Il mese scorso è stato il compleanno di mio figlio. Gli ho detto che sarei venuta come ospite.

Ho cresciuto tre figli maschi. Chiunque abbia avuto in casa quattro uomini capirà sicuramente cosa sto cercando di dire. Non riesco a comprendere come si possa tornare a casa e trovare la cena o il pranzo non pronti, o vedere le cose sparse per tutta la casa. Ora ho 52 anni e ho sempre pensato che la donna dovesse essere il cuore della casa, creare un ambiente accogliente e sicuro dove luomo possa desiderare di rientrare. Ma non credo che mia nuora la veda nello stesso modo.
Il mio figlio maggiore, due anni fa, ha deciso di sposarsi e, dopo nove mesi, è nata la loro bambina. Mio figlio aveva allora ventotto anni, sua moglie, Martina, venti. Martina stava ancora finendo luniversità, ma nemmeno la differenza di otto anni spaventava mio figlio.
Durante la gravidanza, mia nuora aveva un carattere difficile: ogni giorno mandava mio figlio a fare la spesa per i suoi desideri. Al mattino voleva mele, poi arance, poi magari dei fiori freschi. Mio figlio non si lamentava mai, anzi, cercava sempre di accontentarla in tutto. Speravamo che, con la nascita della bambina, la situazione sarebbe cambiata. Invece, tutto è rimasto uguale.
Martina ha allattato la piccola per due mesi e poi basta. Un giorno ha detto a mio figlio di essere stanca per le notti insonni e di voler riposare un po. Mio figlio, che è cresciuto come un ragazzo molto comprensivo e con un cuore grande, mi ha chiesto una mano con la nipotina. Certo, non potevo dirgli di no.
Così, mentre io mi occupavo della bambina, Martina passava le sue giornate nei centri estetici o in giro per la città. Quando tornava a casa, non aveva mai voglia di cucinare qualcosa per mio figlio, che era appena rientrato dal lavoro. Ho passato tutta la settimana a casa loro, accudendo la bambina dalla mattina alla sera. Martina si era abituata a dormire fino a mezzogiorno, vivendo completamente secondo i suoi capricci. Ogni responsabilità era ricaduta su di me.
Dopo un mese, ero esausto e le ho detto che dovevo tornare a casa mia. Lei si è innervosita. Mi rendevo conto che Martina non era ancora preparata davvero alla vita adulta, così ogni tanto tornavo a trovarli, ma ogni volta trovavo la casa in totale disordine e il frigorifero vuoto.
Era troppo pigra anche solo per preparare da mangiare alla figlia. Con tre figli alle spalle, un simile menefreghismo era davvero inaccettabile per me. Mio figlio era abituato a mangiare sempre qualcosa di cucinato in casa. Il mese scorso ricorreva il compleanno di mio figlio. Ho pensato di andare da loro, convinto che magari questa volta Martina avrebbe preparato qualcosa. Invece, ha ordinato la pizza e del sushi.
Davvero non capisco mio figlio, come fa ad accettare questa situazione, perché sopporta tutto questo? Temo che sia colpa del fatto che non hanno convissuto prima di sposarsi e quindi lui non si è reso conto comera fatta. Vedo che lui soffre in silenzio, senza mai affrontare la moglie.
Mi chiedo se ci sia qualcosa che io possa fare, perché Martina finalmente si comporti come una moglie e una madre. Temo solo di ferire mio figlio intervenendo troppo. So bene che dovrei rispettare le sue scelte. Ma mi è impossibile restare a guardare senza fare nulla. Tutte le nuore sono così?
Se qualcuno mi chiedesse un consiglio in una situazione simile, suggerirei di parlare con calma e senza giudizio, cercando il dialogo e la comprensione. Ho imparato che le differenze generazionali e culturali si sentono ancora di più in famiglia: bisogna imparare ad accettare, senza però dimenticare i valori su cui siamo cresciuti.

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