Ora ho 52 anni. E non ho niente. Non ho moglie, famiglia, figli, lavoro… non ho più nulla.

Adesso ho 52 anni. E non ho niente. Non ho una moglie, una famiglia, dei figli, un lavoro non ho proprio nulla.
Mi chiamo Paolo. Io e mia moglie, Anna, siamo stati sposati per trentanni. Sono sempre stato io a portare a casa lo stipendio per la famiglia, mentre Anna si occupava della casa. Non ho mai voluto che lavorasse. Mi faceva piacere sapere che era a casa ad occuparsi di tutto. Ma col tempo questa cosa ha iniziato a darmi fastidio.
Vivevamo insieme rispettandoci, ma lamore si era spento. Pensavo fosse normale, e mi bastava così. Poi però tutto è cambiato. Una sera, in un bar di Bologna, ho conosciuto Giulia. Aveva ventanni meno di me. Bella, gentile, simpatica. Una vera visione.
Abbiamo iniziato a vederci e in poco tempo è diventata la mia amante. Dopo due mesi mi sono reso conto che non volevo più mentire ad Anna. Non avevo più voglia di tornare a casa dopo il lavoro. Ho capito di amare Giulia e volevo che diventasse mia moglie.
Qualche giorno dopo ho detto la verità ad Anna. Lei non ha fatto scenate. È rimasta calma. Ho pensato che anche lei non mi amasse più, e per questo laveva presa così tranquillamente. Solo adesso comprendo quanto labbia ferita.
Abbiamo divorziato. Abbiamo venduto lappartamento dove avevamo vissuto così tanti anni. Giulia insisteva che non dovevo lasciare lappartamento ad Anna, e così ho fatto. Anna si è comprata un monolocale piccolo. Io, utilizzando i miei risparmi, ho comprato un trilocale per Giulia.
Non ho aiutato la mia ex moglie, nemmeno con un euro. Sapevo che non aveva soldi e che non avrebbe trovato lavoro facilmente, ma in quel momento non mi importava. I nostri figli, Matteo e Lorenzo, non volevano parlarmi. Sentivano che avevo tradito la loro madre e non riuscivano a perdonarmi.
Allinizio non ci facevo caso. Giulia era incinta e aspettavamo con ansia il bambino. È nato un maschietto. Ma il bambino non somigliava né a me né a Giulia. I miei amici dubitavano che fosse mio figlio. Non volevo ascoltarli.
La vita con Giulia non andava bene. Lavoravo sodo, mi occupavo della casa e del bambino. Giulia chiedeva sempre soldi e usciva spesso. In casa cera sempre disordine, non cera mai un piatto pronto. Tornava alle tre o quattro del mattino, con lodore di alcool addosso, e creava litigi per ogni cosa.
Alla fine, ho perso il lavoro. Ero stanco, arrabbiato, e lavoravo male. Così ho tirato avanti per tre anni. Poi mio fratello, che non ha mai approvato Giulia e che aveva tanti dubbi sul bambino, mi ha convinto a fare il test del DNA. È risultato che non era mio figlio.
Abbiamo divorziato subito dopo aver scoperto la verità. In tutto questo tempo non avevo più avuto rapporti con Anna e coi miei figli. Dopo il divorzio con Giulia, ho deciso di andare da Anna ripensando a tutto il passato. Ho comprato fiori, una bottiglia di vino e una torta, e sono andato a trovarla. Ma Anna non viveva più lì. Il nuovo proprietario mi ha detto dove potessi trovarla.
Ci sono andato. Mi ha aperto un uomo. Ho scoperto che Anna aveva trovato un buon lavoro e si era sposata con un collega. Era felice, stava bene.
Qualche tempo dopo, ho incontrato Anna in una caffetteria. Le ho chiesto di tornare insieme. Mi ha guardato come fossi un povero ingenuo ed è andata via. Solo adesso capisco lerrore che ho fatto. Cosa volevo? Cosa ho ottenuto? Perché ho lasciato mia moglie per una donna giovane?
Ora ho 52 anni. E non ho più niente. Non ho una moglie, non ho un lavoro, e neppure i miei figli mi rivolgono più la parola. Ho perso tutto ciò che contava davvero per me. E tutto per colpa mia. Purtroppo, certi errori non si possono più sistemare.

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Ora ho 52 anni. E non ho niente. Non ho moglie, famiglia, figli, lavoro… non ho più nulla.
Per dodici anni ho sostenuto i miei genitori, ma il giorno del loro anniversario ho sentito: «cacciate questa mendicante». La mattina dopo ho annullato tutto