Caro, potresti venirmi a prendere dal lavoro? – Dopo una giornata stressante, Laima sperava di evitare quaranta minuti stipata sull’autobus; ma quando chiamò il marito, lui, comodamente a casa davanti alla TV, le rispose che era troppo impegnato. Ferita, iniziò a sospettare che il loro matrimonio fosse ormai alla fine, e i suoi dubbi furono confermati quando scoprì che Tomas frequentava siti di incontri. Decide allora di dargli una lezione indimenticabile con uno scherzo che lo lasciò senza parole… e la richiesta di divorzio ben in vista sul tavolo di casa.

Caro diario,
«Carissimo, potresti venirmi a prendere a lavoro?» Oggi, dopo una giornata stancante al ristorante, ho proprio sperato di evitare quei quaranta minuti dautobus tra il centro di Firenze e casa.
Ho chiamato Lorenzo, credendo che almeno lui potesse farmi un favore. E invece, con voce piatta, mi ha risposto: «Sto facendo delle cose», e si sentiva chiaramente in sottofondo la televisione. Dunque sì, era tranquillamente sprofondato sul divano, come al solito.
Mi sono sentita morire dal dispiacere, quasi mi veniva da piangere. Il nostro matrimonio ormai sta andando in pezzi, e pensare che solo sei mesi fa Lorenzo sembrava disposto davvero a prendermi sulle braccia! Cosè cambiato in così poco tempo?
Non capisco proprio. Mi curo, vado ogni giorno in palestra, cucino meglio di qualsiasi chef daltronde lavoro in uno dei ristoranti più rinomati di Firenze! Non ho mai chiesto soldi, non ho mai fatto scenate, ho sempre accontentato ogni suo desiderio, anche se a volte era faticoso
«Finirai per annoiarlo, stai troppo dietro a lui», scuoteva la testa mamma ascoltando i miei sfoghi.
«Io lo amo», dicevo sorridendo a metà, senza crederci troppo. «E sono certa che anche lui mi ama…»
*****
E invece alla fine sono diventata un peso anche per lui lo capivo ieri sera, mentre curiosamente controllavo la cronologia del suo computer.
Lorenzo passava ore su siti di incontri, chattando con tre o quattro donne contemporaneamente. E io a domandarmi: perché non ha avuto il coraggio di parlarmi con sincerità? Avrei compreso e forse anche lasciato andare perché restare insieme a qualcuno che non ti ama più, torturandolo e torturandoti?
Insomma, divorzieremo. Non cè scampo. Sopravvivrò sono forte. Ma non posso lasciarlo andar via senza una piccola vendetta…
Quella stessa sera mi sono iscritta allo stesso sito dove lavevo visto. Ho creato un profilo con la foto di una ragazza trovata su internet, modificata abbastanza da non farmi riconoscere. Sapevo che avrebbe abboccato subito.
E infatti, poche ore dopo, Lorenzo ha cominciato a scrivermi messaggi pieni di entusiasmo.
Nei suoi messaggi si presentava come single, in cerca di una storia seria, pronto perfino ad avere dei figli!
Tessendo lodi sul suo splendido carattere, mi ha fatto ridere fino alle lacrime: conosco fin troppo bene quanto sia difficile stargli dietro davvero!
Gli ho scritto: «Vediamoci.»
Col fiato sospeso, aspettavo la risposta.
Non ha tardato: «Certamente, ma mia sorella, che sta preparando la maturità, sta da me per un po. Possiamo incontrarci in un luogo neutro e poi magari continuare la serata in hotel?»
Ma io, ironica: «Perché sei così sicuro che una donna accetti subito di andare in hotel con uno sconosciuto? Non ti viene il dubbio che potrei offendermi per una proposta simile? Anzi può tornarmi utile.»
Allora rilancio: «Potremmo vederci direttamente nel mio appartamento, vivo sola fuori città, nessuno ci disturberà…»
Chissà se accetterà davvero?
Lorenzo ha abboccato allamo: «Idea fantastica! Mandami indirizzo e orario, arriverò in volo trainato dallamore!»
«Via dei Platani, civico 25, le dieci di sera. Ti va bene?»
«Perfetto! Non vedo lora.»
Alle nove di sera, come previsto, Lorenzo ha finto di essere stato chiamato improvvisamente al lavoro.
Non riuscendo a trovare le chiavi della macchina, mi ha chiesto se le avessi viste.
«Erano sul comò», ho risposto sorridente, mentre in tasca stringevo le chiavi. «Forse le ha spostate il gatto?»
Ovvio che non avevo nessuna intenzione di aspettarlo sveglia. Perché farlo?
Ho utilizzato quel tempo per raccogliere le mie cose, una valigia leggera per trasferirmi nel piccolo appartamento lasciatomi dalla nonna.
Unica cosa che ho lasciato dietro di me: la domanda di divorzio, ben in vista sul tavolo del soggiorno.
Lorenzo è tornato a casa solo la mattina dopo, furibondo.
Non solo aveva perso più di unora per raggiungere quella casa fuori Firenze, ma nemmeno la modella che aveva visto in foto si è presentata.
La casa era vera, certo, ma ad aprire la porta è stata una signora dal fisico imponente, vestita solo con una vestaglia trasparente. Lorenzo avrebbe pagato qualsiasi cifra in euro pur di cancellare quellimmagine dagli occhi.
A malapena è riuscito a svignarsela da quella casa! Ha dovuto chiamare un taxi, e nellattesa ha gelato tutto il tempo nella sua giacca leggera.
In più, lautista sembrava uno strambo, lha portato prima chissà dove insomma, una notte indimenticabile!
Solo rientrando e trovando sul tavolo la domanda di divorzio, Lorenzo ha afferrato chi era stata la regista di quella messinscena.
Proprio lì, accanto ai documenti, con il mio rossetto avevo scritto: Questa è la mia piccola dolce vendetta.Addio, Lorenzo.
Ho preso finalmente la strada che da tempo avevo paura di imboccare, e sai cosa? Fa meno paura di quanto pensassi. La libertà ha il sapore del caffè bollente alle sei del mattino, quando non cè nessuno a dirmi che sto facendo troppo rumore, e il coraggio assomiglia a una giornata che comincia senza aspettare il permesso di nessuno.
Fuori piove piano, e Firenze sembra lavata a nuovo. Apro la finestra dellappartamento di nonna, sento odore di terra e pane.
Nella valigia ho portato con me solo ciò che conta: dignità, un po di leggerezza ritrovata, e la voglia di sorridere ancora.
Stasera preparo la parmigiana solo per me, accendo la musica, ballo scalza tra i mobili vecchi e mi sento viva come non succedeva da troppo tempo.
Alla fine, chi perde davvero non sono io.
Per la prima volta, chiudo il diario senza lacrimema con una risata piena, luminosa e libera.

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Caro, potresti venirmi a prendere dal lavoro? – Dopo una giornata stressante, Laima sperava di evitare quaranta minuti stipata sull’autobus; ma quando chiamò il marito, lui, comodamente a casa davanti alla TV, le rispose che era troppo impegnato. Ferita, iniziò a sospettare che il loro matrimonio fosse ormai alla fine, e i suoi dubbi furono confermati quando scoprì che Tomas frequentava siti di incontri. Decide allora di dargli una lezione indimenticabile con uno scherzo che lo lasciò senza parole… e la richiesta di divorzio ben in vista sul tavolo di casa.
«Il tuo posto è ai miei piedi, serva!» — diceva la suocera. Dopo l’ictus, le ho assunto una badante: la donna che ha odiato per tutta la vita.