Mi sono trasferita dalla suocera – non potete cacciarmi: drammi e pretese familiari, quando una nuora decide che ha diritto a tutto

Mi sono trasferita da mia suocera non potete cacciarmi

Mariella, Madonna santa Cosè successo? Perché sei arrivata nel cuore della notte? Ieri avevate chiamato dicendo che stavate per andare a una mostra.
La mostra è saltata. Insieme alla mia vita normale, Mariella lasciò la borsa in mezzo al tappeto. Ora vivo da voi.
Finché vostro figlio non rinsavisce, non chiede scusa o finché non divorziamo.
Mi servono euro per una casa in affitto, ma non li ho. Che venda la macchina e mi dia la mia parte.
Giovanni Battista si schiarì la voce, puntellandosi allo stipite della porta.
Lauto? Quella che vi abbiamo regalato per il matrimonio?
Proprio quella, interruppe Mariella. È stato un regalo collettivo. Metà è mia.
E finché non avrò i soldi in mano, da qui non mi muovo.
Da mia madre in campagna non torno, mai! E non potete cacciarmi, chiaro?!

Alle due di notte il cancello cigolò e Donata sussultò dal letto, alzandosi sui gomiti, pronta ad ascoltare.

Dopo qualche minuto si sentì un colpo sordo dal piano di sotto, qualcuno bussava alla porta.

Donata si agitò:
Gianni, svegliati. Ci stanno rubando? scosse il marito per una spalla.
Giovanni Battista borbottò qualcosa, poi si mise le pantofole e andò ad aprire.

Sulla soglia cera Mariella. Il viso deciso, il mascara sciolto sotto gli occhi, le labbra strette, le mani strette su un borsone da cui spuntava il bordo di una vestaglia di seta rosa.

Mi ha cacciata, sputò invece del saluto, facendosi spazio in corridoio. Mi ha detto di sparire da casa.
Donata guardò il marito interdetta.
Un anno prima ballavano al suo matrimonio, felici che Matteo avesse scelto una ragazza così grintosa.

I genitori di Mariella non li aveva invitati mettevano regolarmente tutto lo stipendio nel vino, e cera il rischio di scene imbarazzanti.

Donata allora aveva proposto:
Possiamo pagare tutto noi, vi mandiamo lauto, vi troviamo gli abiti. E niente alcolici ai tavoli.
Mariella era stata categorica:
Non voglio farmi vergogna!

Un anno era volato e la nuora ora stava lì, nella loro anticamera.

Vieni in cucina, ti metto su un tè, disse piano Donata.
Niente tè. Voglio solo dormire. Ne ho abbastanza di questa commedia, vostro figlio mi ha sfinita di nervi!

Mariella prese le sue cose e salì, senza una parola, al piano di sopra.

***

Al mattino il telefono di Donata squillava in continuazione: era Matteo. Dovette scendere nel box per parlare da sola con il figlio.

Mamma, ma state scherzando? Perché lavete fatta entrare?
Matteo, dove vuoi che andasse? Era notte fonda, con tutte quelle valigie, piangeva
Il figlio fece una risata amara.
Lei fa la vittima di mestiere, lo fa apposta. Mi ha chiesto di intestare a lei metà dellappartamento che mi avete regalato prima del matrimonio.
Ha detto che ha costruito il nido e ora le spetta la metà.

Quando le ho detto di no, ha detto che avrebbe trovato il modo di farmela pagare.

Parla della macchina, Matteo. E dice che lhai sbattuta fuori di casa.
Non lho cacciata! Ho solo detto che forse era il caso di stare un po separati, le sue pretese dividevano casa e soldi.
Si è fatta la valigia da sola urlando che voi lavreste protetta, perché siete buoni, e così può approfittarne.

Mamma, stai tradendo tuo figlio, lo capisci?

Non potevamo lasciarla in strada, tesoro.
E allora vivetevela. Poi però non lamentatevi.

Riagganciò. Donata rimase a lungo col telefono sul petto.

***

Settimana dopo settimana, Mariella quasi non scendeva dalla sua camera. A pranzo, silenziosa, si serviva e risaliva.

Alle domande di Donata rispondeva a monosillabi.

Mariella, volete parlarne? Non potete restare separati così
Perché no? alzò lo sguardo dal piatto. Ho un tetto, mangio bene.
Matteo non chiede il divorzio. Avrà paura
Io mi trovo benissimo.

Ma di che ha paura? intervenne Giovanni Battista. La casa è sua. La macchina beh, magari quella dovrà dividerla, visto comè andata.
Ma davvero ti va bene vivere ignorando chi ti ospita?

Mariella posò il piatto.
Mi avete promesso ospitalità, ricordate? Al brindisi di nozze: La nostra casa è la tua casa. Quindi, sono a casa mia.
E se Matteo è avaro non è colpa mia. Mi rinfaccia ancora la Grecia, mannaggia!

Cosa non andava in Grecia? sbottò Donata. Cinque stelle, fronte mare! Ci abbiamo messo tutto limpegno.
Dodici notti? Sul serio? Tutti vanno via due settimane, in hotel veri, invece io lì tra animatori che manco parlavano italiano. Non ho avuto il coraggio di mettere nulla nei social.

Giovanni Battista divenne paonazzo.
Ti vergognavi? Ci è costata un occhio! Abbiamo coperto la metà delle spese, potevamo anche non farlo
Potevate, tagliò Mariella. Ma avete scelto di fare i signori. Arrivati a questo punto, finite la parte.

O Matteo mi paga ventimila euro per la macchina e i danni morali, oppure mi affaccio a vivere qui per diritto.
Sono la moglie, sono ancora residente qui. Dimenticato la pratica allanagrafe?

Se ne andò, senza sparecchiare, sbattendo la porta.

***

La sera Donata era in terrazza. Il marito la raggiunse.
Lo fa apposta, lo sai? Sa che hai il cuore tenero, non sarai mai capace di mandarla via.
Matteo ce lha con noi, ci vede come traditori, sospirò Donata.
Dovè stato scemo a non raccontarci tutto subito. Oggi lho visto in città.
Sai perché lei se nè andata di casa? Non perché sistemava le tende. Si è intestata un prestito enorme alle spalle sue, tutto in segreto.
Si è comprata corsi di successo motivazionale, abiti griffati. Quando le finanziarie hanno iniziato a chiamarla, si è presentata da lui: Paga tu, siamo una famiglia.

Matteo ha detto no. E lei eccola qui con noi, dove i creditori non la trovano: il cancello è alto.

Donata sbarrò gli occhi.
Un prestito? Ma perché? Aveva tutto quel che voleva

Ambizione, Donata. Vuole vivere come nei film, ma non lavorare. Non ci ha mai provato in un anno. Mi sto ancora cercando.

Restarono a lungo a confidarsi, senza trovare soluzione. E Giovanni aveva ragione: Donata non trovò la forza di cacciare la nuora.

Lindomani la tensione era alle stelle arrivò Matteo.

Ciao, passò davanti alla madre andando in salotto. Dovè lei?
In camera sua, Donata cercò di fermarlo. Per favore, calma
Non ce nè più, di calma.

Salì al piano di sopra, e un momento dopo volarono le urla. Donata e Giovanni si fermarono ai piedi delle scale.

Pensavi che non venissi a sapere dei debiti? urlava Matteo. Che la mia famiglia mantenesse te per sempre? Hai passato il segno!
Sono nostri debiti! strillava Mariella. Ho speso soldi per il tuo aspetto! Per non sembrare una contadinella in città!

Le borse da cinquemila euro fanno parte della mia immagine?! Fai le valigie. Subito.
Non hai il diritto! Questa è anche casa mia!
Sei ospite, Mariella! sbottò Giovanni salendo. E quella residenza te lho fatta per bontà sei mesi fa.
E adesso la revoco. Ho ancora conoscenze in Comune.

Mariella uscì in corridoio.
Ah Così adesso tutta la famiglia contro di me? E il figlioccia, la Mariellina?
Ipocriti! Mi avete rovinato la vita!
Se non fosse per la vostra Grecia sfigata, e quellauto scassata

Basta, per la prima volta Donata, solitamente gentile, fu dura. Ti abbiamo dato tutto, di più di quanto tu abbia mai meritato.

Abbiamo esaudito ogni tuo desiderio, mentre i tuoi genitori si annebbiavano, non ti abbiamo mai rimproverata.
Ma la maleducazione e la menzogna hanno un limite. Prepara le valigie, qui non sei più la benvenuta.

Andatevene al diavolo! urlò Mariella, iniziando a buttare abiti nella valigia. Matteo, la pagherai carissima!
Ti trascino in tribunale! Dimostrerò che la casa era già nostra! Ti devo lasciare senza niente!

Buona fortuna, Matteo incrociò le braccia. La casa lho ricevuta prima delle nozze cessione a mio nome.
Ah, lauto Ieri ho controllato il cruscotto. Ho trovato i documenti che avevi nascosto.
Volevi impegnarla al Monte dei Pegni, vero? Hai falsificato la mia firma?
Mariella rimase ferma, una scarpa in mano.
Non è come credi
È proprio così, Mariellina. Truffa. Reato penale.
Facciamo un patto: tu ora prendi la valigia, esci di qui e firmi una rinuncia su tutto.
In cambio io non vado in questura con questi fogli.

La nuora di Donata rimase immobile qualche secondo.
Non ho dove andare, mormorò. Non ho nemmeno i soldi per il bus.

Ti pagheremo noi un mese di affitto, disse Giovanni Battista. Un monolocale in città. Ti daremo i primi euro.
Ma basta. Da ora sei da sola. Niente auto, niente metà.

È giusto, aggiunse Donata. Volevi lindipendenza e i soldi? Ora vediamo se li sai guadagnare.

Mariella finì di raccogliere le sue cose, e Matteo la portò al cancello. In taxi, andò in un hotel la stanza pagata dalla suocera.

Quando il portone sbatté, Matteo tornò in casa. Si sedette sul divano e si coprì il viso con le mani. Donata si avvicinò, gli mise una mano sulla spalla.

Perdonaci, Matteo. Volevamo fare il meglio, essere umani.
Non dovete scusarvi, mamma, rispose cupo. Ero io che volevo credere nella favola: pensavo bastassero coccole e regali a cambiare qualcuno.
Certe cose dentro non cambiano mai. Non ha invitato i suoi perché se ne vergognava e invece
Giovanni si accomodò sulla poltrona di fronte.
Che fai con lauto?
La vendo. Estinguo metà del suo debito, così le finanziarie la smettono, e cancello questanno.
Forse cambio anche appartamento Non ci voglio più stare.
Vieni da noi quando vuoi, sorrise Donata. La tua stanza è pronta.

Matteo alzò finalmente la testa e, dopo tanto tempo, sorrise.

Va bene, mamma. Facciamo così.

***

Mariella, tra un sogno e una minaccia, cambiava idea ogni giorno: a volte implorava che il marito la riprendesse, altre minacciava tribunali e sequestri.

Il divorzio fu lungo, tra urli e recriminazioni, ma Matteo se ne uscì praticamente illeso.

I debiti di Mariella li pagò a metà solo quello con la banca.

Se avesse divorziato senza drammi, avrebbe estinto tutto, come aveva pensato.

La furba Mariellina dopo il divorzio svanì dai radar. E Matteo, onestamente, non poteva che provare sollievo.

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Mi sono trasferita dalla suocera – non potete cacciarmi: drammi e pretese familiari, quando una nuora decide che ha diritto a tutto
Il mio giorno più felice si è trasformato in un incubo in un attimo: quello che è successo durante la cerimonia nuziale ha lasciato tutti senza parole