Resta tu con la bambina. Andrò da solo al matrimonio di mio fratello.
Ieri sera, quando Marco è tornato dal lavoro, lho trovato un po strano.
Gli ho chiesto della partecipazione al matrimonio di suo fratello, e subito ha abbassato lo sguardo. Ha detto che ci sarebbe andato da solo
E io? Sono rimasto sorpreso.
Allora mio marito mi ha detto: Amore, questo mese lo stipendio è praticamente sparito. Probabilmente andrò da solo, tu resta con la piccola. Non succederà niente, sarò via soltanto per tre giorni: dovrò dormire in albergo, mangiare qualcosa e ovviamente comprare un regalo per gli sposi.
Eravamo una coppia giovane, vivevamo in un monolocale che ci aveva generosamente ceduto mia suocera. Io ero ancora in congedo parentale: la nostra Chiara aveva quasi due anni. Non avevo davvero fretta di riprendere a lavorare, anche perché non avevo nessuno cui lasciare Chiara. I miei suoceri ci avevano dato quel piccolo appartamento, e per questo sono comunque grato.
Mia madre si arrangiava, lavorando anche qualche ora extra. Mi aveva sempre detto che, se davvero avessi bisogno di affidarle la piccola per tornare al lavoro, sarebbe venuta senzaltro; però per cose come il parrucchiere o comprare un vestito nuovo, niente da fare, sennò non sarebbe rimasta con mia figlia.
So bene comè fatta la mamma: ogni anno vola allestero, e ogni fine settimana si regala massaggi e sedute dal parrucchiere.
Non ci sono mai stati veri problemi in famiglia: quando Marco era a casa, io potevo occuparmi delle mie cose. Certo, lui non era entusiasta e mi lasciava uscire di rado e solo per poco tempo.
Poi è arrivato linvito al matrimonio.
Il fratello minore di Marco aveva deciso di sposarsi. Bisognava spostarsi per tre giorni in unaltra città. Sono allora andato da mia madre, chiedendole se poteva stare con la nipotina, almeno per questa occasione speciale. Solo tre giorni, daltronde, e Chiara è una bambina tranquilla, non piange mai.
Mamma ha tergiversato a lungo, poi, sospirando, si è presa tre giorni di ferie. Ero felice: dopo due anni chiuso in casa con la bimba, avrei avuto finalmente un po di respiro almeno al matrimonio.
Ma tutte le mie aspettative sono crollate quando Marco mi ha annunciato le sue intenzioni.
Per me era davvero un evento importante. Avevo allattato Chiara per un anno intero senza praticamente mai uscire di casa. E ora sembrava che nessuno volesse prendersene cura nemmeno per poco. Al contrario, Marco era spesso via per eventi di lavoro e trasferte.
A dire il vero, conoscevo a malapena suo fratello. La sua futura moglie lavevo solo vista in foto.
Ero molto amareggiato. Eppure, Marco proprio non riusciva a capire il mio stato danimo. Per lui, tutto normale.
Senti, amore, prima di tutto tua madre non è entusiasta di avere la bambina a casa sua. Lasciala riposare questi giorni, rimani tu. Non mettere in imbarazzo nessuno. Se non vuole stare con la bimba, lasciamo stare. E poi non conosci i miei parenti. Che senso avrebbe per te questa trasferta? Il tuo posto è qui, a casa, a occuparti della nostra piccola. Io vado, poi torno.
Così ho deciso che nessuno dei due sarebbe andato da nessuna parte. Ma perché dovrebbe essere Marco a decidere per me?
E chi pensate abbia ragione?
Secondo me, sia mia madre sia mio marito si sono comportati senza riguardo. È vero: una nonna non ha lobbligo di badare alla nipote, ma ogni tanto dovrebbe pensare non solo a se stessa ma anche alla figlia. E mio marito, invece, non comprende affatto i miei sacrifici: anni interi dedicati alla nostra bambina, senza una pausa. Anchio avrei diritto di rifiatare ogni tanto.
Se davvero mi amasse, dovrebbe capirlo
La donna in questa situazione è davvero triste: dipende completamente dagli altri, senza aiuti. Sono curioso davvero di sapere cosa pensano gli altri padri e mariti. Spero solo che questa donna riesca, prima o poi, a farsi sentire e a dire la sua in famiglia.
Care donne, non dimenticate che viviamo in un Paese libero! Potete dire la vostra e nulla di male accadrà. Non è che un marito chiede il divorzio se una moglie esprime un desiderio. E se succede, forse quei sentimenti non erano sinceri fin dallinizio. Bisogna rispettarsi a vicenda e trovare la felicità insieme.
Oggi ho imparato che il dialogo e la comprensione profonda tra le persone sono la chiave di ogni famiglia unita.






