«Ma chi pensi di essere, eh? — rise Sergio. — Guarda che bellezza! Dai, Lidia, ormai non sei più una gran bellezza, anzi, sei pure ingrassata! E poi hai pure due figli, secondo te chi ti vuole? Quindi stattene buona e non rompere! Guarda invece che moglie super ha il marito: sì, ha fatto una scappatella, ma cosa sarà mai? Perché un uomo tradisce, dimmi? Lo sai anche tu che è tutta colpa tua! Dovevi curarti di più, Lidia, stare attenta a te stessa — e pure al marito, così forse non avrebbe guardato altrove! Ora smettila di piangere e vai a preparare qualche cotoletta per cena, ché il tuo pollo mi ha stufato…» La storia di Lidia, tradita dal marito e ignorata dalla mamma, che trova il coraggio di ricominciare da zero grazie all’amore della nonna, tra sacrifici, lacrime, tribunali e la conquista di una nuova felicità in un paesino italiano.

Ma chi credi che ti voglia! rise Marco, con gusto amaro e una scrollata di spalle. Guarda che bellezza rara che abbiamo qui! Dai, su, Luisa, lasciamo stare, ormai la bellezza labbiamo messa in soffitta e diciamolo pure, un pochino ti sei anche arrotondata!

E oltre a questo, capisci anche tu che avere due figli di certo non ti aiuta, vero?

Quindi siediti, Luisa, e non fiatare! Ma pensa te! Luomo si svaga un attimo e subito tragedia! Perché gli uomini tradiscono, mi dici? Eh? Perché, Luisa? Silenzio? Stai zitta perché sai che è tutta colpa tua!

Dovevi curare di più te stessa, Luisa! E pure di tuo marito! Così magari non mi faceva venire la voglia di andare a respirare aria nuova, capito? Va bene Ora basta parlare: per cena mi fai delle polpette, che il tuo pollo ormai non lo posso più vedere

Marco si alzò, appoggiò la tazza del tè nel lavandino e si avviò verso la porta della cucina. Sulla soglia si voltò e guardò la moglie, che stava piangendo.

Basta piangere, Luisa! Prepara da mangiare! I bambini li vado a prendere io allasilo.

Marco se ne andò e Luisa sprofondò stanca sulla sedia dove, fino a poco prima, era stato seduto il marito.

Dentro, Luisa era un bicchiere vuoto: tristezza e cuore pesante. Avrebbe solo voluto scappare, lontano Dove nessuno potesse più trovarla.

I pensieri le vennero interrotti allimprovviso dal trillo squillante del telefono.

Era sua madre, a chiamare.

Non ne aveva nessuna voglia di rispondere, tanto la mamma avrebbe subito capito che cera qualcosa che non andava.

Capito e ricominciato coi soliti discorsi, visto che per lei a sbagliare era sempre la figlia, mai il genero.

Tu, Luisa, ascolta il tuo uomo! Sì, si svaga, e allora? Poi torna sempre a casa, da te e dai figli! Quindi sopporta, Luisa! Marco, in fondo, non è cattivo. Guarda qui: porta i soldi a casa!

E poi, mica è uno che fa baldoria! E questo ormai lo sai. O vorresti vivere come me? Da stipendio a stipendio, con un marito che si fa i fatti suoi e dei figli che urlano tutto il giorno? No, Luisa!

Che vuoi fare, tornare al paese dalla nonna? Lì la vita ti insegna in fretta

Parole che sua mamma, Mirella, ripeteva sempre e che Luisa ascoltava religiosamente.

Ascoltava e sopportava.

Sopportava i tradimenti, le liti, la maleducazione e così andava avanti da quasi cinque anni

Luisa aveva conosciuto Marco quando studiava ragioneria.

Un uomo bello e affermato, che laffascinò con la sua sicurezza e il suo spirito di iniziativa.

Si frequentarono quasi un anno: fiori, regali, cenette fuori finché Luisa scoprì di aspettare un bambino. Marco, da vero uomo donore, le chiese di sposarlo.

Lei accettò entusiasta, pronta finalmente alla vita famigliare dei suoi sogni Peccato che la realtà fosse unaltra musica.

I primi mesi Luisa era talmente esausta da non accorgersi nemmeno di quando Marco aveva iniziato a cambiare rotta.

Quando finalmente aprì gli occhi, ormai era tempo di partorire: era nato il loro primo figlio, Matteo.

Un bimbo agitato, che dormiva pochissimo e faceva dormire ancora meno la mamma.

Marco aiutava? Ma neanche a parlarne: Stare col piccolo è roba da donne, io lavoro e mando avanti la baracca! Sì, e fin qui, bravissimo

Poi, quando Matteo aveva tipo un anno e mezzo, Luisa si rese conto di essere di nuovo incinta.

Marco la convinse a tenere il bambino. Anche la mamma ripeté che due figli erano una garanzia, e così il marito sarebbe rimasto.

Ma già allora Luisa qualcosa iniziava a sospettare

E fu qui che Marco fece la metamorfosi: tornò quello dolce dei primi tempi, premuroso, perfino pronto a dare una mano col piccolo. Lei si sciolse

Sarà la svolta, pensava. Tutto come prima del matrimonio!

E invece, dopo la nascita di Lidia, Marco tornò a scatenarsi, stavolta quasi apertamente e in più iniziò a cercare litigi per qualsiasi sciocchezza.

Luisa, tra figli e marito, non sapeva più che pesci pigliare, mentre le cose peggioravano di giorno in giorno.

Provò a chiedere protezione a sua madre, ma si rivelò tempo sprecato: la mamma era tutta dalla parte di Marco.

Si stancherà, vedrai! Tu hai i figli! Quello che dice? Non conta niente Abbi pazienza, passerà! categorica.

Insomma, a Luisa era chiaro che da Mirella non sarebbe mai arrivato un vero aiuto.

Aveva pensato più volte di chiamare la nonna, Maria, ma si vergognava troppo: la nonna non avrebbe mai accettato quel modo di fare, ben diverso dal modo di vedere della figlia Mirella.

Anche per questo, tra Mirella e la nonna Maria erano sempre discussioni.

Luisa nascondeva la sua vita alla nonna perché sapeva che quella, proprio non lavrebbe capita: Come hai fatto a restare così tanto con uno del genere?

Prese a friggere polpette e a mettere lacqua per la pasta. Squillò ancora il telefono. Di nuovo la mamma.

Questa volta Luisa guardò lo schermo e rifiutò la chiamata.

Non abbiamo nulla da dirci! pensò, stizzita. Che si tenga il suo genero modello

Si alzò e guardò fuori dalla finestra. Dovevano già essere tornati Marco e i bambini dallasilo.

Ma niente, casa vuota.

Alla fine vide Marco giù che chiacchierava al cellulare mentre i piccoli giocavano felici al parchetto.

Sul volto di Marco, il solito sorriso da uomo senza pensieri, come se non ci fosse mai stata la discussione di prima.

Ed è lì, in quel momento propizio, che a Luisa si accese una lampadina: qui non cambierà mai nulla, anzi, peggiorerà!

Le tornò in mente una vecchia conversazione, quando aveva chiesto a Marco perché mai si fosse innamorato proprio di lei, una semplice ragazza di campagna.

Marco aveva sorriso in modo imperscrutabile.

Luisa, è proprio quello il bello: in campagna sono tutte robuste!

In che senso, Marco?

Che sei sana! Le ragazze cresciute in campagna sono tutte sane, e oggi come oggi è fondamentale per i figli, no?

Beh, forse sì

Sì che sì, Luisa! Guarda: tu sei sana, io sano, figli sani! Conta, eccome! Epoi sei carina, non sarai una fotomodella, ma sei bella. Unaltra cosa a favore.

Allepoca Luisa trovò il discorso un po stonato, ma lasciò perdere.

Solo oggi capiva che per Marco lei era stata solo una tata di lusso per i suoi figli.

Una tata in regola

Non per niente, aveva sempre detto che i figli si fanno finché Dio vuole.

E gli serviva pure una donna paziente, capace di incassare le sue uscite senza fiatare.

La decisione giusta venne da sola.

Senza mai staccare lo sguardo dalla finestra, Luisa afferrò il telefono e compose il numero della nonna.

Il giorno dopo, Marco andò al lavoro, Luisa si preparò per portare i bimbi allasilo.

Ma allasilo non ci arrivò mai.

Appena Marco sparì dalla strada, tornò di corsa su in casa con i bambini.

Chiamò lasilo per avvertire che Matteo e Lidia non sarebbero andati, poi si mise a riempire valigie.

Sapeva che Marco non sarebbe tornato per pranzo, perché mangiava sempre in trattoria vicino allufficio. Così aveva tutto il tempo necessario.

Qualche ora dopo, Luisa e bambini erano già sullautobus che li riportava al paesello dorigine.

Andavano dalla nonna Maria, lunica che potesse davvero starle accanto.

La nonna non si spostava dalla finestra da ore, in attesa degli ospiti più attesi del paese.

Al mattino era già passata da Gennaro, il vicino, per chiedergli di andare a prendere la nipote con i bambini alla fermata.

Gennaro era partito mezzora prima; la nonna ormai si consumava dallattesa, ma finalmente comparve la macchina e lei andò incontro alla nipote.

Tutta la giornata fu un trambusto di cose da fare e bambini da seguire; si poté parlare solo la sera, finalmente tranquille in cucina.

Dopo il riassunto telegrafico del disastro, Luisa si zittì, con gli occhi che cercavano la saggezza della nonna.

Nonna, e adesso? Lui non ci lascerà in pace. Io magari non gli servo più, ma i figli Quelli non li molla.

La nonna sorrise sotto i baffi.

E va bene! È il padre, tu sei la madre! Hai mai visto, tu, una madre che non riesce a difendere i suoi figli? Quando si è veramente mamma, si lotta! Niente piagnistei: lotta!

Sì, nonna, ma fa paura

Paura, e tu non lo fare vedere! Gente come lui le persone determinate le teme! Tieni duro, che cede lui.

Cè pure la mamma Sempre dalla sua parte. Verrà pure lei a farmi la guerra.

Mirella? Ma che venga pure! Con lei parlo io, e col tuo… Marito anche!

Ma tu non lo conosci nemmeno bene, come fai?

Parlo, semplice. E ricordati, se lo perdoni e torni indietro Non farti più vedere da me! Niente più aiuti! La vita si sceglie. Tocca a te scegliere ora. E la felicità? È in giro, sta arrivando! Non raccattare quella degli altri.

Il giorno dopo, Marco arrivò con Mirella. Discussioni infinite, tentativi di colpevolizzare Luisa Ma lei, ora forte come una roccia (con la nonna dietro), riuscì a resistere. E per questa volta, Marco e Mirella tornarono a mani vuote.

Luisa uscì sul piccolo terrazzino.

Respirò il profumo degli alberi in fiore e per la prima volta sentì il cuore leggero.

Erano passati quasi tre anni da quando aveva divorziato da Marco: anni tostissimi, fatti anche di cause legali per i figli!

Ma Luisa aveva resistito, e ora poteva finalmente tirare il fiato.

La nonna era stata sempre lì. Quasi un angelo custode.

E poi cerano Matteo e Lidia: i figli per cui avrebbe scalato le montagne. Per cui aveva passato tutto questo ma ora era LIBERA.

Ma la felicità femminile? Quella delle favole?

Quella, dice la nonna, sta gironzolando nei paraggi. Bisogna solo avere pazienza.

E la felicità, alla fine, Luisa lha pure incontrata! Un anno dopo il trasferimento al paese, ha conosciuto Andrea.

Andrea era vedovo e gestiva un negozio in città.

Pian piano hanno iniziato a vedersi, e dopo sei mesi si sono sposati. Ora vivono nella casa nuova di lui, grande, accogliente.

Dellex neanche lombra: solo i bambini, ogni tanto, vanno a trovarlo, accompagnati da Andrea stessa.

Luisa è felice, felice per davvero! Mai pentita della scelta. E a sua nonna resterà sempre grata

E insomma, che ne pensate? Fatemi sapere nei commenti o almeno lasciate un mi piace, và!

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