Sei più benestante degli altri, quindi i tuoi regali dovrebbero essere allaltezza, borbottava la suocera.
Era una tranquilla serata a Milano quando mi abbandonai sul divano accanto a mia moglie, Bianca.
Cosa regaliamo a tua madre? Sono veramente senza idee, le dissi, pensieroso.
Bianca sospirò. Scegliere un regalo per mia suocera era sempre stato un dilemma.
Il rapporto con Giulia Bellini era stato teso fin dallinizio.
Avevo compreso subito la sua freddezza e, per questo, io e Bianca avevamo deciso di mantenere una certa distanza.
Tra noi e lei, nessuno aveva alcun debito. Solo qualche rara telefonata e le festive in comune, ma solo se piacevano a tutti, rappresentavano lunico contatto.
Quellanno Giulia aveva deciso di organizzare una grande festa per il suo compleanno tondo, invitando quasi tutta la famiglia, compresi noi due giovani sposi.
A proposito, mamma ha detto che sarebbe felice per qualsiasi regalo, mi venne improvvisamente in mente.
Lo dice sempre, poi fa la schizzinosa, ricordò Bianca aggrottando la fronte. Tua sorella può regalarle quello che vuole, ma noi no!
Ricordo bene tutte le volte che Giulia si era mostrata delusa per i nostri regali.
Ricordi lultimo giorno della mamma? Le abbiamo preso un set di cosmetici di lusso. Come ha reagito? Con le lacrime agli occhi e accusandoci di considerarla vecchia e trascurata, sospirò Bianca. Quale dei nostri regali ha mai davvero apprezzato? Solo oro o elettronica, perché il loro valore è immediato.
Forse la chiamo direttamente per chiederle cosa vuole, proposi, esitante.
Fai come vuoi, rispose Bianca scrollando le spalle.
Composi il numero di mia madre, sperando che stavolta mi desse un suggerimento concreto.
Figlio mio, non mi manca nulla. Il vostro arrivo sarà già un regalo, mi rispose Giulia timidamente.
Mamma, sei sicura? Non ti arrabbierai poi con noi?, insistetti.
No, certo che no! Mi fa piacere qualsiasi piccolo pensiero, rise, e decisi allora di tenermi a questa risposta.
Mamma dice che possiamo regalarle ciò che vogliamo, riferii a Bianca.
Bianca mi guardò con diffidenza. Non si fidava delle parole di mia madre.
Ma, siccome insistevo per fare un regalo di mia iniziativa, lei cedette.
Propongo un robot aspirapolvere, così non deve più faticare in giro con il vecchio aspirapolvere, disse Bianca, dopo aver fatto i conti col nostro budget.
Così decidemmo. Comprammo a Giulia Bellini un robot aspirapolvere da oltre mille euro e andammo alla festa con il cuore leggero.
La festeggiata ci accolse con il sorriso, ma il volto le si rabbuiò quando vide la scatola del robot.
E questo?, mormorò con un lungo sospiro. Mettilo pure in camera, figliolo.
Bianca rimase di sasso per diversi minuti, delusa che Giulia non avesse apprezzato il nostro regalo.
Poco dopo arrivarono anche mia sorella e suo marito. Lei corse ad abbracciare la mamma, esclamando felice:
Mamma, questo è per te!
Grazie, cara! Siete eccezionali!, gridò Giulia stringendo a sé la figlia.
Bianca era curiosa di scoprire il regalo che aveva tanto entusiasmato sua suocera.
Con stupore vide che si trattava di un semplice set di cosmetici da dieci euro preso al supermercato.
Guardai Bianca, anche lei aveva visto cosera il regalo della sorella.
Dal mio sguardo, Bianca capì che ero irritato per la reazione di mia madre.
Per ore mi trattenni, finché Giulia non tornò a lodare il regalo di mia sorella. Allora scoppiai:
Mamma, possiamo parlare un momento?
Cosa cè che non va?, mi chiese avvicinandosi. Qualche problema?
Sì, mamma! Ti ricordi cosa mi hai detto riguardo al regalo?, domandai, pieno di amarezza.
Sì, me lo ricordo.
Allora perché hai trattato il nostro regalo con tanta indifferenza mentre ti sei esaltata per questo set economico?, chiesi, ferito. Non dirmi che me lo sono immaginato.
Non lo dirò. Voi siete più ricchi di Martina e quindi è naturale che i vostri regali debbano essere diversi, bofonchiò infine Giulia.
E che dovremmo regalarti secondo te? Cose di scarso valore? Dobbiamo forse allegare lo scontrino così sei sicura del prezzo?, sbottai, aggrottando la fronte.
Ecco, ci risiamo, tagliò corto, lasciando intendere che voleva chiudere la questione. Se il regalo di Martina mi piace di più, che ci posso fare?
Perché non conosci il prezzo del nostro?, la provocai. Così per dire, costa oltre mille euro!
Così tanto?, rispose Giulia fingendo sorpresa.
Capì subito come uscire da quella situazione spiacevole.
Vedi, mi entusiasmo per i regali di Martina perché rispecchiano le sue possibilità, mentre voi fate solo il vostro dovere, accusò improvvisamente.
Mamma, ma parli sul serio?, esclamai portandomi le mani ai capelli.
Sembro uno che scherza? Con quello che guadagnate, sarebbe stato più gradito un weekend alle terme, replicò lei con fierezza.
Rimasi talmente stupito dalle sue parole che la fissai per lunghi secondi.
Credi davvero che i soldi per me e Bianca piovano dal cielo?, balbettai una volta ripresomi.
La discussione attirò anche Bianca e mia sorella Martina, che si fermarono sulla soglia a guardarci sbalordite.
Martina, capito subito il motivo del litigio, si schierò con la mamma.
Mamma non aveva bisogno di un robot aspirapolvere, voleva un umidificatore nuovo. Il suo si è rotto tre giorni fa. Se vi foste interessati un minimo, lo avreste saputo, disse rimproverandoci.
Ho chiesto espressamente che regalo preferivi!, sibilai con i denti stretti. Adesso basta regali! Noi ci impegnamo, ma tu hai solo lamentele. Il robot non va bene, lumidificatore sarebbe stato meglio! Scusa se non siamo riusciti a leggerti nel pensiero! Andiamo, Bianca., dichiarai, rivolgendomi a mia moglie.
Giulia scoppiò in lacrime e, mentre Martina cercava di calmarla, io e Bianca uscimmo dalla casa con il cuore pesante.
Così mantenni la promessa fatta a mia madre. Per non dover più sopportare certe figure, decisi di non andare più a feste di famiglia, risparmiandomi grattacapi inutili.
Da questa storia ho imparato che spesso nei rapporti familiari non conta quanto spendi, ma quanto ascolti davvero i bisogni degli altri. E soprattutto, nessun regalo, nemmeno il più costoso, può colmare certe distanze del cuore.







