava le foglie di lampone e ribes che aveva appese in mazzetti in cucina.
Prende la tazza e comincia a raccontarmi:
Ho cresciuto mia figlia da sola, mio marito un giorno è uscito e non è più tornato. Ci ho messo tutta lanima, ma lei è cresciuta presuntuosa, sempre a caccia di uomini. Si è sposata tardi, a 35 anni, e mi ha dato una nipotina. Ma il genero è tirchio e avido. Così ho iniziato ad aiutarli economicamente.
E poi, il mio aiuto volontario è diventato obbligo. Mia figlia si prende la pensione, se non la do non posso vedere la nipote. Pensavo di riuscire a mangiare almeno qualcosa affittando la stanza, ma ora vuole pure quei soldi. Che figlia ho cresciuto?
Scoppia a piangere perdendo di vista la tazza. E mi si stringe il cuore.
Adesso vuole spostarmi dice vendere questa casa e mettermi in un alloggio popolare in periferia, o magari sbattermi per strada. Inizia a dirlo sempre più spesso. E se mi oppongo, mi minaccia ancora con la nipote. Ma venderei anche questa casa, pur di continuare a vedere la mia piccolina.
Quando il mio ragazzo torna dalluniversità studia legge al quarto anno gli chiedo se può fare qualcosa per la signora.
Abbiamo parlato coi vicini, che avevano sentito urlare la figlia contro la madre per i soldi. Li abbiamo coinvolti come testimoni, poi abbiamo aiutato la signora a depositare unistanza in tribunale per poter vedere regolarmente la nipotina.
Le abbiamo consigliato anche di farsi fare delle certificazioni mediche, nel caso la figlia inventasse qualcosa.
Alla fine abbiamo vinto la causa: ora la nonna può vedere la nipote legalmente, una volta ogni due settimane per tre ore. La sua pensione non è più necessaria, la figlia non può più ricattarla. La signora ha ricominciato a comprare carne, la frutta fresca non manca più in casa. La aiutiamo anche coi piccoli lavori di manutenzione, almeno a ridipingere e a cambiare le tappezzerie di trentanni fa.
Per ringraziarci, non vuole più prendere soldi da noi per la stanza, ma comunque glieli lasciamo di nascosto.
Ma come si fa a comportarsi così con la propria madre? Portarle via anche la piccola pensione, senza pensare a cosa possa mangiare la donna che ti ha dato la vita? Una tale ingratitudine verso sua madre.
Amate i vostri genitori! Siete qui solo grazie a loro!





