Oggi, al matrimonio, la suocera mi ha passato un biglietto e, senza pensarci, sono scomparsa dalla porta di servizio per quindici lunghi anni.
Il mio sguardo rimaneva incollato alla suocera, il volto di chi sembra aver appena visto un fantasma. Una piccola busta tremava tra le sue mani, gli occhi fissi in unespressione di panico. La musica alta della sala da ballo nella vecchia villa sopraffaceva ogni altro suono, rendendo la nostra conversazione assolutamente riservata.
—
Caviale rosso a prezzo stracciato dal produttore
Delizie del Gusto
Perché limitarsi a leggere le notizie, se si può guadagnare su di esse?
Commercio Rudkovsky
Acquistando due vasetti il vasetto da 500g è in regalo
Delizie del Gusto
Perché tutti comprano qui? Perché è incredibilmente buono e conveniente!
Delizie del Gusto
—
Era una luminosa mattina di maggio, dove tutto doveva essere perfetto. La antica villa della famiglia di Lorenzo, il mio fidanzato, si stava preparando a ospitare una folla di invitati. I camerieri sistemavano con destrezza i bicchieri di cristallo, laria profumava di rose fresche e prosecco di qualità. Ritratti costosi in cornici imponenti sembravano osservare silenziosi la scena.
«Ginevra, hai notato che Lorenzo è strano oggi?» sussurrò la suocera, guardandosi intorno nervosamente.
Strinsi il naso. Lorenzo era davvero teso da ore. Ora era allestremità della sala, con il telefono allorecchio, il volto immobile come una maschera.
«Solo nervi da sposo», tentai di sdrammatizzare, sistemandomi il velo.
«Guarda questo. Adesso», mi porse la busta e sparì tra gli ospiti, ritrovando subito il suo solito sorriso di circostanza.
Nascondendomi dietro una colonna, aprii in fretta il biglietto. Il cuore mi balzò in gola.
«Lorenzo e la sua società intendono sbarazzarsi di te dopo il matrimonio. Sei solo un ingranaggio del loro piano. Conoscono leredità della tua famiglia. Scappa se vuoi restare viva».
Il primo pensiero fu quello di prendere in giro la suocera con una burla. Ma poi ricordai le conversazioni sospette di Lorenzo, interrotte ogni volta che apparivo, il suo recente distacco
Il mio sguardo incrociò Lorenzo dallaltra parte della sala. Terminò la telefonata e mi guardò. Nei suoi occhi cera la verità: un estraneo con uno sguardo calcolatore.
«Anya!» gridò lamica della sposa. «È il momento!»
«Un attimo! Vado al bagno!»
Attraversai il corridoio di servizio e corsi fuori, togliendomi le scarpe. Il giardiniere alzò un sopracciglio, ma io gli feci solo un cenno: «La sposa ha bisogno daria fresca!».
Fuori dal cancello presi un taxi. «Dove andiamo?» chiese il conducente, incuriosito. «Alla stazione. Sbrigati». Lanciai il cellulare fuori dal finestrino: «Il treno parte tra mezzora».
Unora dopo ero già sul treno per Bologna, vestita con gli acquisti di un chiosco della stazione. Un solo pensiero mi tormentava: poteva davvero accadere tutto questo?
Tornata alla villa, immaginai il panico che doveva aver invaso gli ospiti. Mi chiesi quale storia avrebbe inventato Lorenzo: il compianto sposo o il suo vero volto?
Chiusi gli occhi e cercai di dormire. Davanti a me si apriva una nuova vita, incerta ma sicura. Meglio essere viva e nascosta che una sposa morta.
Quindici anni di pratica al caffè perfetto mi avevano salvata.
«Il tuo cappuccino preferito è pronto», posai una tazza davanti a un cliente abituale in un piccolo bar ai margini di Bologna. «E una muffin ai mirtilli, come al solito?».
«Sei troppo gentile, signora Silvia», sorrise il professore anziano, uno di quelli che frequentano il nostro caffè ogni mattina.
Ora ero Silvia. Ginevra era svanita nel passato, insieme al vestito bianco e ai sogni infranti. Avevo speso una fortuna per nuovi documenti, ma ne era valsa la pena.
«Novità dal mondo?» chiesi indicando il tablet del professore, dove scorreva lultima notizia.
«Un altro imprenditore è finito nelle mani della giustizia. Ti suona il nome Lorenzo Valerio Romano?».
La mia mano tremò, la tazza tintinnò leggermente contro il piattino. Sullo schermo comparve il volto di Lorenzo, più invecchiato ma ancora impeccabile.
«Il capo del Gruppo Romano è sotto inchiesta per frodi finanziarie», leggevo. In piccolo: «Continuano le indagini sulla misteriosa scomparsa della sua sposa quindici anni fa».
«Marta, ti rendi conto di quello che stai dicendo? Non posso semplicemente tornare!».
Camminavo per il piccolo appartamento, telefono allorecchio. Marta, lunica a cui avevo confidato la verità, mi parlava con urgenza:
«Silvia, ascolta! La sua azienda è sotto stretta sorveglianza, è vulnerabile. È la tua occasione per riprendere in mano la vita!».
«Che vita? Quella di una ragazza spensierata, quasi vittima di un assassino?».
«No, quella di Ginevra Vitali Sokolova,






