12 giugno
Casa mia sembra non conoscere mai pace, ma non per litigi tra me e mio marito, bensì per colpa di mio genero. Luomo che mia figlia ha deciso di sposare è di una pigrizia disarmante, completamente privo di senso di responsabilità. Da più di un anno non mette piede in un posto di lavoro fisso, si arrangia giusto con qualche lavoretto saltuario e passa le giornate ad oziare. Mia figlia, invece, regge tutta la famiglia sulle sue spalle, occupandosi da sola dei gemellini. È ancora in maternità, quindi impossibile per lei lavorare a tempo pieno. E lui? Si limita a esserci. A malapena.
Ovviamente, capisco quanto siano impegnativi due bambini piccoli. Per questo ho offerto il mio aiuto a mia figlia, ma ad una condizione. Sono stata chiara: non le darò un euro finché non avrà il coraggio di lasciare quelluomo che le pesa addosso come un macigno. Un aiuto a lei, infatti, alla fine diventa anche un aiuto per lui, e io non ho alcuna intenzione di mantenere la pigrizia di chi non fa nulla per meritarsi qualcosa.
Non lho mai voluto, Matteo. Speravo che fosse solo una fase, un abbaglio giovanile di mia figlia, ma poi lo ha sposato davvero. Amore, giovinezza, sogni… che le hanno annebbiato la ragione. Ora sto pagando io, stiamo pagando tutti le conseguenze di quella scelta infelice.
A mio marito e a me non restava che dare loro lappartamento che era di nonna, quello che fino a poco tempo fa affittavamo per avere qualche euro in più assieme alla pensione. Loro non avevano abbastanza per pagare un affitto, così abbiamo ceduto. Avevo solo chiesto una piccola ristrutturazione, giusto per mettere i bambini in un ambiente dignitoso.
Ma lì Matteo ha subito fatto vedere il suo vero carattere:
Non ci penso nemmeno a sistemare, non sono un artigiano mi ha detto io sono uno da libri, non da martello e chiodi. Ci vogliono dei professionisti.
E con quali soldi, mi domando? Non ha mai guadagnato nemmeno per un cacciavite. Solo filosofia e lamenti sulla sfortuna della vita. Lavorare la sera? Figurarsi. Nei weekend? Devo riposare. Pare convinto che tutto gli sia dovuto.
Quando, finalmente esasperata, gli ho dato del pigro in faccia, si è offeso: Non è giusto, signora!
E mia figlia, invece di darmi un minimo di appoggio, anche lei a rimproverarmi:
È per colpa tua se litighiamo! Perché devi intrometterti così?
Allora mi sono allontanata, ma lho avvisata chiaramente: quando si compiono certe scelte, bisogna anche saperne sopportare le conseguenze. Non venire poi a chiedere aiuto. Eppure, quando ho saputo che aspettavano due gemelli, il cuore mi si è spezzato. Pensavo che almeno questo lo avrebbe spronato, ma niente. Ancora tutto sulle nostre spalle: lavori finiti da noi, abbiamo cercato e sistemato i lettini, le visite dal medico, tutto accompagnando mia figlia. Lui, sempre coricato sul divano davanti al portatile.
Aurora faceva tutto il possibile, ma ormai si vedeva che aveva capito chi aveva accanto: ci siamo arrangiati per la casa come potevamo, con le nostre mani. E lui, più tardi, si è limitato a comprare qualche cianfrusaglia in saldo. Ma quando hai una famiglia, devi rimboccarti le maniche. Lui, invece, è come un ospite, mai davvero partecipe.
Solo dopo, abbiamo capito come riuscivano a tirare avanti: si erano presi una carta di credito a nostra insaputa. E un giorno, squilla il telefono.
Mamma, non ce la facciamo più. Aiutaci…
Ero furibonda.
Aurora! Hai fatto figli con un uomo che non sa neanche cambiare una lampadina! Come pensavi di riuscire in tutto da sola?
Stiamo solo passando un brutto periodo
Quale periodo? Hai una casa, genitori che si fanno in quattro, e lui? Mai un lavoro. O lo stipendio è troppo basso, o la distanza è troppa, o gli orari non vanno mai bene!
Mamma, tu non capisci Ci sta provando! Ma non vuole lavorare per due spiccioli!
Ma con due spiccioli si campa, si fatica insieme! Tu, i tuoi bambini e lui tutti sulle nostre spalle!
Non sono disposta a essere una mamma-vacca da mungere. Sono stata netta:
Finché non ti separi, niente più aiuti. Se vuoi stare con lui, arrangiati.
È scoppiata a piangere.
Vuoi che i tuoi nipoti crescano senza padre?
E lì ho detto quello che penso da tempo:
Meglio senza padre, che con un esempio simile. Un uomo che vive sulle spalle degli altri.
Sono una madre, certo; ma non voglio sentirmi vittima. Sogno di vedere mia figlia crescere i suoi bambini al fianco di un compagno vero, non di un peso morto. Voglio che impari davvero a rispettarsi. Che non venga a chiedere aiuto mentre lui si fa un tè in poltrona. Ha chiuso la chiamata senza dire niente, ma so che un giorno capirà.






