Divorzio per colpa della vicina
Semplicemente, spiegami, Matteo, perché tra tutte le donne del mondo hai scelto proprio lei? Da me a lei, perché?
Maria non reggeva il confronto con Benedetta sotto nessun aspetto. E sarebbe stato ancora accettabile se almeno Matteo avesse detto qualcosa tipo, è allegra, spensierata, meno rigida, non così pesante come te.
Come hai potuto, Benny?! Come?! si lamentavano la madre, la sorella, le tante amiche quando seppero del divorzio imminente.
Eravamo una famiglia ammetteva Maria, guardando le vecchie foto. Ma non è più così, non lo sarà mai più.
Maria, pensaci mille volte prima di lasciare un uomo così. Lavora, ti ama i figli, neanche lui vuole davvero divorziare…
Dopo queste parole, Maria metteva il marchio dellesilio eterno a chiunque le pronunciasse: silenzio su WhatsApp, sparite dai social e, ovviamente, anche dalla sua vita vera.
La collega, con cui aveva un rapporto amichevole, ora riceveva solo un cenno del capo e un gelido buongiorno al mattino.
Un giorno, dopo lennesimo tentativo della collega di convincerla a tornare insieme a Matteo, Maria esplose, svuotando il sacco: consigli non richiesti, pressioni insopportabili, lassurda convinzione che una donna debba sempre perdonare il tradimento.
Già, tradimento! Maria ancora non riusciva a crederci.
Avevano vissuto bene! Venti anni insieme, dalla laurea, avevano superato ogni tempesta: difficoltà economiche, periodi di disoccupazione, malattie, di tutto. Due figli, un maschietto e una femmina: la famiglia perfetta. La casa sempre ordinata, la cena pronta, nessuna emicrania inventata per svicolare i doveri coniugali.
Maria aveva sempre avuto cura di sé, non trattava il marito come un bancomat, trovava il tempo per lui anche dopo i figli non lo aveva mai trascurato!
E invece, cosa voleva ancora quel quellinfedele, per arrivare a tradire così, un giorno allimprovviso?
E poi con chi! Non con una ragazzina, il che sarebbe stato persino banale. No, la testa o meglio dire altro lo aveva spinto tra le braccia di una divorziata col figlio e viveva proprio nella palazzina accanto.
Spiegami, cosa hai trovato in lei?
Maria rideva e piangeva, a turno, quando il tradimento venne scoperto e Matteo dovette affrontare la moglie.
Semplicemente, tra tutte le donne del mondo, perché da me a lei?
Benedetta non aveva niente in più di Maria; almeno se Matteo avesse elencato dei pregi, avrebbe avuto senso. Ma neppure quello. Lui non sapeva spiegarlo.
Non era nemmeno questione di vino o follie di una notte. No, era lucido, perfettamente presente.
Tutto ciò che riusciva a ripetere era una litania sbiadita: è successo, non so come, supplicando, in ginocchio, di essere riaccolto a casa.
Sì, perché nei suoi piani non cera il divorzio, né una vita nuova con Benedetta. Matteo pensava di poter fare il gattino, rovinare tutto da una parte, poi tornare innocente a casa, sdraiarsi accanto a Maria e recitare la parte del marito fedele, come se Benedetta non fosse mai esistita.
Forse ci sarebbe anche riuscito se non fosse che lamante, rimanendo incinta, aveva deciso di trascinarlo allanagrafe matrimoniale con ogni trucco: così si era presentata urlando nel salotto di Maria.
Maria, sulle prime, non ci credette. Venti anni insieme e conosceva Matteo come le sue tasche.
Ma anche Benedetta lo conosceva e poteva elencare nei dettagli i suoi nei, le sue cicatrici, raccontare segreti intimi che nessuno avrebbe potuto conoscere senza esserci veramente stata.
Non poteva esserci dubbio. Messo allangolo, Matteo dovette confessare tutto e supplicare il perdono.
Incredibilmente, Maria si trovò controcorrente. Non solo alcuni amici, ma proprio quella collega di lavoro, alcune vecchie amiche, perfino parenti lontani, tutti dicevano la stessa cosa: doveva perdonare Matteo, lasciar cadere tutto, far finta di nulla e continuare a vivere insieme.
Maria non riusciva ad accettarlo. Sua suocera voleva salvare la famiglia, la capiva: una madre non smette mai di sperare, vedeva il figlio pieno di rimorso, e faceva di tutto per aiutarlo, addirittura influenzando i nipoti, convincendoli a chiedere alla madre di non lasciarsi col padre. Era meschino, ma almeno cera una logica.
Ma gli altri? Perché tutti così interessati ad una famiglia che non era la loro, impongono a lei di accettare, tacere, restare? Come quei granchi nel secchio che tirano dentro chi cerca di uscire
O forse cera unaltra ragione, Maria non avrebbe saputo dirlo. Ma certo non lavrebbe mai sopportato.
Aveva sempre preso a cuore il consiglio di suo padre, ormai morto da anni. Lui le ripeteva spesso:
Figlia mia, se ti accusano di essere egoista, di dover sopportare, fare sempre un passo indietro solo perché così si usa, non crederci mai. Ti stanno solo usando per i loro scopi.
Maria aveva imparato, ed era quella lezione che ora la guidava. Le pressioni, le vergogne, le obbligazioni morali erano solo strumenti di manipolazione, e lei non avrebbe permesso mai a nessuno di usarli contro di sé. Neanche ai suoi figli, che la capivano meglio di chiunque altro.
Dopo la richiesta di divorzio, la suocera chiamava i ragazzi insistendo che sbloccassero la nonna su WhatsApp e riprendessero i contatti. Ma Ksenia, la figlia, a cena motivò così la sua decisione:
Lunico argomento è che dobbiamo ricongiungere la famiglia, che sarebbe bello se tu e papà vi rimetteste insieme glielho detto una, due, cento volte, ma è come muro di gomma. Allora lho bloccata, finché non torna a essere solo mia nonna.
Maria sospirò. Grazie, so che per te non è facile. Sono grata che tu non ti lasci manipolare.
Mamma, non sono stupida rispose Ksenia, stanca. Se vi foste lasciati per le solite scemenze, ok, ma un tradimento non si perdona. E papà lo sapeva. Lo amo, resta mio padre, però cosa sperava?
Maria non sapeva rispondere. Un mese prima, avrebbe giurato di saper dare una risposta a tutto, soprattutto ai figli. E invece, ora, si ritrovava senza fiato davanti al perché di un uomo che era stato il marito esemplare per ventanni
Sì, cerano stati momenti difficili, ma mai gesti così folli. E ora, allimprovviso, lo choc, la ferita, la vergogna. Che sia la famosa tempesta detà? Chissà.
Di certo, nei segreti più oscuri di Matteo, cerano demoni, ammiccamenti, impulsi rimasti a lungo nascosti.
E cinque anni dopo il divorzio, questi demoni decisero di danzare ancora sulle loro vite ma questa è unaltra storia.







