Una bambina a intrato in un ristorante. Ha visto un piatto con degli avanzi su un tavolo e ha iniziato a mangiare. Un cameriere l’ha notata. Si è avvicinato e, senza dire una parola, le ha tolto il piatto davanti. Una storia che va letta fino alla fine!
Chiara aveva 8 anni. Faceva parte di una famiglia con cinque fratelli. Suo padre li aveva abbandonati, e la mamma si sforzava ogni giorno di mettere qualcosa in tavola per i più piccoli. Ogni giorno era una vera lotta per la sopravvivenza nella famiglia di Chiara. Nonostante la sua giovane età, durante le vacanze e nei fine settimana Chiara andava spesso al mercato a dare una mano a una signora con la sua bancarella. Con quel poco che guadagnava aiutava volentieri la sua mamma.
Un sabato, verso ora di pranzo, Chiara tornava dal mercato. Sulla strada di casa passava davanti a una trattoria. I profumi della cucina erano così intensi e invitanti che ogni volta le veniva l’acquolina in bocca. A volte si fermava a guardare dentro dalle vetrate sognando di poter assaggiare almeno una volta quei piatti che profumavano di casa… E una fetta di torta al cioccolato, Dio mio, sembrava un sogno troppo grande persino per la sua immaginazione.
Quella volta, però, Chiara non resistette più alla tentazione. Timidamente aprì la porta del ristorante ed entrò. Con le scarpette consumate e i vestitini semplici si sentiva ancora più piccola della sua età. Ebbe un attimo di esitazione, voleva tornare indietro, ma vide un piatto con un pezzo di arrosto e delle patatine fritte lasciati su un tavolo. Il cibo aveva un aspetto così invitante, il profumo era irresistibile e Chiara non ricordava nemmeno lultima volta in cui aveva assaggiato della carne. Si sedette timida e prese le posate.
Non si rese conto che un cameriere la osservava già da quando era entrata. Luomo si avvicinò in fretta e, prima che la bambina riuscisse a portare la prima forchettata alla bocca, le tolse il piatto di fronte! Chiara, con gli occhi lucidi, guardò in su verso il cameriere, aspettandosi di essere sgridata o cacciata via. Invece, il cameriere, con uno sguardo gentile, si voltò e andò in cucina, lasciando Chiara confusa e impaurita.
Poco dopo, il cameriere tornò, portando con sé un vassoio pieno. Davanti a Chiara posò un piatto grande con del cibo caldo, una bibita fresca e, alla fine, proprio una fetta di torta al cioccolato, la sua dolcezza sognata. Gli occhi della bambina si illuminarono di stupore e gratitudine.
– Ho visto che volevi mangiare, le disse il cameriere con un sorriso sincero.
– Tutti meritano un buon pasto, specie una bambina.
Chiara non trovò le parole. Era sopraffatta dalla bontà di quelluomo sconosciuto che le stava dando una mano proprio quando non se laspettava.
Chiara mangiò qualche boccone del cibo che il cameriere le aveva portato. Poi si alzò, si asciugò le lacrime e andò verso di lui per ringraziarlo. Gli strinse la mano e con voce timida disse:
– Grazie, non dimenticherò mai la sua gentilezza. Per favore, può mettermi il resto in una bustina? Vorrei portarlo anche ai miei fratellini. La mamma ieri non ha avuto soldi per comprare il pane.
Il cameriere rimase senza parole. Un nodo in gola e gli occhi umidi dallemozione.
– Certamente, disse lui. Luomo andò in cucina e tornò con una borsa piena di vaschette con altro cibo.
– Tieni! Così anche i tuoi fratelli avranno un pasto caldo, disse porgendole la borsa.
– Grazie di cuore, signore. Come potrei sdebitarmi? rispose con commozione la bambina.
– Mi hai già regalato tu una lezione importante di vita, rispose lui.
– Non dimenticare mai: condividere ed aiutarsi a vicenda ci rende tutti migliori. È così che si rende il mondo un posto più bello, aggiunse il cameriere.
Chiara lasciò il ristorante non soltanto con la pancia piena, ma con una preziosa lezione nel cuore. Quella giornata le cambiò la visione sulle persone e sul mondo, piantando anche in lei il seme della compassione e della generosità.
Da quel giorno, ogni volta che poteva, Chiara pensava al cameriere generoso e cercava di aiutare e regalare sorrisi a chi aveva vicino, facendo girare nel mondo la lezione ricevuta in un sabato come tanti, in una trattoria lungo la sua strada di casa.







