Dopo l’incidente mia figlia ha smesso di camminare

Dopo lincidente, mia figlia smise di camminare.

Mia figlia, Bianca, aveva iniziato a danzare quando aveva solo quattro anni. Prima si era cimentata con la ginnastica, poi il destino laveva portata verso la magia del balletto. Fin da piccola sognava il palcoscenico del Teatro dellOpera di Roma, sperando un giorno di incantare il pubblico con la sua eleganza. Continuava a danzare anche quando sulle gambe affioravano lividi e vesciche; per lei, essere selezionata per un concorso valeva ogni sacrificio.

La fortuna sembrava averle sorriso a lungo: era talentuosa, agile, tenace e ambiziosa. Amava insegnare ai più piccoli, giudicare i concorsi ed essere chiamata in giuria. Non si fermava mai e si batteva per i suoi sogni con la stessa determinazione che metteva nella sua vita privata.

Nel suo gruppo di danza cera un ragazzo giovane, Luca, che Bianca aveva sempre osservato con un misto di ammirazione e affetto. Luca conquistava sempre i ruoli da protagonista, mentre Bianca si ritrovava spesso in ruoli secondari; eppure era riuscita ad attrarre la sua attenzione, e tra loro era nata una storia damore.

Era affascinante, ma aveva quellarroganza sottile che a volte non riuscivo a sopportare. Spesso mi turbava vedere Bianca messa in ombra, inconsapevolmente sminuita da lui. Soltanto anni dopo il loro matrimonio abbiamo capito quanto Luca fosse egoista e incapace di amare davvero.

Lincidente avvenne una sera, tornando dalla prova generale. Bianca aveva le cuffie alle orecchie, immersa nei suoi pensieri, e non si accorse che il semaforo era ormai rosso. Secondo tutti, avrebbe dovuto comunque avere la precedenza, ma unauto sfrecciava troppo veloce per fermarsi.

Avevo il terrore che non si sarebbe mai ripresa; il cuore di mio marito, Marco, si spezzò davanti al dolore che Bianca provava alle gambe.

E poi, Luca la lasciò. Labbandonò dopo soli quattro mesi di riabilitazione, proprio mentre lei ancora sperava di tornare a camminare. Fu un colpo durissimo. Ma io non lho mai lasciata sola. Lho portata con me nella nostra casa di Firenze, sostenendola in ogni modo possibile.

Ha bisogno di cure e di un sostegno costante. È passato meno di un anno e, pur continuando a sperare in un miracolo, non sappiamo cosa le riserverà il futuro, né cosa desideri davvero fare. La passione per la danza è ancora così forte che la tormenta. Ci dedichiamo insieme al ricamo con perline e nastrini e le suggerisco di aprire un negozio online di prodotti artigianali, in modo da occuparsi di qualcosa nuovo. Ma lei sembra non voler abbandonare completamente il suo sogno, incapace di lasciar andare il ballo e intraprendere una strada diversa.

Spero che laffetto degli amici e persino di sconosciuti incontrati sul web possa incoraggiarla a guardare avanti. Le ripeto sempre che ciò che amiamo può cambiare nel tempo, così come cambiano le persone attorno a noi e il mondo stesso. Cambiare è coraggioso, anche se a volte la vita ci costringe a farlo.

Ripongo la speranza in una nuova rinascita, anche tra le lacrime e il silenzio che ci avvolge ogni sera.

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