Povera pecorella
Ciao mamma, ciao papà! Marta piombò in casa una domenica mattina Mi sposo! Paolo mi ha chiesto di sposarlo e io ho detto sì subito, neanche ci ho pensato!
Madonna, Marta, quanto sei cresciuta esclamò Carmela, battendo le mani sorridendo e guardando il marito. Antonio, invece, rimaneva serio e in silenzio, come se ancora stesse digerendo la notizia.
Ma certo, cosa pensavi? continuò Marta, Ho finito gli studi, adesso lavoro a Firenze. Anche Paolo lavora già, allora abbiamo deciso di sposarci.
I genitori conoscevano bene Paolo, ragazzo di città, viveva a Prato con la madre. Era gentile ed educato, e ormai frequentava Marta da tempo; non erano contrari allidea di avere lui come genero.
Carmela e Antonio decisero di occuparsi dei preparativi della festa di nozze; abitavano in campagna, gestivano il loro podere. Paolo aveva risparmiato qualche euro, ma Antonio fu chiaro:
Paolo, quei soldi tienili da parte per la casa. Al matrimonio pensiamo io e la mamma, magari anche tua madre ci dà una mano.
La mamma di Paolo, Angela, fu sincera da subito:
Non ho soldi spiegò quasi sullorlo delle lacrime Ho cresciuto Paolo da sola, con il solo stipendio però magari per qualche regalo ci riesco.
Carmela non disse nulla per giudicare la consuocera, ma dentro di sé le nacque un istintivo disprezzo. Decisero di festeggiare il matrimonio in un ristorantino fuori città, senza esagerare, ma fu comunque una bellissima giornata.
Dopo le nozze, i ragazzi decisero di comprare un appartamento a Firenze con un mutuo; Carmela e Antonio aiutarono con la caparra, mentre Angela disse ancora una volta che era piena di debiti.
Così Marta e Paolo iniziarono la loro vita insieme, e poco dopo nacque la nipotina, Chiara. Carmela e Antonio ogni mese portavano qualcosa dal loro orto: latte fresco, ricotta, pomodori, zucchine.
A volte Carmela chiamava Angela:
Angela, perché non facciamo una colletta e prendiamo un bel regalo alla nipotina? Sta crescendo, le serve di tutto.
Eh, Carmela, guarda, per me è impossibile. Lo sai che vivo da sola rispondeva tra i sospiri e le lacrime.
Per il compleanno di Marta, i suoi genitori arrivarono dalla campagna carichi di prodotti: patate, carote, un bel pezzo di prosciutto. Angela regalò cinquanta euro, Carmela invece ne mise altri duecento senza battere ciglio. Non le pesava spendere per la figlia, ma dentro continuava a bruciare la rabbia di vedere laltra non muovere un dito.
Antonio, ma perché noi non ci neghiamo mai nulla per i nostri figli, mentre Angela non fa altro che lamentarsi e non aiuta mai? Sempre a piangersi addosso, è rivoltante sentirla. Nessuno oggi ha vita facile. Bisogna rimboccarsi le maniche e basta! Ti piacerebbe se avessi fatto come lei, sempre a lamentarmi e star ferma? E invece io lavoro come te Antonio ascoltava in silenzio, come era suo solito.
Carmela notava che Angela era sempre vestita bene, capelli in ordine, perfetta la manicure. Si chiedeva spesso dove trovasse i soldi, visto che diceva di non averne mai.
Ma una volta Antonio la sorprese con la sua risposta:
Beh, fa bene a prendersi cura di sé. La consuocera si tiene giovane, così sembra sempre più giovane della sua età Carmela rimase di sasso.
Quelle parole la fecero infuriare.
Certo, ha tutto il tempo! Sta in città, niente terra da lavorare, nessun orto. Facile prendersi cura di sé. Noi invece svegli allalba per dar da mangiare agli animali, poi si va nellorto, poi a casa… sfogava la sua rabbia, Prova tu a fare tutto Antonio, vediamo se ti va! Voglio vedere te a mungere le mucche e togliere le erbacce.
Antonio, di natura tranquillo, taceva sempre, aveva imparato che certi discorsi con sua moglie toccava lasciarli scorrere. Così la vita andò avanti: Carmela tirava avanti il podere, Antonio lavorava come autista e aiutava quando poteva.
Quando Chiara compì tre anni e iniziò lasilo, cominciò però ad ammalarsi spesso. Decisero che la consuocera, Angela, stesse un po con la nipotina per darle una mano.
Ci sto volentieri, tanto sono in pensione si offrì Angela.
Carmela esultò.
Finalmente la consuocera è utile!
Col tempo, però, Carmela notò che Antonio andava sempre più spesso a Prato.
Carmela, prepara un po di ricotta, le uova, delle patate fresche; le porto a Marta, che intanto devo andare in città a prendere un ricambio dauto. Così do unocchiata anche alla nipotina.
Carmela preparava tutto felice, orgogliosa di aiutare:
Nei supermercati costa tutto caro, almeno le portiamo roba sana.
Però Antonio ora rientrava sempre più tardi dalla città. Una volta ci andava solo per lauto o un po di spesa, ora invece si fermava da Marta e Paolo più a lungo.
Allinizio Carmela non ci fece caso, ma con il passare del tempo le venne un sospetto.
Madonna santa… ma Antonio allora si è invaghito della consuocera… devo indagare! Eh, questa mi fa le corna sotto il naso…
Alla prossima visita, quando Antonio preparava il cesto, Carmela disse con determinazione:
Antonio, oggi vengo anchio, mi manca troppo la nipotina. Devo vedere anche qualcosa nei negozi lo fissò negli occhi; lui rimase interdetto, acconsentì e basta.
Durante il viaggio Carmela notò che Antonio era giù di morale.
Che hai oggi? Sei triste?
No niente, solo un po di mal di testa biascicò lui.
Arrivati, fu Angela ad aprire la porta, truccata, vestaglia aperta, contentezza negli occhi ma quando vide Carmela, la faccia divenne gelida e chiuse subito la vestaglia.
Giocarono con Chiara, le portarono una bambola, lei mostrò i giochi, poi si addormentò e Angela propose:
Facciamo un tè, ragazzi Carmela e Antonio avevano portato anche una torta e mele fresche.
A tavola Carmela notò sguardi fin troppo allusivi tra la consuocera e Antonio, e lui ricambiava.
Avete capito, non si vergognano neanche davanti a me! Sicuro che sono già oltre ogni limite, pensava Carmela furiosa, ma rimase composta.
Scendo a fumare una sigaretta annunciò Antonio e uscì subito.
appena si trovò sola, Carmela senza mezzi termini disse:
Cara consuocera, basta fare la povera pecorella innocente. Ho capito dagli sguardi tutto quello che succede. So che mio marito non gira da queste parti solo per la nipote. Basta ammiccamenti. Se ti serve un uomo, trovane uno libero e sposalo. Il mio lasciamelo stare! Non ti vergogni a provarci col marito della consuocera? Se non la smetti, la prossima a venire qui a badare a Chiara sarò io. Non rovinare la vita a tuo figlio, smettila di fare la civetta con Antonio. Dovresti vergognarti.
Angela era rossa come un pomodoro, mai avrebbe creduto che la contadina la smascherasse così velocemente. Pensava che Carmela, tutta presa dal lavoro nei campi, non ci arrivasse mai. E invece…
Quando uscirono di casa, Carmela disse allaltra, col marito già davanti:
Non sono mica scema come pensi!
In macchina, Carmela si sfogò con Antonio:
Non ci vai mai più da solo! Ora ho capito tutto, e questa povera pecorella non oserà più farti gli occhi dolci. Le ho detto tutto.
Dai su Carmela, ti sbagli, non cè nulla, ti sei fatta dei film provò a difendersi Antonio.
Vabbè, allora tutto a posto. Ma basta andare a trovare donne sole in casa quando i figli lavorano! Se serve, la nipote la curo io. Tu pensa alle cose di casa. Non costringermi a ripetere!
La sera stessa, Marta chiamò arrabbiata:
Mamma, perché hai trattato così male la signora Angela? Ci sta aiutando con Chiara, le dobbiamo solo essere grate! E tu sei gelosa di papà Cosa cè di male se viene a vedere la nipotina?
Carmela si infuriò, capendo che la consuocera aveva già messo la nuora contro di lei.
Marta, sei ancora giovane, certe cose non le capisci. Ti piacerebbe se tuo marito passasse ore a casa di una tua amica senza dirti niente? Angela è adulta, dovrebbe capirle queste cose. Non è decoroso invitare sempre il marito di unaltra donna nella propria casa da sola. E ricordati, mamma ne hai una sola. Ricorda chi fa davvero tanto per te: tutto quello che avete lo dobbiamo al mio lavoro, non a tuo padre. Lui fa luomo. E se tua suocera smette di occuparsi di Chiara, ci penso io.
Mamma, scusami! Ho parlato sentendo lei. È arrabbiatissima con te, ne ha dette di tutti i colori.
Figurati! Mica gliele ho mandate a dire: sono stata chiara. Lei pensava davvero che fossi cieca Hai visto come si è ammutolita! disse Carmela.
Scusami, mamma, ora tutto ha senso. E Angela ha cercato di metterti in cattiva luce con me.
Da quel giorno Antonio si calmò e, se andava in città, avvisava sempre la moglie, spesso la portava con sé. Carmela lo seguiva volentieri: ogni scusa era buona per stare con Chiara. E Antonio, per sentirsi utile, adesso dava una mano in campagna alla moglie, le suggeriva di riposarsi un po più spesso, lavoravano insieme nellorto.
Un uomo impegnato non ha tempo per sciocchezze e impara a dare il giusto valore alla moglie! pensava Carmela sorridendo tra sé. E ora anchio ho trovato un po di tempo per me, per prendermi cura di me stessa. In fondo, perché dovrei essere da meno della consuocera?
Grazie per aver letto la mia storia, grazie a chi segue e sostiene. Un abbraccio a tutti! Buona fortuna e serenità!







