Lamante di suo marito era bellissima. Se fosse stata un uomo, forse avrebbe scelto proprio una donna così.
Conoscete quel tipo di donne dal portamento fiero, che sanno bene quanto valgono? Camminano erette, ti guardano dritte negli occhi, ascoltano davvero quello che dici. Non hanno mai movimenti nervosi, non devono scoprire spalle o décolleté per farsi notare. Sono regali, tranquille e mai in preda al panico.
Anche lei, se ne fosse stata capace, lavrebbe scelta. Così diversa da sé stessa.
Perché lei invece comera? Sempre di corsa, a sgridare figli e marito, le cadeva tutto dalle mani. Non faceva mai in tempo, al lavoro era sommersa e il capo sempre insoddisfatto. Gonne e vestitini diventati un ricordo, portava sempre pantaloni e felpe. Stirare una camicetta? Una fatica. Aveva quasi dimenticato come fosse mettere mano su quei volant e quelle rouche. Per fortuna la lavatrice e la nuova asciugatrice facevano quasi tutto, e il ferro da stiro rimaneva lì, praticamente inutilizzato.
Lamante però, era uno splendore. Figura, portamento, gambe, capelli castani lucenti, occhi profondi tutto in lei faceva mancare il respiro!
Da quando laveva scoperta anzi, vista con i suoi occhi non riusciva più a rilassarsi, come se trattenesse il fiato da allora. Era successo per caso, durante una commissione lavorativa in un quartiere lontano di Firenze. Affamata, era entrata in una trattoria per un panino veloce. Il locale era gremito, ma un tavolino dangolo era libero. Si sedette, prese in mano il menù, alzò gli occhi No, non si era sbagliata. Riconobbe subito suo marito, anche da dietro. E vide lei.
Lui le teneva le mani tra le proprie, le baciava le dita. Che scena stucchevole, pensò. Una scena da romanzo rosa, le tue mani profumano di basilico, o qualcosa di simile. Ma la donna era davvero bella. Oggettivamente bella.
Quella sensazione sembrava quasi quando ti bruci: guardi la pelle arrossata e sai che tra qualche secondo inizierà a dolere fortissimo. Per qualche attimo vivi nellattesa di quel dolore, inizi perfino a soffiare per cercare di alleviare quello che ancora non è arrivato.
Avrebbe dovuto fare male. Invece dentro: solo vuoto. Niente.
Il marito era rientrato in orario, come sempre. Lui era lequilibrio fatto persona: sempre tranquillo, gesuitico, con il suo buon umore pronto. Lei invece scattava per un nonnulla, sempre a rincorrere il tempo, a spingere tutti. Lui, un perfetto sanguigno: calmo, solido, ironico.
Le sarebbe servita la sua ironia quella sera. Ma la sua non bastava in quella situazione.
Per tutto il pomeriggio aveva voglia di chiedergli, con tono neutro: E allora, come sta la tua amante? Vi ho visti ieri allAntica Trattoria. Davvero notevole, la capisco. Forse neanchio avrei resistito.
E vederlo sudare, arrossire, tentare di mantenere la calma.
Avrebbe continuato: Allora che si fa? Presenta ai bimbi la nuova mammina? E io, dove andrò a vivere? O la porti da noi?
Non disse nulla del genere. A letto, lui come sempre labbracciò, la attirò a sé e si addormentò in pochi minuti.
Forse non cè ancora stato niente tra loro pensò spostandosi sul proprio lato del letto. E rise piano, senza suono. Ecco, ora ragionava come una donna tradita che preferisce credere daver visto male.
Forse davvero non cera stato ancora sesso. Magari quella era solo la fase iniziale, la simpatia, le parole sulla stessa lunghezza donda. Ma lui, che bravattore! Non una parola, non un muscolo tradiva.
Si rigirava nel letto, sonno a pezzi, sogni confusi dincensi, fiori accesi e amanti in abiti vermigli.
La mattina si era svegliata con la testa pesante, movimenti lenti, i ragazzi preparati per la scuola senza tanti rimproveri o parole.
E continuava a pensare: che si fa ora? Cosa fanno, di solito, le donne italiane che colgono il marito con laltra? Cercare su internet?
Google non laiutava. E lei non aveva risposte. Provare a vivere come sempre?
Cosa cera da provare? Alla fine già lo faceva. La solita routine: lui rientra puntuale, niente rossetto sul colletto, nessun profumo estraneo. Figli che urlano in casa, cinema la domenica. Nessun cambiamento. Sempre le stesse due volte a settimana. A volte anche tre, a voler essere precisi.
E se si fosse sbagliata, in quella trattoria?
No, non si era sbagliata affatto. Lo chiamò a pranzo, lui non rispose. Prese un taxi, tornò nello stesso locale. Al tassista raccontò che aspettava un collega per ritirare un pacco di lavoro. Vide la macchina del marito parcheggiata davanti. Lui e laltra uscirono insieme, salirono in macchina e andarono via.
Diventò pallida. Chiese un bicchiere dacqua al tassista, poi finse una telefonata urlando al cellulare spento: E basta! Aspettatevi pure il vostro pacco! Io vado in ufficio, non posso perdere la mattina così!
Non era affatto indifferente a quello che avrebbe pensato un perfetto sconosciuto.
Sapere dellamante cambia sempre la vita. Divorziare? Forse sì. Come si fa a vivere diversamente? Sopportare? E per cosa? A quale scopo?
Le venne in mente quando, anni fa, tra amici, successe la stessa cosa. Un marito che nasconde, devia, ma la moglie scopre tutto. Scandali, bugie fino alla fine, messaggi compromettenti. Lui diceva: È tutto falso, una trappola della concorrenza!
Quella volta suo marito aveva detto chiaro: Io non mentirei mai. Meglio affrontare le proprie colpe, da uomo. Se la famiglia conta, taglia con lei. Se no, almeno provvedi a chi lasci.
In quel momento si era sentita quasi orgogliosa di suo marito. Responsabile, pensò.
Giudicare è facile, soprattutto quando la vicenda riguarda altri. E quando sei tu nel mezzo, di fronte a moglie e amante in carne e ossa, il coraggio sparisce subito.
Quel giorno si avvicinò al loro tavolo in trattoria, sedette su una sedia libera. Lamante le rivolse uno sguardo sorpreso. Il marito rimase immobile, in silenzio. Lei si mise quasi a divertirsi nel guardarli. Laltra aveva capito chi fosse, o forse sapeva già.
Il marito cercava di parlare. Lei lo fermò con la mano: Non è quello che penso, vero? Poi aggiunse, calma: In fondo, non cè nulla di così assurdo. Capitano anche queste cose. Adesso pensate voi a sistemare tutto ci sono i figli, la casa, i nostri genitori anziani. Siete intelligenti, ve la caverete.
Poi si alzò, con calma, e si avviò verso luscita. Il vestito, appena stirato, le stava dincanto. Peccato non lo indossasse da tempo.






