Natalia! Perdonami! Posso tornare da te?
Io e mio marito Vittorio siamo stati insieme più di ventanni. La nostra vita? Una tranquillità assoluta, manco fossimo alla pensione. Avevamo una casetta di campagna dove, ogni fine settimana, ci rifugiavamo come due pensionati, anche se la pensione era ancora lontana. Vittorio puliva casa con una meticolosità da casalinga disperata e io mi dilettavo ai fornelli, pensando ingenuamente che saremmo andati avanti così fino a quando il parmigiano non mi sarebbe andato di traverso. Invece, un giorno, Vittorio mi pianta davanti questa bomba:
Natalia, mi dispiace. Me ne vado. Ho conosciuto unaltra donna e sono perdutamente innamorato!
Avevo trentotto anni, mica ero nata ieri. Da tempo intuivo che mio marito aveva lo sguardo un po troppo perso, ma, da brava italiana, ho ignorato il melodramma. Ho pensato: Ma figurati se Vittorio mi lascia per davvero. Le zie, le cugine, perfino il panettiere mi facevano vedere le foto di Vittorio con la sua nuova musa. Io facevo finta di niente. E invece, come una focaccia dimenticata nel forno, tutto brucia in un attimo. Meno male che nostra figlia stava in vacanza al mare con le amiche. Per non sentirmi una tragica vedova, ho confessato tutto alle mie compagne del gruppo AperiSpritz.
Ci siamo radunate per una riunione demergenza donne. Una suggeriva: Natalia, metti giù i dolci, perdi qualche chilo e trovati un bel napoletano! Unaltra: Ma vai dalla cartomante in via del Corso, quella ti riporta il marito in una settimana! La terza, spietata: Trovatene uno nuovo, ma questa volta giovane, che regga gli orari della pizzeria!
E Martina, che ha la saggezza di chi ha divorziato almeno tre volte, esclama:
Natalia, vivi come hai sempre vissuto. È più semplice!
Ma io sto male! Mi sembra di stare in una telenovela messicana!
Devi resistere! Passa. Te lo garantisco, tre divorzi fanno curriculum. Pulisci, cucina, vai al lavoro, leggi, guarda film. La vita continua.
Ma per chi dovrei cucinare, scusa?
Per chi? Per noi! Da oggi ceniamo tutte da te. Scordati la solitudine!
Ho ringraziato amiche e consigli, ma per giorni non ho capito quale scegliere. Alla fine, optai per la cartomante. Prendo una delle foto di Vittorio e della sua amante, vado nel retro di una profumeria. La cartomante mi legge le carte, fa qualche rito con le candele e mi assicura: Torna da te tra due settimane, cara.
Due settimane? Zero. Un mese? Manco una cartolina. E la cartomante si è presa metà del mio stipendio (in euro, ovviamente).
La tristezza mi divorava come un piatto di pasta al ragù dopo sei giorni di dieta. Lunico sollievo? Comprare vassoi di dolci e biscotti in quantità manco dovessi sfamare un battaglione. Dopo quindici giorni mi pesai: sette chili in più. Ho deciso che così non si va avanti.
Allora mi sono ributtata sulla casa: pulizie da cima a fondo, fiori rinvigoriti, mobili spostati come in uno showroom di Milano. Il mio appartamento sembrava finalmente accogliente, quasi potevo aprire un bed & breakfast.
Ho deciso anche di iscrivermi a un corso di ballo latino: non solo per smaltire i vassoi di cannoli, ma pure, magari, per trovare uno scapolo in forma. Nel frattempo cucinavo ogni sera la zuppa preferita da Vittorio. Ma a mangiarla erano le mie amiche, che piombavano da me puntuali e ripulivano tutto. Poi, preparavo il divano per il mio serial time. Ho iniziato Il Trono di Spade: ne avevamo sempre sentito parlare, ma non avevamo mai avuto tempo. Finalmente mi concedevo serate di relax, come una signora rispettabile.
E una sera, mentre stavo affondando nella trama, sento la porta che si apre. E chi ti entra? Vittorio in persona. Si ferma, guarda la casa bella ordinata, sente il profumo der mio minestrone e mi vede serena, accoccolata davanti alla TV.
Natalia, ciao. Sono venuto a prendere le cose che avevo lasciato qui.
Ma certo! Le ho già messe tutte da parte. Hai una borsa?
No.
Tranquillo, ne ho una pronta.
Glielo porgo con la gentilezza di chi non ha dimenticato del tutto i buoni sentimenti.
Hai fatto il minestrone?
Certo che sì. Sei affamato? Te ne verso un po?
Vittorio ci pensa, poi annuisce. Mangia due piatti. Poi mi guarda e dice:
Eh, grazie Natalia! Ora vado.
Vai pure! Io devo scoprire chi resta vivo in questa puntata!
Ma… cosa stai guardando?
Il Trono di Spade.
Ti ricordi che volevamo vederlo insieme? dice lui, mogio mogio.
Certo che mi ricordo. Ma ora sto scoprendo tutte le puntate da sola.
Vittorio se ne va. Lascio scendere una lacrima, poi finisco la puntata e mi metto a dormire. Due settimane dopo, rieccolo con tutta la sua roba, più umile di una mozzarella sotto sale. Lo guardo basita.
Natalia, scusami! Ti amo davvero! Adoro la tua zuppa e questa casa accogliente. Ti chiedo perdono, perdonami.
Quindi era nostalgia di minestrone?
Mi manca tutto! Ma soprattutto mi mancavi tu!
Va bene! Entra.
Che vergogna con te e nostra figlia. Non glielo dici, vero?
Va bene, non dirò niente. Vuoi mangiare qualcosa?
Sì. Grazie mille.







