Il mio suocero è rimasto senza parole davanti a come vivevamo.
Tutto iniziò in maniera confusa: io, Caterina, lho incontrato a un matrimonio in una villa sperduta sulle colline toscane. Lui, Giovanni, sorrideva con gli occhi scuri, e io avevo appena lasciato il paesino siciliano per perdermi tra le strade rumorose di Milano e un nuovo lavoro da commessa. Ero leggera, quasi sospesa per la felicità, finalmente lontana dalla polvere della campagna. Amore travolgente, un anno ed è nata nostra figlia, Lucia.
Poi tutto si è inclinato, come un quadro appeso storto in una trattoria.
Perché nostra figlia è bionda con gli occhi azzurri, e noi siamo entrambi mori? ha domandato Giovanni, la voce che sembrava eco in una chiesa vuota.
Tesoro, forse assomiglia a tuo padre, guarda come si somigliano ho sussurrato, sentendomi piccola come una formica sotto il sole.
Non raccontarmi favole. Un figlio dovrebbe avere qualcosa di suo padre o di sua madre, non sembianze rubate ai parenti. E mia madre pensa che Lucia non sia mia figlia.
Avevo sempre saputo che Carla, mia suocera, non mi aveva mai accettata: credeva che amassi solo la fuga dalla Sicilia, che Giovanni fosse solo un biglietto di sola andata. Ma il padre di Giovanni, Lorenzo, era diverso. Se ne era andato anni fa per una storia complicata, si era rifatto una vita a Firenze, ma Giovanni non laveva mai dimenticato.
Le trame familiari si aggrovigliavano come i fili di un cuscino ricamato.
Improvvisamente, Giovanni ha portato unaltra donna nella nostra casa piccola e rumorosa. Mi ha detto di raccogliere le mie cose, velocemente, come si scappasse davanti a un temporale in Piazza San Marco. Non ho avuto scelta: sono svanita nella nebbia.
Nessuno mi voleva, i miei genitori mi avevano chiuso la porta. Solo Bianca, una vecchia amica delluniversità, mi ha accolta qualche giorno nel suo appartamento pieno di quadri storti. Poi ho trovato una stanza umida nella periferia di Milano, io e Lucia, due valigie e niente più soldi.
Un giorno, in una panetteria che odorava di pane e sogni, ho sentito una voce come in un sogno:
Caterina, dove sei finita? Persino in Sicilia sono venuto a cercarti era Lorenzo, il mio suocero.
Buongiorno a te, che sorpresa ho mormorato, sentendomi fragile come pasta frolla.
So cosa ha combinato Giovanni, non cè giustificazione. Lui e sua madre Ma dove vivete ora?
In una stanza in affitto.
Va bene. Adesso devo correre, ma torno presto. Quando rientro, risolvo io la questione della casa. Tieni, questi dovrebbero bastare per un paio di settimane e mi ha messo in mano una busta piena di banconote: cinquecento euro.
Ero allegra, quasi ballavo, sapendo che finalmente potevo comprare del latte e qualche biscotto per Lucia.
Lorenzo è arrivato qualche giorno dopo e ha visto la nostra stanza piccina. È rimasto senza parole, con lo sguardo smarrito come davanti a una scultura rotta. Non poteva ospitarci, la sua nuova moglie non voleva sapere nulla di noi. E allora, come nei sogni dove tutto è possibile, ha deciso: con tutti i suoi risparmi ha comprato un piccolo appartamento per Lucia, intestato a lei. Io volevo rifiutare, ma lui non ha sentito ragioni. Non lo ha fatto per me, ma per lamore di un nonno per la sua unica nipote.
Un mese dopo, ci siamo trasferite nel nostro nido nuovo, pieno di luce. Lorenzo ci ha portato persino un divano rosso e un frigorifero.
Non avere fretta di mandare Lucia allasilo ha detto ha bisogno di te. Io ti aiuto, non temere. Anche mia moglie ha accettato la presenza della nipotina, ora la vuole conoscere.
Grazie, davvero, con tutto il cuore!
Caterina, non piangere. Quando avrai bisogno di me, io ci sarò. Vedrai che col tempo andrà meglio.
Sono felice che Lucia abbia un nonno così speciale, anche se la fortuna col padre non lha aiutata. Per lei, Lorenzo ha spostato montagne e riempito la nostra vita di colori.
Gli anni sono passati come una processione in campagna. Mi sono risposata, ma Lorenzo è rimasto un ospite donore nella nostra casa e spesso andiamo tutti insieme a trovarlo, tra i sogni confusi della memoria e le strade senza uscita della nostra bizzarra storia.







