Mi schiero dalla parte della moglie.
Mamma, sussurra Giovanni, guardando il viso di sua madre.
Che mamma? Ti spari fuori! O ce ne andiamo subito!
Giovanni prende un respiro profondo.
Te ne vai, mamma. Chiama un taxi.
Cosa?… Alessandra Serafina si soffoca nellaria. Tu tu stai cacciando tua madre? Per questi?
Quella sera Ludovica e Giovanni sono seduti a unaccogliente trattoria a Verona. Giorgio tiene la mano della sua compagna e racconta una storia divertente del lavoro.
Una candela al centro del tavolo illumina dolcemente il suo volto, e Ludovica si accorge, ancora una volta, di essere felice.
Il telefono sul tavolo vibra allimprovviso. Sullo schermo appare: Mamma.
Il volto di Giovanni cambia immediatamente: da uomo sicuro diventa in un attimo un adolescente spaventato. Risponde subito.
Sì, mamma? Che succede? si alza leggermente. Che? Chi? Dove sei?
Arriverò subito. Sì, certo. Aspetta, per favore, ma non piangere.
Mamma mia, cara, smettila! Sto venendo.
Riattacca la chiamata e guarda colpevole Ludovica.
Lud, scusa. È una catastrofe.
Cosè successo? Ludovica si spaventa. La mamma è malata? Sta male?
No, Giovanni si strofinò nervoso il collo. Ha litigato con lo zio Vanni, con il suo compagno. È seduta su una panchina davanti allappartamento, piange.
Dice che non ha dove andare, ha dimenticato le chiavi, lui lha cacciata fuori insomma, devo andare. Lei chiede di risolvere la cosa.
Giovanni, ha cinquantacinque anni, osserva con cautela Ludovica, già un po abituata al passato del suo futuro marito. Forse può prendere un taxi e andare da unamica? O tornare a casa? Tu che ci fai? Siamo a cena.
Non capisci, dice lui, facendo segno al cameriere per il conto. Lei è lì da sola, al buio.
Lud, ti porto a casa. Scusa, davvero. La prossima volta ci fermiamo a bere, va bene?
È stato il primo squillo, forte come una sirena dei vigili del fuoco, ma Ludovica lo ignora un anno dopo aver conosciuto Giovanni, alla fine lo sposa.
—
Il tentativo di scappare in unaltra città fallisce con uno schianto.
Alessandra Serafina impara a usare videochiamate e messenger così bene che la distanza perde significato.
Perché non rispondi? la voce della suocera suona al mattino, a pranzo e alla sera dal vivavoce.
Giovanni inizia subito a giustificarsi:
Mamma, stavamo guardando un film, abbiamo spento laudio.
Guardavano un film E tua madre è a letto con la pressione. Vieni una volta ogni sei mesi, e tutto è tutto.
Parli con me? Io ti ho cresciuta!
Ludovica di solito tace. Che dire, non capisce La suocera la considera unattrice di un teatro in declino: la madre di Giovanni non è mai stata apertamente crudele, ma colpisce nei punti più vulnerabili di nascosto.
Una estate si riuniscono al casa di campagna. Arrivano amici e parenti, è una gran compagnia.
Ludovica corre a distribuire i piatti, Giovanni sta al barbecue.
Alessandra Serafina siede su una sedia di vimini e osserva la nuora, Ilenia, che taglia i cetrioli per linsalata.
Che brava, Ilenina, tutta una casalinga, esclama la suocera ad alta voce, così che tutti possano sentire. Mani doro e carattere dolce.
Ludovica si ferma con il vassoio in mano. Giovanni si irrigidisce, ma tace girando gli spiedini.
Sarebbe bello se Giovanni ti sposasse, continua Alessandra Serafina, sognante, guardando il cielo. Vivremmo felicemente, anima con anima.
Il silenzio cala sulla veranda.
Mamma! Giovanni finalmente ritrova la voce. Lancia le pinze sul tavolo. Che stai dicendo?
E che cè di male? la suocera chiude gli occhi innocente. Sto solo ragionando. Ilenina mi è sempre piaciuta.
Siamo sposati, Ludovica. Ti amo. Non voglio più sentirti dire queste cose! Se non smetti, me ne vado. Proprio ora.
Alessandra Serafina, capendo di aver esagerato, cerca subito di scusarsi.
Oh, scusa, non si scherza così. Siamo diventati nervosi. Perdona, Ludovica, non è per cattiveria. Solo chiacchiere da vecchia.
Ludovica ingoia il risentimento in silenzio.
—
Cinque anni dopo il trasloco la vita è relativamente tranquilla.
Sì, la suocera chiama regolarmente, qualche volta lanno arriva senza preavviso, sparge pettegolezzi su di lei tra i parenti, ma a Ludovica non importa molto.
Quando tornano nella loro città natale, le cose peggiorano.
Il rapporto si rompe definitivamente dopo il compleanno del padre di Ludovica. Preparano tutto con cura: affittano una sala per il banchetto, invitano tutti. Naturalmente arriva anche la madre di Giovanni.
La serata procede bene finché lalcol non scioglie le tensioni. Ludovica si avvicina al bar per lacqua e vede la scena: Alessandra Serafina è bloccata in un angolo con lo zio Pasquale e la zia Valeria, amici di famiglia, e sussurra loro qualcosa, singhiozzando e indicando Ludovica.
Ludovica si avvicina.
e non mi lascia avvicinarmi a loro, capite? le arriva. Ho le borse, i regali, ma lei non apre nemmeno la porta. Dice che è occupata.
E lì sicuramente sta con
Giovanni, il mio ragazzo, è come un pesce fuori dallacqua, ma lei gli tesse le corde.
Il mio povero ragazzo.
Le dico
Ludovica abbassa lo sguardo, ma prima che possa intervenire arrivano le sue due migliori amiche, Margherita e Sofia.
Ognuna ha già due bottiglie di vino rosso secco in mano, non hanno più nulla da perdere.
Alessandra Serafina, dice Margherita, solita essere civile, stringendo i pugni. Non le è mai venuta una lingua così
La suocera si blocca, soffocata da un altro singhiozzo.
Cosa? Come ti rivolgi a me?
Come merito, così ti parlo, interviene Sofia. Conosciamo Ludovica da ventanni. E voi qui a riempire il conto nostro e a sporcarle la vita? Non vi vergogna?
Dico la verità! urla la suocera. È mio figlio
Il vostro figlio è felice solo grazie a lei! ribatte Margherita. Da anni succhi la sua energia come un vampiro.
Il silenzio tombale cala, anche la musica muore. Giovanni, al tavolo degli stuzzichini, sbiadisce.
Giovanni! urla Alessandra Serafina. Senti come parlano queste… di tua madre? Fai qualcosa!
Giovanni si avvicina, guardando la madre in rosso, le amiche di Ludovica severe come furie, e Ludovica immobile.
Mamma, dice piano.
Che mamma? Ti spari fuori! O ce ne andiamo subito!
Giovanni prende un respiro profondo.
Te ne vai, mamma. Chiama un taxi.
Cosa?… Alessandra Serafina si blocca. Tu tu scacci tua madre? Per questi?
Insulti la mia moglie, menti a sua famiglia e ai suoi amici. Succede sempre, mamma!
Sono stanco, davvero. Vai via, per favore.
Lo scandalo è enorme. La suocera se ne va tra maledizioni, stringendo il cuore, promettendo di morire sulla soglia del ristorante, ma alla fine chiama il taxi.
La serata finisce in modo sbrigativo. Quando tornano a casa, Ludovica decide.
Chiedo il divorzio, dice.
Giovanni trema, ma non si volta.
Capisco, risponde a bassa voce. Hai tutto il diritto di andare via. Non so come sia arrivato a questo punto
Non è solo lei, Giovanni. È che hai cercato di sederti su due sedie per anni. Non hai fatto una scelta
Si avvicina, si inginocchia, prende le sue mani.
Ludovica, ti amo. Non voglio perderti. Per favore. Proviamo risolvo il problema.
Come? risponde amareggiata. Rinunceresti a lei? È tua madre. È per sempre, Giovanni.
Lo farò, Ludovica. Se è quello che vuoi.
Parlano fino allalba. A volte la discussione sfocia in urla, poi si scusano, e alla fine trovano un compromesso.
Non verrà più da noi, dice Giovanni. Mai. Cambierò le serrature domani. La bloccherò ovunque.
Parlo con lei su un territorio neutro, una volta al mese. Non ti dico nulla su di lei. Nessuna lamentela, nessun la mamma manda i saluti. Per noi non esiste.
E se bussa comunque?
Non lo farà. Lo prometto, Ludovica.
Ludovica lo guarda in silenzio, desiderosa di credere.
—
Le serrature cambiano davvero. Il numero di telefono di Alessandra Serafina è inserito nella lista nera ovunque possibile.
Giovanni mantiene la promessa: è tornato da sua madre una sola volta, è tornato cupo, ma quando gli chiedono come va? risponde: Tutto a posto. Andiamo a cena.
Sembra che la vita vada avanti, ma Ludovica sente ancora dei graffi dentro. È sul divano, le gambe raccolte, e guarda il test di gravidanza che ha comprato stamattina.
Non lha ancora usato, perché ha paura. Due settimane di ritardo, tutto è possibile
Immagina il bambino, il primo nipote. Alessandra Serafina resterà in disparte? No, certo che no!
La suocera si intrometerà nelleducazione del nipote, rovinerà di nuovo tutto.
A cosa pensi? la voce di Giovanni la strappa dal sogno.
Ludovica nasconde rapidamente la scatola sotto il cuscino.
Niente, al futuro.
Giovanni si siede accanto, la abbraccia.
Andrà tutto bene, piccola volpe. Supereremo tutto.
Ludovica posa la testa sulla sua spalla.
Giovanni, immagina i bambini.
Lui sorride, le bacia la fronte.
È lunica cosa che sogno.
E con tua madre? Non possiamo privare la nonna
Giovanni si irrigidisce.
Ha tua madre, la mia si interrompe. Ludovica, non so cosa succederà, ma so una cosa: non permetterò a nessuno di rovinare la nostra vita.
Se la mamma non cambia, non vedrà i nipoti. È la mia ultima parola!
E se si fingerà la vittima? sussurra Ludovica. Allora Ilenia? Si scuserà, porterà dei dolcetti
E poi, se le lasciamo il bambino, la gente lo userà contro di noi?
Mamma, sei cattiva, papà è un fannullone
Giovanni le prende le spalle, la guarda dritto negli occhi.
Non gli daremo il bambino. Mai. Assumeremo una tata, chiederemo la tua, o lo cresceremo da soli.
Ludovica, capisci, la famiglia siamo noi, tu, io e i nostri futuri figli. Gli altri sono ospiti.
E se un ospite, scusa, un parente, si intromette, non lo invitiamo più.
Ludovica espira.
Sai, tira fuori dal cuscino la scatola del test. Credo sia ora di vedere se questa teoria funziona davvero.
Giovanni fissa la scatola.
Sul serio?
Non lo so. Ma il ritardo
La prende in braccio, la posa sul collo.
Ce la faremo, sussurra. Ce la faremo.
—
Nasce il loro figlio. Prima del parto, Giorgio aveva imposto una condizione: o la madre di Giovanni si comporta da persona normale, o al bambino non sarà permesso di avvicinarsi a lei.
Alessandra Serafina fa un enorme sforzo su se stessa. Non ha iniziato ad amare la nuora, ma ora la tratta con rispetto. Nessuna presa in giro, nessuna offesa diretta.






